Bacheca online

Questa sezione raccoglie le lettere ricevute dai genitori, utili a instaurare dibattiti o semplicemente per testimoniare e rassicurare chi, in questo momento, sta attraversando momenti difficili.

Di seguito troverete le lettere già pubblicate, ma è anche possibile inviare la propria o rispondere ai messaggi presenti in bacheca. Per motivi di riservatezza le e-mail pervenute verranno valutate e successivamente pubblicate.

 

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Messaggio inviato il 26/06/2010

Salve a tutti, mi chiamo Michela e oggi ho 23 anni ma quando sono nata in sala parto sembrava ci fosse la champions league! 10, e sottolineo 10, pseudo medici incompetenti che non sono stati in grado di capire che con un neonato di 5.220 kg ci voleva un parto cesareo, risultato: po al plesso brachiale sx perché il genio dell’ostetrica si è inventata di tirarmi il braccio! Oggi come oggi riesco a fare tutto, dal raccogliermi i capelli a cucinare (con metodi da me inventati ma efficaci), guido senza problemi, ci rido sopra perché il fondo l’ho già toccato e grattato per bene, e l’unica cosa che posso fare è circondarmi di una buona dose di autoironia che mi aiuta nei momenti di sconforto! Dio solo sa quanti viaggi e quanti soldi ha speso mia madre per aiutarmi, quante porte le sono state sbattute in faccia e quante volte si è sentita dire “tanto lei contro di me non può fare niente”; non l’ho mai vista piangere ma solo e sempre incazzarsi come un ariete, si è sempre fatta il mazzo per me trascurando le mie tre sorelle più grandi e se anche ogni tanto la mando a quel paese sa che la amo in una maniera incondizionata!!!
Abbiamo girato gli studi legali della zona per 2 anni prima di trovare il mio attuale avvocato di Padova, l’unico disposto a mettersi contro un ospedale (negli anni 80 i casi di risarcimento per danno biologico si contavano sulle dita di una mano) e abbiamo girato tanti di quegli ospedali da perdere il conto (siamo andate addirittura in Austria) fino ad approdare a Brescia dal dott. Vigasio specialista in chirurgia della mano. Ho sofferto di depressione praticamente dall’infanzia fino ai 18-19 anni, a 15 ho tentato il suicidio, sono stata chiamata monca e mano morta, ho sporto querela contro un soggetto che mi ha detto che dovrei morire nelle camere a gas proprio perché disabile e quando in crisi ho chiesto spiegazioni del perché tanta incompetenza ad un medico presente in sala parto quel giorno mi sono sentita rispondere che era una malattia genetica (se così fosse non mi avrebbero risarcita come invece hanno fatto)!!!! Mia madre per mesi si è dovuta rivolgere ad altri ospedali perché dove sono nata nessuno voleva averci a che fare per non avere problemi coi vari capi! Non posso dire che un giorno finirà, ancora oggi mi assale una rabbia furiosa davanti al muro di gomma chiamato anche burocrazia, sto male quando vedo che mia nipote di 10 anni può prendere in braccio il cuginetto di 5 mesi mentre io devo farmi aiutare altrimenti rischio di farlo cadere! Mi fanno incazzare i sorrisetti dei “medici” delle commissioni di invalidità, che se non gli allunghi la mazzetta passano il tempo a prenderti per il culo e a parlarsi nelle orecchie, mi sono rivolta all’ANMIC ma anche li è stata una delusione (mi auguro sia capitato solo a me), la legge 68 potrebbero anche abrogarla tanto non serve a niente! L’unica ancora di salvezza rimane il mio splendido avvocato che si sta impegnando per farmi avere un risarcimento dei danni morali (una volta compiuti i 18 anni si ha tempo 5 anni per chiedere il ricorso), abbiamo anche fatto ricorso al giudice del lavoro per farmi riconoscere quel 75% che già 3 medici legali mi hanno riconosciuto ma che i medici dell’ulss non mi vogliono riconoscere (fossero almeno medici legali) e con un esempio come lui non potevo fare altro che iscrivermi a giurisprudenza per poter aiutare in futuro le vittime di malasanità.
Mi fa solo piacere sapere che certi medici non ci dormono la notte sapendo quello che hanno fatto, se lo meritano e anzi è il minimo che possono fare: se sei un incompetente è solo colpa tua! Per quanto mi riguarda un medico finisce di essere un uomo quando indossa il camice, dal momento in cui ha a che fare con vite umane non può permettersi di dire “è stato un errore”! Il giuramento di Ippocrate lo fa il medico non l’assicurazione, però loro non sborsano un centesimo, forse se si iniziasse a toccarli proprio sul portafoglio le cose inizierebbero a cambiare.
Lo so che è dura, ma non datevi mai per vinti e, anche se sembra un’ovvietà ma non lo è, non rinfacciate mai niente di quello che avete fatto per i vostri figli perché vi posso assicurare che fa male (quando mio padre non mi urlava contro mi rinfacciava i soldi spesi in avvocati e medici, frasi che hanno portato solo ad un profondo odio nei suoi confronti). Aiutateli invece a rendersi indipendenti, insegnate loro che, nei limiti delle possibilità, possono fare tutto se lo vogliono, ogni cosa nuova che impareranno a fare da soli è una conquista e una soddisfazione. I momenti bui ci saranno sempre ma l'importante è saperli affrontare a testa alta, mia mamma a 63 anni ancora non si è stancata di essere definita una "rompicoglioni" e io con lei. Michela

 


 

Messaggio inviato il 23/06/2010

Salve, mi chiamo Daniele ed ho 24 anni. Purtroppo ho una paralisi ostetrica al braccio sinistro. L'ASL della mia città mi ha riconosciuto solo il 50% di invalidità. Ormai sono iscritto alle liste delle categorie protette da 6 anni e non ho trovato nessun lavoro. Mi sono sempre domandato ma è possibile effettuare un intervento chirurgico per cercare di aumentare la funzionalità del braccio? Attendo una vostra risposta. Grazie

ho trasmesso la sua mail al dr. senes . non appena avrò la risposta gliela girerò. per quanto riguarda il lavoro la invito ad andare dall'assessore provinciale competente, al lavoro , e sottopporre la sua situazione: chieda aiuto ed insista per ottenelo. a presto . federica gismondi

 


 

Messaggio inviato il 21/06/2010

Ciao Federica e ciao a tutti i lettori della bacheca.
Sono la mamma di ___, nata il 0_.01.2009 a La Spezia, p.o. arto dx. C5-C6-C7.
Ho letto la lettera dell'ostetrica e mi associo a te, Federica, non mi dispiace neanche un po' che perda il sonno pensando alle p.o. che ha provocato!!!
Sono passati più di 17 mesi da quella notte infame, quella notte che mi poteva lasciare un bel ricordo, invece mi porta ogni giorno in autostrada per fare tante e diverse terapie a Zoe.
La mia bimba sta crescendo in auto, non siamo quasi mai a casa, sempre a fare terapie, la casa è sporca a livelli disumani, i panni da lavare, il lavello sempre pieno di piatti, i miei genitori a 250 km di distanza, i miei suoceri che tengono più al cane che alla loro unica nipote, l'Inps che ci da gli assegni familiari per bimba normo-dotata, l'Asl che ci da solo l'inutile comme 1 della Legge 104, il mio compagno guadagna 1050 euro e paghiamo l'affitto, le rate di un auto che ho distrutto in torto (sì perchè quando non si è sereni e si è stanchi nell'animo, succede anche questo), le bollette non pagate da 1 anno e mezzo, io non sono ancora riuscita ad andare dal ginecologo, ho chiesto un anno di aspettativa dal lavoro ma a novembre finisce e non me la sento di abbandonare le terapie che sta facendo ____, ma questi maledetti soldi non bastano mai...
Era tanto che non leggevo la bacheca e ho avuto una brutta sensazione: ormai sono così abituata a questa faticosa vita, che non penso più allo smarrimento e alla rabbia dei primi mesi. Ormai curare mia figlia è diventato il mio lavoro a tempo pieno, la mia missione, la linfa della mia vita. Per quanto da un lato può forse apparire bello, dall'altro provo un po' di tristezza per me stessa. Dov'è finita la mia vita? Anzi, la nostra vita! Le nostre vite sono state prese e buttate in un vortice e ormai sono stata istituzionalizzata.
Non è un bene, sono andata una settimana fa dal medico legale dell'assicurazione dell'Ospedale dove è nata ___, e non gli ho parlato appunto dello smarrimento, della rabbia, della ricerca spasmodica di soluzioni, dell'abbandono dell'asl, del cambiamento radicale delle nostre vite.
E come sempre, mi sono sentita dire "beh, ma almeno lo muove". Certo, lo muove, e cosa dovrebbe fare? mi viene da dire. Ho risposto "sì beh, però mia figlia sa cosa vuol dire stare meglio di così, e non starà più così bene, aveva il diritto di nascere sana e il meglio che sono riusciti a fare è stato uno scempio".
Sguardi inorriditi, i loro, sguardo schifato, il mio.
E' davvero un calvario senza fine...
Però, cara Federica, una tua frase mi torna in mente, più o meno citava "per ogni croce c'è una risurrezione", mi viene in mente sorridendo mio padre, che in altri contesti dice "il santo è grande ma il miracolo è piccolino". Potrebbe essere questa citazione più vicina a quello che stiamo vivendo?
Comunque voglio lanciare il mio messaggio di speranza: anche ____ aveva il braccio come "morto", anche lei a 3 mesi è stata 10 ore in sala operatoria con 1 mese di tutore rigido, ma con fisioterapie Bobat + Perfetti + Vojta, piscina 3 volte a settimana, osteopatia, psicomotricità, osteopatia, massaggi, e nel passato elettrostimolazione, oggi Zoe stringe la mano come l'altra, flette il polso, apra la mano e il pollice piuttosto bene, sta sviluppando movimenti fini come la pinza, piega quasi totalmente il braccio, lo estende quasi del tutto e regge il peso a 4 zampe, eleva il braccio quasi a 90°. Non porta ancora la mano alla bocca ma ci siamo quasi.
Il mio consiglio spassionato è di non mollare mai un attimo, la p.o. non va a posto da sola, il compito maggiore ce lo abbiamo noi genitori che stiamo sempre con i nostri figli e sappiamo come prenderli per stimolarli a usare il braccio meno forte.
Inventatevi di tutto per stimolarli, bloccate il braccio sano e fategli prendere con l'altro i suoi giochi preferiti, all'inizio ha fastidio ma poi si abituano!! Incoraggiateli e premiateli con il vostro sorriso, loro saranno stimolati a fare meglio. Io applaudo quando fa una cosa nuova e lei applaude di rimando, tenendo il braccio leso piegato al gomito, attaccato al corpo, con la mano quasi del tutto aperta, ma va bene così!! Per ora...
Metteteli a terra a pancia sotto a pochi mesi, non metteteli sui girelli, fate scoprire loro come deambulare da soli, non spaventatevi se cadono, il dolore fa capire loro che devono pararsi. Certo, magari diamo un occhio in modo che non si spacchino la testa!
Provate a metterli sulle scale, a farli salire a gattoni. Bloccate le gambe per fargli appoggiare entrambe le braccia. Mostrate loro come usare entrambe le braccia, prendete fra le vostre mani le loro mani, da dietro, e accompagnate i loro movimenti. Mettetevi davanti a loro e muovete le braccia, magari intonando una canzoncina, loro cercheranno di imitarvi.
Io dico a ____ "vola ___, vola!" e agito le braccia simulando il volo, e lei cerca di fare lo stesso, senza saperlo stimola da sola la spalla e lo fa ridendo e divertendosi!!
Spero che il mio essere prolissa sia stato di aiuto per qualcuno!
Comunque per qualsiasi cosa, anche se siete delle province di La Spezia e Massa-Carrara, la mia mail è zamjas@hotmail.it
Un affettuoso abbraccio
Yasmin

Grazie amica, di tutto, dico solo che tutta la fatica ed il dolore che sostieni , ti porteranno un bene grande, centuplicato , ed anche se tutto sembra venirti contro sarai ripagata sino all'ultima lacrima.
Continua a lottare e non mollare; vedrai che riprendendo il lavoro avrai anche più forza di prima. Resta sempre coraggiosa e non temere , guarda i risultati che hai ottenuto e sii fiera di te. Ce la farete. Brava, davvero brava.
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 20/06/2010


mi chiedevo se non è possibile fare causa perche alla 32 sett di gestazione nell eco di controllo l ostetrico mi diceva che il bimbo era in una strana posizione al che io gli dissi se non era meglio approfondire lui mi disse che non era il caso perche l ostetrica che mi seguiva mi avrebbe fatto le eco di accrescimento ( tutto a pagamento!!) fatto sta che il ginecologo dopo il mese di ospedale mi chiama e mi dice che nella sua carriera non gli era mai capitato un parto distocico avendo estratto il bimbo con la ventosa e ritrovandosi il nodo vero di funicolo gli ha rotto la teca cranica e la membrana che ricopriva un pezzetto di cervello da qui l operazione che fortunatamente è riucita ma intanto la lesione ha distrutto i neuroni che portano il comando della manina destra mi hanno detto che con la fisio ci sara una buona recuperabilita e per fortuna il bimbo pesava solo tre kg non oso pensare cosa poiteva succedere se pesava di piu come ho letto di diversi parti distocici!! qui in valtellina diversi avvocati si rifiutano di fare causa ai ginecologi e mi domando il perche di questo...

RIPONDE SIG. RAIA MAURIZIO - APOS SAVONA

Rispondo volentieri alla sua mail inviata alla nostra Associazione; da quanto scritto da lei, si evince chiaramente che, purtroppo, in alcune zone d'Italia persiste la logica tra le corporazioni dei potenti che a discapito dell'uguaglianza dei diritti continuano ad operare contro la logica accettazione di una responsabilità medica presente e persistente in alcune vicende di sinistri ospedalieri.

E’ i caso di dire...Cane non mangia Cane!

Per quanto sopra ritengo sia un suo diritto procedere legalmente per tutelare suo figlio e la sua famiglia, con la consapevolezza che quello che lei sta vivendo, è con ogni probabilità il risultato di una serie di errori di valutazione che hanno commesso gli operatori sanitari in sala parto.

Per esperienza di vita vissuta la invito a valutare, ovviamente con l'ausilio di un avvocato di fiducia, di intraprendere un'azione legale civile al fine di ottenere un equo indennizzo per i danni subiti.

A tal proposito, se volesse, si può rivolgere per un'adeguata consulenza all'Avvocato Rodolfo Senes del Foro di Genova al nr. 010.5956205, che la saprà indirizzare correttamente nel percorso medico-legale.

Vi sono vicino.

Raia Maurizio.

E-mail: raiamaurizio@live.

 


 

Messaggio inviato il 18/06/2010

Ciao sono Marco, Consiglio anch'io la terapia di Vojta, riesce a smuovere quello che di buono c'è.....ciao

 


 

Messaggio inviato il 18/06/2010

Ciao sono marco, il papà di un Angelo, non mollate, non mollate mai, ad F.B del 14.06, non mollare fatti sentire dal G.I.P, P.M , scrivi una lettera personale, devi far capire come ti senti, chi sei, io l'ho fatto, non so se funzionerà, pero un rinvio a giudizio c'è, provaci ti darà forza, ti riporto la mia lettera per darti un' idea :
Illustrissimo Signor Giudice
Sono , il papà di A, mi scuso innanzitutto per la presente che le ho scritto, ma in tutto questo tempo io non ho potuto mai parlare. Ho un forte bisogno di poter spiegare di seguito riportati i motivi che mi hanno spinto ha presentare querela.
Alla nascita di mia figlia A è successo ciò che nessuno si aspettava, sappiamo che non esiste rischio 0, ma non credavamo potesse accadere una cosa, di cui non conoscevamo il nome, doveva essere una passeggiata, noi genitori eravamo allo scuro, comunque è accaduto!! PARALISI OSTETRICA del PLESSO BRACHIALE!!????????
A noi genitori è crollato il mondo, la felicita della nascita di A si e confusa con la tragedia che in primis non ci ha fatto comprendere ciò che era accaduto.
“Sua figlia per un problema che si è verificato non muove il braccio Destro è Paralizzata all’Arto”!!!!!!!!!!!????????????????????????
Ed ora cosa fare?Cosa facciamo??Cosa possiamo fare???
Nei giorni a venire la diagnosi veniva confermata, ma non so, tutto era troppo zelante, tutto troppo semplice, da scaturire in noi dei dubbi, ci siamo sentiti spiati nell’emozioni, come se fossimo controllati per un eventuale crollo verbale nei loro confronti.
Noi genitori persi d’animo, i giorni passavano, la bambina rispondeva pochissimo o niente, i tre mesi stavano passando, il termine per una querela era ultimo!Che Fare?
Ma cosa è accaduto quel giorno, qualcuno ha sbagliato??
Per non vivere nel dubbio,decidiamo di affidare tutto alla giustizia.
Volevamo e vogliamo che qualcuno al di sopra di noi verificasse, perché ci siamo sentiti abbandonati nel bisogno. Si andava all’ospedale per visita, andavamo via frustrati, senza risposte al problema alla fine con un Post-it, e 4 nomi di città!! Cercatevi un Centro!
Ci siamo ritrovati soli,perche non esiste un tavolo con le sedie per poter discutere, dove si possa parlare con qualcuno che ti guida, ti segue in questo momento particolare, ti spiega come accettare ciò che è successo a tua figlia ed a te,come crescere con questo problema. Nei giorni a seguire ho scoperto che avevo una figlia Invalida, Portatrice di Handicap, “fate domanda per il riconoscimento”!!!!!!!
Tutto confermato dai Verbali A.S.L.
Avevamo bisogno di un aiuto vero, invece c’era solo un silenzio assordante come le prossime righe………
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Non si può abbandonare chi ha bisogno. Queste cose fanno male portano tensioni nei rapporti, non fanno dormire la notte, perche un padre ed un a madre sono impotenti.
Ma fortuna vuole, che A da un’altra parte ha trovato il suo Angelo in terra, il suo fisioterapista, che con tenacia e pazienta tra pianti e sgomenti ha smosso ciò che di buono il suo braccio poteva dare, a lui veramente saremo per sempre grati.
Ormai son 25 mesi di fisioterapia, A a grinta da vendere è siamo convinti che ancora migliorerà.
In questi due anni abbiamo scoperto molto sulla paresi e cosa si può fare per renderla meno peggio.
Alla Prima udienza, ho ascoltato attentamente i periti, ho letto attentamente la perizia della Dott, ho riflettuto su tutto ed ho scoperto che la Distocia di Spalla, come da loro descritta è subdola e non si può prevenire, ma io che sono un Padre, per deformazione un po’ malizioso, ho capito che tutti i periti (tutti!) richiamati in questa occasione conoscono bene cos’è e com’è questa distocia di spalla, come si manifesta e che danni crea, addirittura son riusciti a spiegarla nei minimi dettagli, la letteratura medica naturalmente si è occupata di questo evento drammatico nella sua specificità spiegando minuziosamente i suoi campanelli d’allarme come si evince dalla relazione.
Ed allora non è Poi cosi SUBDOLA!!!!!!!è successo proprio quello descritto.
La Dott , nell’ultima pagina della perizia scrive di non poter valutare l’accaduto in quanto dalle cartelle cliniche, non si comprende quale comportamento operativo il personale abbia tenuto, perché non descritto (OMESSO!!!!????), considera invece che l’organizzazione ospedaliera e l’operatività del personale non sia stato ottimale!!????
L’applicazione di vacum per la prima figlia con lussazione della clavicola, l’uso dell’ossitocina nella seconda con distocia di spalla non sono parti spontanei.
La stessa ostetrica per due figlie, io padre cosa devo pensare???non lo so!!!!
Forse si parte con troppa superficialità poi……….
Noi utenti affidiamo la nostra vita alle loro mani, quanto e triste un giorno i figli vengono coccolati un altro non ti conoscono.
Tutto è molto triste, mi auguro che abbiano detto la verità in piena facoltà, perché la propria coscienza da rimorso quando la si tradisce.
Alla fine noi rimaniamo offesi, di tutto vi ringrazio ed in silenzio chiediamo scusa per aver recato disturbo.

F, provaci.......Con amarezza Saluto tutti,


HO TRASMESSO AL SIG. F.B. (14.06) LA SUA MAIL SENZA INDIRIZZO. SE DESIDERA AVERE DIRETTAMENTE MESSAGGI, FARO' PERVENIRE IL SUO INDIRIZZO MA SOLO CON IL SUO CONSENSO
FEDERICA GISMONDI

 


 

Messaggio inviato il 15/06/2010

Mi chiamo Giovanni e ho scritto a inizio anno su questa bacheca presentandovi il caso di mio figlio, tragicamente (in quanto al giorno d'oggi ancora si ripetono questi errori) simile a quello di molti di voi. Mio figlio oggi ha 10 mesi, è stato visitato in diverse strutture tra cui quelle che io reputo tra le più importanti e cioè il Meyer ed il Gaslini. La diagnosi definitiva parla di paralisi totale con sidrome di Horner, anche se in realtà già dai primi mesi aveva mostrato una buona tendenza alla ripresa. Bene, posso dirvi che la ripresa è stata molto ma molto buona, anzi, "straordinariamente ed insperabilmente" buona come segnalato anche nei due centri citati. Ad oggi tuttavia è ancora lunga la strada da fare, ma scrivo per segnalarvi una struttura, tra le tante a cui ci siamo affidate, che a mio avviso ha veramente fatto la differenza (con miglioramenti impressionanti dal primo giorno che l'abbiamo frequentata e successivamente ad ogni seduta - una al mese circa con esercizi da fare poi anche a casa in autonomia).

Questa struttura è l'A.R.C. "I nostri figli" - Istituto Don Calabria di Verona - Via San Zeno in Monte 23 - Tel. 045 8008796 ed il dottore che ha seguito nostro figlio è il dott. Mario Castagnini che applica anch'egli la terapia Vojta seppure con talune varianti.

Io, guardando oggi mio figlio e lo stupore sulle facce di tutti i medici che periodicamente lo visitano, non posso che consigliarla a tutti, soprattutto a coloro che dovessero imbattersi ora sul problema (cioè bimbi appena nati) perchè, come sempre, prima si seguono le terapie meglio è. Ciò non toglie che per tutte le visite specialisitiche e di controllo ci affidiamo comunque anche ai centri indicati in questo sito, ma consiglio vivamente di inserire anche questo. Per il bene dei nostri figli.

Giovanni


Con piacere Giovanni, mi puoi far avere anche l'indirizzo mail o del sito ? Grazie per avercelo segnalato. apsetto anche gli altri dati
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 14/06/2010

Salve, complimenti per il sito, sono un genitore che da 5 anni combatte con il suo piccolo Bimbo affetto da paralisi ostretica- stiramento plesso brachiale, intrapendendo qualsiasi cura e terapia possibile (tuttora in atto) e oggi dopo 4 anni di causa penale si vede giungere un decreto di archiviazione. cosa devo fare? ricorrere in cassazione - in poche parole nella cartella clinica non hanno scritto le numerose e pesanti pressioni fatte nel ventre di mia moglie durante un lunghissimo e straziante parto naturale (che a mio avviso doveva essere cesareo) e poi ci siamo ritrovati contro il più importante primario di ________ e proprio nella sua clinica nessuno è riuscito a mai tirar qualcosa. l'avvocato adesso mi propone di intrapendere una causa civile per il risarcimento; ma con nessuna colpa penale che risultati potremmo raggiungere? e poi penso che se i medici si sono fatti (coprire) dai medici periti incaricati del tribunale, quanto più si sentiranno protetti da questa archiviazione, potreste darmi dei consigli? devo continuare sul penale? Conosco diversi genitori proprio nella stessa clinica con i bambini rovinati con la stessa patologia da un ostretica ultra settantenne. Veramente non c'è giustizia?
A presto
F. B.

Salve, Signor F.________, io sono Federica Gismondi presidente dell'Associazione; grazie per i complimenti per il sito. Allora per dirle la verità io non ho mai visto una sentenza di condanna penale per una paralisi ostetrica, e , per quanto capisca il dolore ed il desiderio di giustizia, è ben difficile riuscire provare la colpa grave in campo penale, perchè si tratta di medici, che di solito salvano le vite. Ben diverso, al contrario, in campo civile dove si chiede il risarcimento per il danno subito, che solitamente viene riconosciuto perchè il fatto che si sia respinta la fattispecie penale non esclude che il danno sia stato fatto per errore ,e quindi di solito risarcimento c'è.
Io le consiglio di andare avanti e se vuole , se mi da il permesso inoltro la sua mail ad una fam. di ________ il cui bimbo ha la p.o. , è stato operato ed il suo papà magari la può consigliare .
La questione del risarcimento è importante, anche se niente restituisce la salute e ripaga del dolore patito, però può aiutare a pensare ad un destino pianificato per il suo bambino, per avere una qualche facilitazione nel lavoro, o per qualsiasi cosa...
E poi guardi , l'unica cosa che fa penare l'ospedale è la questione economica... non ci son santi, se li si costringe a pagare li si fa abbastanza soffrire..
Mi tenga informata
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 14/06/2010

ciao a tutti sono M. ho 20 anni e sono della provincia di varese, è la prima volta che mi rivolgo al sito, avrei bisogno di alcuni consigli, sono 2 mesi k la mia p. o. è peggiorata, prima riuscivo (per quanto consentito dal problema) a fare quasi tutti i movimenti..adesso quando mi muovo devo mettere il tutore,vorrei farmi visitare in qualche clinica specializzata in p.o., perchè nelle mie zone le risposte sono sempre le stesse e poco esaurienti... potreste consigliarmene qualcuna grazie mille!

Ho inoltrato la sua mail al Dr. Senes , non appena avrà risposto le invierò il suo messaggio.Federica Gismondi


RISPONDE DR. SENES

Buongiorno, credo che il dott. PierLuigi Raimondi o il dr. Massimo
DelBene, entrambi esperti di paralisi del plesso brachiale e che
esercitano sulla zona di Milano, possano darLe i consigli del caso.
Cordialità Filippo M Senes

 


 

Messaggio inviato il 14/06/2010

Buongiorno, mio figlio F___ ha subito lo stiramento del plesso brachiale. Ho già fatto diverse visite e sentito diversi pareri. Dopo aver letto alcuni articoli sul vostro sito mi rimangono dei dubbi: come faccio a definire la gravità della lesione(distaccamento o semplice stiramento?) tutti mi dicono di non preocuparmi che il braccio guarirà, ma non ci credo. Avrei bisogno di info su chi contattare e ciome muovermi per fare il bene di mio filgio. cordiali saluti M. F.

Gentile Signore, come avrà letto sul nostro sito, la lesione ostetrica del plesso brachiale va valutata da persone che hanno esperienza di paralisi ostetrica e che attualmente è seguita al Gaslini di Genova dal Dr. Senes. La valutazione è clinica , quindi con esame di un medico specializzato a 0 mesi e poi a 4 mesi; nel caso non ci fosse stato un vero recupero funzionale vengono fatti accertamenti diagnostici con una specie di tac che individua se c'è il danno , dove si trova e la sua entità.
L'elettromiografia non serve s rilevare questi aspetti della lesione in un neonato; guardi vada a fondo nel persorso di accertamento ma con medici preparati come quelli del Gaslini, reparo di ortopedia; avrà la certezza di aver fatto il massimo, cioè di aver fatto seguire suo figlio da chi, al momento attuale , in italia , nei centri convenzionati, ha la maggior esperienza e professionalità. Mi tenga informata
Federica Gismondi cell 3408963170

 


 

Messaggio inviato il 14/06/2010

Buonasera, sono stella la mamma di R___ di anni 7 colpito da emiparesi dx dalla nascita. sono interessata ad avere info su terapia del metodo voita e soprattutto sapere a quale centro posso rivolgermi x far visitare il mio bimbo. Risiedo a Garbagnate milanese in provc. di milano. il mio recapito tel___ - grazie

Gentile Signora, io conosco come centro a Milano che sa fare il metodo Vojta il centro convenzionato guidato da

Chiara Mastella
SAPRE Servizio pubblico Servizio Abilitazione Precoce Genitori
Chiara Mastella Counsellor Sistemico Sanitario
Coordinatore SAPRE - Servizio Abilitazione Precoce dei Genitori
Istituti Clinici di Prefezionamento - Milano
Numero verde 800 214 662
02/55 400 823
Cellulare aziendale sempre acceso - 335/5793791
chiara.mastella@icp.mi.it

Mi tenga informata .
Saluti
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 12/06/2010

SALVE SONO FRANCESCO E SONO SPOSATO CON ROSA.FRA POCHI MESI NASCERA'LA NOSTRA PRIMA BAMBINA,MA SORGE IL PROBLEMA.. MIA MOGLIE DALLA NASCITA E RICONOSCIUTA INVALIDA AL 55%,DA PARALISI OSTETRICA ARTO SUPERIORE DX,NON RIESCE AD AVERE NESSUNA FUNZIONE AL BRACCIO..COME FA LEI AD ACCUDIRE LA BIMBA SPECIALMENTE NEI PRIMI MESI DI VITA??? VISTO CHE IO PRESTO SERVIZIO(MILITARE IN SERVIZIO PERMANENTE ESERCITO)A 800KM DALLA MIA CONSORTE. LA RINGRAZIO DI CUORE CORDIALI SALUTI FRANCESCO

Salve Francesco, sono Federica pesidente dell'asociazione. Intanto sappia che con la nascita della vs. bimba lei , come tutti i dipendenti pubblici ha diritto ad avvicinarsi a casa; in ufficio ho una senteza del consiglio di stato che fa al caso suo. Volevo sapr poi se sua moglie ha la l.104 del 92; la sua condizione le dovrebbe consentire l'acesso facilitato della piccola al nido . Appena trovo questa sentenza sul ricongiungimento gliela faccio avere . Senta anche un patronato per avere dettagli in merito. A presto Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 12/06/2010

Buonasera,ho gia' scritto piu' volte perche' mia figlia Alice di quasi 5 anni ha una p.o. dx che fortunatamente si sta risolvendo almeno in parte,siamo all'80% di recupero finora e sono sicura che miglioreremo ancora,ma questo messaggio non e' per i genitori,e' per voi amministratori di questo sito.
Vi chiedo gentilmente di inserire tra i centri di cura il centro specializzato Vaclav Vojta di Roma (www.centrovojta.it).E' la' che mia figlia ha trovato la strada giusta per curare il suo problema,e devo dire che i risultati finora hanno superato di gran lunga le aspettative,questo metodo funziona!
Credo che chi legge su questo sito debba avere l'opportunita' di sapere che esiste anche un centro a Roma,che lavorano benissimo,con professionalita' e umanita',che psicologi e assistenti sociali stanno li' per sostenere i genitori e che per i bambini la cura e' totalmente a carico dello stato,io in quasi cinque anni non ho mai pagato niente di niente,le hanno persino creato un tutorino su misura,apposta per mia figlia e non mi hanno chiesto nemmeno un euro.
Credo sia doveroso dare questa informazione alla gente e spero che visitiate il sito che vi ho indicato per rendervi conto di cosa parlo,li' ci sono anche l'indirizzo e i recapiti telefonici.
Ad ogni modo vi ringrazio per aver creato questo sito che da supporto emotivo e fornisce dati e informazioni utili a chi come me ha iniziato questo calvario.
Saluti
Francesca

 


 

Messaggio inviato il 12/06/2010

Ciao sono francesca,volevo rispondere alle mamme che mi chiedono del metodo Vojta.
Io sono approdata li' dopo aver girato il mondo,un neurologo del Bambin Gesu' mi ha detto che mia figlia era spacciata,che avrebbe recuparato il 50/60% della funzionalita' se era fortunata,e che in quel centro potevano aiutarmi.
Il signor Vojta era uno studioso polacco molto avanti per quello che riguardava lo studio della motricita' dei neonati con paralisi,il suo metodo funziona ed e' applicato anche per la riabilitazione di adulti che hanno subito traumi come ictus ed altro.
Consiste nella stimolazione di determinati punti nervosi presenti sul nostro corpo,non e' assolutamente doloroso ne' invasivo,e' solo fastidioso perche' il bambino deve assumere posizioni un po' scomode e costrittive,ma poi ci fanno l'abitudine come se fosse una ginnastica quotidiana.
Ci tengo a precisare che il braccio di mia figlia era penzolante,quindi completamente paralizzato e privo di vita,dopo quattro anni e' lungo come l'altro e ha ripreso l'80% della funzionalita'.
E' chiaro che il recupero dipende molto dalla gravita' della lesione,ma Alice ha dato segni di miglioramento dopo una settimana dall'inizio del trattamento e continua a migliorare giorno dopo giorno.
La terapia e' stata integrata da iniezioni di tossina botulinica che ha agevolato lo scioglimento di alcuni "blocchi" muscolari,ormai e' un anno che non serve piu' farle perche' il peggio e' passato.
La terapia Vojta e' completamente a carico dello stato,i bambini vengono inclusi in un progetto che viene rinnovato periodicamente e non costa nulla alle famiglie.
Nel progetto e' inclusa l'assistenza ai genitori da parte di psicologi e assistenti sociali che sono disponibili ogni volta che se ne ha bisogno...gente che non ti conosce ma sa bene quello che e' il tuo stato d'animo,mi hanno consolata e aiutata ad andare avanti quando ero completamente fuori di testa dal dispiacere,ho trovato tanta umanita' e gentilezza e vi assicuro che non e' dappertutto cosi'.
Li' al centro Vojta ho conosciuto anche tante altre mamme,anche con figli molto piu' gravi della mia,con le quali ho potuto parlare e confrontarmi e condividere le mie paure ma anche le gioie dei risultati...insomma la mia e' un'esperienza positiva,anche se c'e' chi critica il metodo Vojta,io ringrazio Dio di avermi fatto incontrare quella gente che con professionalita' e calore ha aiutato la mia bambina.
Mi hanno insegnato a fare la terapia a mia figlia e adesso le hanno ridotto il progetto ad una seduta settimanale in sede,gli altri giorni la terapia la faccio io a mia figlia,a casa,e tutto procede senza intoppi,lei continua a progredire ed io sono felice come non mai.
Da pochi giorni Alice ha iniziato ad accennare la rotazione esterna che sembrava impossibile,per cui continueremo su questa strada.
Voglio dire che mia figlia non ha avuto necessita' di operazioni e che la terapia nel suo caso era l'unica via possibile,ma che esistono operazioni quasi risolutive per i casi molto gravi,perche' in quei casi la terapia da sola non ce la puo' fare.
Per cui bisogna valutare bene la situazione,esistono casistiche diverse e per ognuna modalita' e tempi di recupero differenti.
Comunque per qualsiasi informazione vi serva chiedetemi pure.
visitate il sito www.centrovojta.com e guardate il video di presentazione,sono le stesse persone che vedo tutte le settimane da quasi cinque anni,e tutto funziona proprio cosi' come lo vedete con i vostri occhi
coraggio genitori non perdetevi d'animo
Francesca

 


 

Messaggio inviato il 11/06/2010

sono la mamma di un bimbo di due anni affetto da paralisi ostretica al braccio destro , una paralisi totale ,spesso leggo i messaggi della vostra bacheca , con molta gioia oggi ho letto il messaggio di francesca , la mamma che pratica il Vojta alla sua bambina , anch'io mi sono rivolta al centro Vojta di via Pincherle , dove ho trovato persone competenti e di una disponibilità ed umanità uniche , anche mio figlio ha avuto risultati sorprendenti con il Vojta ed oggi nonostante una paralisi totale afferra oggetti con la sua manina , gattona , e con l'aiuto anche della psicomotricità sta integrando l'arto in modo sorprendente , in questa triste vicenda , ritengo di aver avuto un unica fortuna trovare persone competenti quali gli operatori del centro Vojta , mi dispiace solo che alla vostra bacheca giungano pochi messaggi di bambini trattati con il Vojta .Riguardo all'ostretica , non ho parole , a me fu detto dopo il parto che ero stata birichina , per non aver collaborato , vi lascio immaginare quanti sensi di colpa mi ha procurato tutto ciò , addirittura il ginecologo disse che avevo rifiutato il cesareo . oggi quando vedo bambini paraplegici per asfissia da parto , mi sento di sperare che coloro che hanno reso infelici questi bimbi , i loro genitori , i loro fratelli , possano un giorno ritrovarsi nella stessa situazione e vivere sulla loro pelle tutto il dolore provocato , solo così potranno capire . ...




 


 

Messaggio inviato il 10/06/2010

saluto con affetto tutte le mamme, ho appena finito di leggere la lettera della signora Francesca lo sa io ho ripreso a lavorare per distrarmi un pò le dirò mi ha fatto bene ma da subito c,è stato detto di nn chiedere troppi cambi turno ora mi è stato fatto un contratto fino alla fine di luglio nn so se usufruire io della legge 104 o lasciarla a mio marito chè ha il contratto a tempo indeterminato, concludo con un ultima domanda in cosa consiste il metodo vojta la fisio che segue mio figlio nn la conosce . . .ho portato mio figlio a genova l,altro giorno l,hanno trovato migliorato perciò se posso fare di più voglio farlo per il mio piccolino fatemi sapere grazie ancora federica per starci sempre vicino e rispondi sempre con molta umanità e disponibilità rosella e mauro

 


 

Messaggio inviato il 10/06/2010

Salve,sono la mamma di un bimbo di 4 mesi.La mia storia non e' tanto diversa da quelle di molti di voi.Mio figlio e' nato con paralisi ostetrica al braccino sinistro,ha ingoiato del liquido amniotico,quindi non ha pianto alla nascita e in piu ha un torcicollo miogeno.(ovviamente tutte cose che gli sono state procurate durante il parto,pur di non farmi un cesareo.) All inizio muoveva a malapena la manina,infatti i dottori in clinica(dove e' stato"spedito dopo poche ore dalla nascita dall ospedale")mi avevano dato ben poche speranze sul suo recupero.Oggi mio figlio Grazie innanzitutto al Buon Dio e poi a delle ottime fisioterapiste ha recuperato l'80% sul braccino e il torcicollo e in fase di regressione. Io so' di essere stata, molto ,ma molto.fortunata ma chi mi ridara' indietro questi mesi vissuti tra pianti e speranze Non ho nessun buon ricordo di quello che doveva essere il giorno piu bello della mia vita.Spero di festeggiare (quando sara')il suo primo compleanno parlando di tutto questo al passato .Non dico che voglio dimenticarlo ma visto che da quel giorno il mio cuore si e' come "indurito"vorrei tanto tornare ad una normalita' che forse prima non apprezzavo e che adesso desidero con tutta me stessa!Riguardo ai ginecologi,alle ostetriche,posso solo dire che forse io sono stata molto sfortunata perche' quella notte non ne ho beccato nemmeno uno "buono"e non c'e giorno(specialmente quando il mio piccolino piange cosi' tanto da farsi mancare il fiato mentre fa' il trattamento per il collo)in cui io non pensi a loro con tanto rancore...SPERO CHE IL RIMORSO LI ACCOMPAGNI PER SEMPRE! Auguro a tutti voi di avere tanta fede e forza. MELY.

 


 

Messaggio inviato il 10/06/2010

Risposta per papa di Bari: sono Papa' di un bimbo che dieci mesi fa' ha subito un parto distocico con conseguente paralisi ostetrica braccio sinistro (da ns cartella clinica); si faccia scrivere tutto a costo di andare li con un'avvocato o con i carabinieri se necessario! E' molto importante! le servira' per i vari riconoscimenti e in sede legale. Faccia vedere il suo bimbo al dott Senes a Genova. distinti saluti PF

 


 

Messaggio inviato il 09/06/2010

Buongiorno a tutti,ho gia' scritto una volta,solo la mamma di una bimba di 4 anni e mezzo con paralisi del plesso brachiale dx, volevo dire a tutti i genitori di bimbi con lo stesso problema di mia figlia,di interessarsi presso l'Inps sui vantaggi che esistono relativamente alla legge 104.
Io quando e' nata mia figlia per necessita' lavorative sono dovuta tornare in ufficio e delegare la terapia a mia madre che ha fatto il massimo,ma avrei gradito che qualcuno mi mettesse al corrente dell'esistenza del congedo straordinario,cosi' avrei potuto occuparmi personalmente della mia bambina.
E' bene sapere che se al bambino viene riconosciuta la legge 104 con comma 3 (di gravita') si puo' usufruire di questo congedo di 24 mesi,con lo stipendio al 100%,fruibile anche in modo frazionato nell'arco di tutta la carriera lavorativa; esistono inoltre altri tipi di permesso retribuito,ovvero al posto dei tre giorni mensili si possono prendere 2 ore al giorno,insomma vale la pena informarsi perche' la legge c'e' ed offre una mano alle famiglie con problemi come i nostri.
tenete presente che nessuno verra' da voi a dirvi di tutte queste agevolazioni,per cui documentatevi su internet,c'e' scritto tutto,oppure andate all'inps ad informarvi.
Io sto usufruendo adesso di questo congedo,e mia figlia con la mia presenza assidua e costante ha recuperato l'insperabile,ad oggi le rimane un 15% di danno,che consiste nella mancanza dell'extra rotazione e la supinazione dell'arto dx,ma l'estensione e' quasi totale e il braccio e' piu' corto di solo qualche millimetro,praticamente impercettibile.
Voglio dire anche che la terapia Vojta ha salvato il braccio della mia bambina,e che se ne dica,i risultati sono eccellenti, ringrazio ogni giorno per aver incontrato della gente competente e professionale,che ha trattato mia figlia e me con una grande sensibilita' e dolcezza.
Voglio dire invece all'ostetrica che ha scritto qui in bacheca che mia figlia era sana come un pesce e per l'imperizia del personale ostetrico ha subito un danno permanente che comunque le precludera' di diventare un chirurgo,una pianista,una sportiva...e che io genitore sono avvelenata perche' questo si poteva evitare...non me ne frega niente che questi sono i rischi del mestiere,io so solo che questo calvario si poteva evitare se non ci fosse stato un'accanimento da parte dell'ostetrica nel farmi partorire spontaneamente,e che se c'e' qualcosa di vergognoso e' la poca coscienza con cui spingete per i parti naturali non considerando che una madre preferisce un taglio sulla pancia che un figlio invalido.
In ultimo consiglio alla signora ostetrica di andare a farsi un giro al Centro Vojta di Via Pincherle a Roma,per vedere i bambini paraplegici vittime di traumi ostetrici,per capire davvero quanto una sofferenza da parto puo' distruggere la vita di una creatura che era stata concepita per vivere sana e libera e felice.E forse capira' un po' di piu' la rabbia e la frustrazione di un genitore.
Signora ostetrica si vergogni lei per la poca sensibilta',e per aver detto che la distocia della spalla e' inevitabile,io ho letto milioni di cose sull'argomento e le assicuro che non e' cosi'.
Diciamo che spesso la vostra categoria entra in conflitto con quella dei ginecologi proprio per questo,perche' vi affidate a manipolazioni eccessive che non hanno nessun rispetto per la mamma e sottopongono il bambino a possibili traumi che nella maggior parte dei casi sono permanenti.
E' quello che e' successo a me.E l'ostetrica che ha fatto questo a mia figlia la paghera' cara,gliel'assicuro.
Cosi' magari in futuro ci pensera' due volte prima di salire sulla pancia di una partoriente e magari non le dira' " in Congo le donne partoriscono sugli alberi" perche' questo tipo di atteggiamenti non dimostrano professionalita' ne' l'umanita che il vostro lavoro richiede.
Forse di ostetriche sane di mente ne sono rimaste poche.
La invito a riflettere su quello che ha scritto e a farsi un'esame di coscienza.
Francesca


GRAZIE
FEDERICA GISMONDI

 


 

Messaggio inviato il 03/06/2010

sono la mamma di un bimbo di 4 anni affetto da paralisi ostetrica br dx facciamo regolarmrnte fisiot più nuoto la dott che lo tiene in cura ci ha detto che dovrà essere visitato al gaslini intorno ai 14 anni ma secondo lei dovrei farlo visitare prima?GRAZIE PER L ATTENZIONE

Gentile Signora, la tempistica del protocollo di terapia della paralisi ostetrica prevede tempi assai più definiti per la valutazione della lesione ostetrica del plesso; a 14 anni , qualsiasi tipo di limitazione funzionale rimasta, può essere solo constatata , perchè la crescità degli arti si stà per completare e non c'è quasi più niente da fare.
Meglio sentire chi ha più esperienza in paralisi ostetrica e verificare anche se il percorso terapeutico svolto sino ad ora è corretto o se si deve/può migliorare qualcosa.
Mi pare, tra l'altro che questa previsione dei 14 anni appartenga al vecchio standard medico risalente , secondo quel modo di pensare alle terapie come ad impicci da ritardare; ciò che non migliora nei primi anni di vita, non vien più fuori da solo; prima s'interviene migliore è il recupero, per motivi di crescita ossea , muscolare, per la ricomprensione nello schema corporeo dell'arto leso, per motivi psicologici, tutte componenti di un quadro clinico che devono essere considerate in tempi di sviluppo e crescita se si cerca il recupero, il miglioramento del bimbo....a 14 anni tutto è fatto, o quasi.. La invito a fare verifiche per accertarsi che si stà facendo il possibile per curare il suo bimbo.
Mi faccia sapere.
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 31/05/2010

Buongiorno sono la ragazza di 24 anni che vi scrisse un pò di tempo fa...il mio nome è Erika...comunque la ringrazio per la risposta che mi ha dato e sono molto soddisfatta di ciò che mi ha detto....le volevo chiedere nel caso uno voglia fare un ricorso nel mio caso dopo (29 anni che ha il mio ragazzo) siamo ancora in tempo? e se si ha qualche nome di qualche avvocato a cui potremmo rivolgerci?grazie...


Gentile Signorina, ho ricevuto la sua precedente mail, ed ho tardato a risponderle perchè ho fatto una verifica in merito alla giurisprudenza che , però , continua a mantenere l'orientamento di non accogliere domande di risarcimento oltre i 10 anni dall'evento dannoso. Tuttavia, per un caso di malattia derivata da trasfusione c'è stato un qualche spiraglioin merito. Al momento c'è uno studio che stà intraprendendo questa strada per ottenere un risarcimento oltre questi tempi, ma è una strada sicuramente in salita. Io le lascio il riferimento invitandola a verificare approfonditamente se il gioco ( cioè i costi di una causa con queste incertezze iniziali) valga la candela ( cioè la possibilità di ottenere risarcimento).

avv. ti Davide D'Eugenio ed Ersilio Gavino
Genova, Via Maragliano 10/6
tel 010-592425
cell. 340-2934473

Mi tenga informata
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 28/05/2010

cioa federica,anche oggi ho letto la nostra bacheca, e volevo dire al sig.Gianni,:quando hanno iniziato la fisioterapia a Melissa,(p.o c5.c6)mi è stato consigliato (dalla fisioterapista),l'acquisto di una spugna di mare,e durante il bagnetto a casa,fare dei movimenti rotatori,dalla spalla alla manina,e dopo con l'olio di mandorle dolci,un altro massaggio dopo il bagnetto.non so se è anche il caso della sua piccola,puo comunque chiedere alla sua fisioterapista...nel mio caso è stato molto benefico,e mi ha aiutato molto anche psicologicamente,xkè "toccando" io stessa quel braccino..."morto",sentivo che c'era qulcosa......pian piano iniziava a muoversi,e sentivo il braccio sempre piu forte!!!in bocca al lupo................GRAZIE FEDERICA........TIENICI SEMPRE INFORMATI!!!!bacioni margherita!!

 


 

Messaggio inviato il 27/05/2010

Salve, volevo fare prima di tutto gli auguri a tutte le famiglie e ai propri cari; volevo sapere se con decreto di invalidità per indennità di frequenza + legge 104, ci spetta l'applicazione per assegno nucleo familiare tabella 14, perchè la mia Azienda (ASL) mi applica la tabella 11. Chiedevo se era possibile avere una normativa in merito. Grazie

Gentile Signore, la ringrazio degli auguri.
L’assegno per il nucleo familiare è previsto per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e i cui redditi siano al di sotto delle fasce di reddito massime stabilite dalla legge.L'applicazione della legge 104 e dell'indennità di frequenza, certifica l'accertamento dell'inabilità di un soggetto appartenente al nucleo familiare.
L'INPS, con Circolare n. 68 del 10 giugno 2008, ha informato che dal 1° gennaio 2008 sono stati rideterminati i livelli di reddito e gli importi dell'assegno relativi ai nuclei familiari in cui vi sia almeno un figlio minore e in cui sia presente almeno un componente inabile. I livelli di reddito in questa circolare sono stati rideterminati e così gli importi dell'assegno relativi ai suddetti nuclei familiari. Le consiglio pertanto di verificare la tabella 14 che giustamente lei cita per controllare la situzione, giacchè è questa la tabella che deve essere applicata con un soggetto inabile in casa.Credo che la cosa migliore sia affidarsi al legale di un patronato e farsi dar ragione. Mi tenga informata. Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 26/05/2010

Salve sono gianni un papà che ha già scritto in questa bacheca volevo inanzitutto ringraziarvi per la risposta .La mia bambina ha iniziato a muovere la manina spero sia un buon segno anche se tutti i dott mi dicono di aspettare un altra settimana dunque ai famosi quindici giorni di vita.Volevo tanto sapere se devo rivolgermi da un fisioterapista per farmi spiegare qualche movimento in più di quello che ci hanno insegnato in ospedale ho paura a fare tutto oppure se è più opportuno aspettare l evolversi naturale delle cose,ho paura di perdere del tempo prezioso come ho letto la tempistica in questa patologia è molto importante ,aspetto ansiosamente vostre risposte a presto

Gentile Signore, mi fa davvero piacere che la cosa si stia risolvendo; la mobilità è importante, ma va fatta secondo i tempi di ripresa ed in modo dolce perchè la bambina è piccola, e deve essere "manipolata" con semplicità anche con modalità ludiche, che le provochino sensazioni piacevoli; ad es è utile farle avvicinre la mano alla bocca perchè nei primi mesi la percezione delle labbra è la più forte e questo aiuta a farsì che il braccio segnato rientri nello schema corporeo. La fisioterapia di un sanitario è assolutamente necessaria; occorre che si tratti di fisioterapista che ha già trattato neonati, che sapia cioè cogliere i riflessi ed approfittare della reattività del neonato per insistere sulla ripresa. La manipolazione passiva poi la dovete fare anche voi più volte al giorno, ma il protocollo di fisio per la p.o. stabilsce almeno 3 sedute alla settimana con lo specialista , per sedute che sono di circa 3/4 d'ora. Sarete così più certi di come vanno le cose e del trattamento che stà facendo la bimba, anche con il vs. aiuto.
Tenetemi informata
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 24/05/2010

Buonasera e salve a tutti...mi presento sono una ragazza di 24 anni e mi chiamo Erika.....la domanda che vi porgo non è per un bambino ma bensì per il mio ragazzo che ha 29 anni e alla nascita ha subito una paralisi ostetrica...purtroppo negli anni in cui lui è nato non gli hanno potuto far niente di che in quanto non esistevano tutte queste tecnologie...lui ha la paralisi al braccio e alla gamba sx...con la gamba cammina abbastanza bene...ma il problema più grande è il braccio in quanto non riesce a muoverlo completamente...lui da piccolo ha fatto soltanto le terapie..e adesso ha ripreso a farle.....vorrebbe fare l'intervento e la mia domanda si pone proprio su questo argomento vorrei sapere se con l'intervento si riesce a risolvere qualcosa o no....e poi ho una domanda mia personale...se in un futuro avremmo un bambino questo tipo di paralisi gli si può trasmettere anche al bambino? cioè avremmo il rischio che anche il bambino nasca con lo stesso tipo di problema?Grazie

Gentile Signorina,
la ringrazio per averci contattato: per quanto riguarda la persona a cui lei vuole bene, le consiglio di consultare la nostra pagina degli indirizzi dei centri che aiutano le persone affette da paralisi ostetrica . Così anche il sito dei plesso lesi adulti che è il sito di un associazione che si chiama " i ragazzi del plesso" , composta da persone che hanno avuto la lesione a seguito d'incidenti, e che sanno certamente dare indicazioni sui centri migliori per adulti. Esistono terapie sia chirurgiche che fisioterapeutiche che aiutano e migliorano sia la funzionalità che la postura del braccio. Meglio quindi sottoporsi ad una visita specialistica in centri che conoscano la patologia e la trattino da diversi anni
La paralisi ostetrica non è una patologia ereditaria, è dovuta a manovre errate nel'estrazione del bimbo; cioè si tratta di errore umano.
Mi tenga informata
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 22/05/2010

Ciao a tutti sono un papà di una bellissima bimba che per un errore grossolano di calcolo il nostro dott________ di una _______ struttura ostetrica ha messo a rischio la vita delle due tirando letteralmente mia figlia che aveva raggiunto il peso di 4,755 kg subito dopo il parto mi sono accorto della deficienza del braccio dx dunque ho fatto qualche domandina al dott che mi ha rasserenato dicendo che era un semplice stiramento .Il terzo giorno abbiamo insistito per una visita neurologica e la condanna,siamo vittime di incopetenti non so che fare vi prego datemi delle dritte viviamo in provincia di bari ma andrei ovunqe grazie per la collaborazione.Una domanda ma devo pretendere che venga verbalizzato sul referto il danno arrecato?

Gentile Signore,
il centro di riferimento attualmente è il Gaslini , ospedale pediatrico di Genova dove il Dott. Senes si occupa di paralisi ostetriche da 20 anni ed ha quindi acquisito l'esperienza necessaria per valutare i molteplici casi che sono generalmente assai diversi gli uni dagli altri. Infatti la lesione dei nervi, c5,c6, c7, può essere più o meno grave.
Di solito le tappe si svolgono in questo modo: la bimba va vista non appena ciò sia possibile da un medico esperto in p.o. per valutare la situazione ; deve iniziare subito la fisioterapia se non ci sono frazioni ossee, in modo che la riabilitazione aiuti a far emergere la funzionalità del braccio. A 4 mesi va rivalutata la sua funzionalità per vedere se c'è un grosso miglioramento o se è meglio considerare le opportunità della chirurgia . Ma tutto questo glielo deve dire un medico specializzato in paralisi ostetrica. La tempistica è importante perchè il tessuto nervoso se viene leso, tende a creare delle ciccatrici così spesse che la reinnarvazione spontanea resta ostacolata. Il quarto mese , nel caso si debba intervenire chirurgicamente , è il momento in cui ci si accorge se aspettare miglioramenti spontanei sia inutile , prima si opsra migliori sono i risultati. In ogni caso le consiglio di far vedere la bimba al Dott. Senes (cel 3482259500), so che viene a visitare anche al sud perchè segue moltissimi bambini.
Per quanto riguarda la cartella clinica, occorre che all'atto della dimissione venga certificata la patologia. Consideri che la cartella sanitaria è un atto pubblico e sarebbe siocco da parte del medico che dimette non refertare la lesione. Comunque, dal punto di vista giudiziario, la cartella clinica e le modalità della sua redazione , rilevano come segno della tipologia di trattamento prestato al paziente, inteso come cura dello stesso.
Aggiungo che l'eziopatogenesi della lesione ostetrica del plesso brachiale, come si chiama appunto la paralisi ostetrica, è rinvenuta nelle manovre errate effettuate sulla madre e sul bimbo.
Abbia coraggio la patologia è curabile , e, anche se non si torna al 100 per 100 , si possono raggingere buoni recuperi funzionali, seguendo le terapie giuste e rispettando i tempi del protocollo terapeutico.
Mi tenga informata.
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 20/05/2010

Cara Sig. Federica,
sono Tiziana da Roma, su suo suggerimento ho fatto visitare il mio Mattia, di 7 anni, dal Prof. Senes il giorno 17/05. Sono rimasta veramente molto soddisfatta della visita, ha fatto i complimenti al bamibno per il buon utilizzo del braccio dx ed ai terapisti che lo hanno seguito fino a poco tempo fà. Ha suggerito un intervento di "osteotomia direzionale prossimale dell'omero associata ad un transfer del muscolo gran dorsale". Ci ha anche detto cosa potrebbe succedergli nel caso decidiamo di non sottoporlo ad intervento. Sinceramente non sò cosa fare, i dubbi che mi assalgono leggendo le varie testimonianze sono tanti, ma la principale e se questo intervento dovrà essere il primo di una lunga serie. Per adesso ha detto di aspettare e lo vuole rivedere tra un anno.

Grazie Tiziana


Carissima Tiziana,
un anno è lungo da passare e succedono molte cose...io mi son fidata ed ho avuto sempre ottimi risultati seguendo e facendo quanto mi consigliava; ha grande seperienza, il Dr. Senes ed è assai cauto e riflessivo.
Di solito quanto dice e consiglia è frutto di valutazioni ponderate e valide dal punto d vista medico. Io lo chiamerei al telefono e glielo chiederei se questo è il primo intervento di una lunga serie .
Non viva con ansia, il tempo è ricco di tesori.
A presto.
federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 20/05/2010

Ciao a tutti, sono la mamma di una bambina di circa 5 anni, con p. o. dx C5-C6-C7. All'ultimo controllo, il dott. Senes ci ha consigliato un intervento nuovo di innervazione per migliorare l'estensione del gomito e l'extrarotazione. Volevo sapere se qualcun altro lo ha già fatto, come preparare la bambina e altri aspetti pratici che ruotano intorno a quest'evento. So che vicino al Gaslini c'è un istituto di suore per alloggiare, ma non ricordo come si chiama per poterlo contattare. Se qualcuno potesse darmi queste indicazioni, mi sarebbero molto utili. Grazie per la vostra presenza!
Maria Antonietta


Carissima Maria Antonietta,
non ho notizie dirette perchè mio figlio non ha fatto questo intervento, ma so da chi l'ha fatto che porta buoni risultati per la funzionalità del braccio. Invito pertanto chi abbia notiie migliori a scrivere.
Per quanto riguarda le case d'accoglienza io sono stata presso l'associazione Cilla che 15 anni fa aveva solo 1 casa , una villa con molte stanze , molto accogliente e comoda esattamente dietro il gaslini in via carrara con un piccolo giardino e la possibilità di farsi da mangiare; cosultando il sito dell'Associazione Cilla, vedo che ha altre 2 case ora. Ti scrivo i dati

Associazione Cilla “CASA RINO GALEAZZO”
Città: Genova
Indirizzo: Via Carrara, 148
Telefono: 010 3730782


CASA "DON ALBERTO ZANINI"

Città: Genova
Indirizzo: Piazza Martinez, 8/1
Telefono: 010 5220751

CASA "ELSA STRATA"

Città: Genova
Indirizzo: Via Montecorno 52
Telefono: 010 3730782

Io mi sono trovata bene , come accoglienza, umanità, disponibilità, pulizia e prezzo di permanenza. Fammi sapere. Ciao.
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 16/05/2010

Cara sig.ra ostetrica sono le 4 del mattino e come tutte le notti insonni penso cosa dovra' affrontare il nostro piccolo nella sua vita; già così fragile e complessa dai primi istanti di vita; purtroppo da fuori non si percepisce cosa provano le famiglie, noi stiamo girando il nord italia per fisioterapie, visite, avvocati, ecc... lei sa quante ore e pasti abbiamo fatto in automobile invece di stare a casa nostra o in serenita' con le nostre famiglie? sa cosa vuol dire mettere in macchina la propia famiglia per fare 3-400 km quando sta per nevicare? lei sa cosa significa fare un'operazione chirurgica di 7 ore a un neonato di qualche mese? lei sa cosa significa andare tutti i giorni a fare fisioterapia e in molti dei casi compreso il nostro con delle persone che le impongono anche il loro metodo di riabilitazione? Non so se sia sufficiente la bacheca del sito per elencare tutti i disagi che comportano i vostri errori; prima ,durante e dopo il parto, sicuramente potrà documentarsi sui molti messaggi che troverà dagli stimati genitori che abbraccio di cuore.
P.F.


Ricambiamo i graditi abbracci.
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 12/05/2010

Egregia Ostetrica,
sono la mamma di uno splendido bimbo di 5 anni con lesione C5 e C6, con neuroma di 4-5 millimetri, il cui braccio sinistro per la Compagnia Assicurativa ha un valore di € ________!!!!
Io faccio parte delle mamme “fortunate” che hanno conosciuto l’ansia di una eventuale sala operatoria nel corso del primo anno di vita e non oso nemmeno immaginare cosa possono aver provato e cosa purtroppo ancora troppi genitori dovranno sopportare nelle lunghe e sicuramente infinite ore di attesa durante l’intervento chirurgico. Per questo motivo non mi sento di criticare le parole “forti”di chi in uno sterile momento di sfogo grida il proprio dolore in una bacheca. “Sterile” perché nella paralisi ostetrica non c’è ritorno e come disse un ”grande uomo” e fisiatra, i nostri figli si porteranno il carico di una stigmate, saranno diversi nel loro cammino di vita, lo saranno nel fisico, nella mente e nel loro cuore come lo siamo noi genitori impreparati ad affrontare un percorso inesorabilmente in salita.
Quello che più mi rende difficile accettare il “nefasto evento” come siete soliti indicare voi dell’ambiente medico è il fatto che nella maggior parte dei casi si potrebbe e si dovrebbe evitare. Lo dico perché ho vissuto in prima persona la leggerezza dell’equipe presente in sala parto che dopo un arresto progressivo di 3 ore, due manovre di Kristeller, una flebo di ossitocina e nonostante le mie innumerevoli richieste di parto cesareo quando ancora vi era il tempo hanno pensato bene di “cavare via” il mio bambino prima con il forcipe e poi con la ventosa!
Ciò che ti logora l’animo è il modo in cui si viene trattati da tutto l’entourage, per i quali si diventa presenza scomoda. Io ero felice di aver trovato di turno al momento del parto il mio ginecologo di fiducia che ho pagato fior di quattrini durante i nove mesi di gravidanza nella convinzione di avere il meglio per me ed in primis per il mio cucciolo. Al momento della dimissione il ginecologo in questione mi ha rassicurata dicendomi di stare tranquilla perché in 15 giorni di tens il problema si sarebbe risolto!
Con l’amaro in bocca a distanza di 5 anni io vi dico che di quel medico ho avuto notizie solo attraverso i giornali perché è stato premiato, è diventato il non poco discusso primario di ben due ospedali, tanto impegnato da non trovare nemmeno il tempo di fare una telefonata alla sua paziente alla quale con la superficialità e la prosopopea che lo contraddistingue ha stravolto l’esistenza.
Personalmente mi auguro che ciò che ha scritto sulla bacheca sia frutto di un momento di impulso e non di una riflessione ben ponderata perché a mio avviso lei come tanti altri non ha il diritto di giudicare ciò che non conosce. Sicuramente non sa che per il caso di mio figlio, ad esempio, subito dopo la nascita era stato consigliato di applicare una spilla alla tutina in modo da non lasciargli il braccio a penzoloni perché inerme, come sicuramente non saprà che mio figlio non ha dormito per ben 14 mesi!!! Altrettanto sicuramente non saprà che per il suo primo anno di vita ha subito due ore al giorno di fisioterapia con il metodo Vojta, come non sa che la sua mamma si è fatta carico di accompagnarlo quotidianamente nonostante una frattura coccigea non tempestivamente diagnosticate e ovviamente procurata durante il parto. Sicuramente non sa che mio figlio ha mosso i suoi primi passi in un centro per disabili, come non sa che noi genitori al momento dell’iscrizione a scuola dobbiamo spiegare che il bimbo è invalido ma non necessita di insegnante di sostegno. Altrettanto non saprà che mio figlio è un invalido di serie”B”, che non ha un danno tale da garantirgli un percorso lavorativo agevolato ma abbastanza grave da non avere l’idoneità fisica da proseguire l’usanza di famiglia e poter fare lo stesso lavoro del suo adorato papà!
Da quando è nato il nostro cucciolo io e mio marito abbiamo dovuto imparare a guardare il bicchiere sempre mezzo pieno per non cadere in depressione e per avere la forza necessaria di assistere lucidamente la nostra ragione di vita, anche perché, quando si appura un caso di sfacciata colpa medica, intorno vedi solo un gran fuggi, fuggi e ti accorgi di quanto sono carenti le Istituzioni in merito a patologie quali la paralisi ostetrica.
Vorrei anche fare un plauso alla Dott.ssa Gismondi, per noi tutti semplicemente Federica, che nonostante le innumerevoli difficoltà e grazie alle sue idee ha dato origine all’APOS.
Proprio grazie agli ultimi due Convegni organizzati dall’Associazione in Liguria ed in Piemonte , abbiamo poi saputo, con nostra grande gioia, che per merito dello scambio d’informazioni tra operatori della sala parto, almeno due bimbi e le rispettive famiglie sono state salvate.
Non intendo tediarla oltre con le mie parole e, da mamma “offesa”, le chiedo di non perdere tempo a puntualizzare sulla bacheca del sito perché, non serve, né a noi né ai tanti bimbi che devono venire ancora al mondo per i quali credo sia meglio che lei impieghi il proprio tempo a ripassare le tecniche di sala, ma soprattutto:
prima di entrare in sala parto provi a farsi 10, 100, 1000 bagni di umiltà per essere diversa da coloro che a me e a mio figlio hanno reso la vita più amara!
R. M.

 


 

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02/02/2018

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