Bacheca online

Questa sezione raccoglie le lettere ricevute dai genitori, utili a instaurare dibattiti o semplicemente per testimoniare e rassicurare chi, in questo momento, sta attraversando momenti difficili.

Di seguito troverete le lettere già pubblicate, ma è anche possibile inviare la propria o rispondere ai messaggi presenti in bacheca. Per motivi di riservatezza le e-mail pervenute verranno valutate e successivamente pubblicate.

 

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Messaggio inviato il 26/02/2008

La mia idea nasce dalla convinzione di dover ringraziare in qualche modo il destino, che ha dato a mio figlio una capacità di recupero motorio fuori dal comune, tanto che a distanza di tre anni dalla nascita sono appena manifeste le conseguenze di una P.O. con lesione C5 e C6.
Quando è nato il mio piccolo, non potevo crederci, la mia Italia, un paese democratico, garantista cresciuto sotto la stella dell’assistenzialismo non si curava di un suo figlio nato con un dolore lancinante che ti toglie il respiro, rendendo buio quel giorno di sole che nella vita non scorderò mai.
Ero solo, con il dolore di mia moglie, che viveva il dramma di sentirsi madre incapace di partorire un figlio senza problemi e un figlio che aveva un braccio inerme, non capivo come, perché proprio a me; ho imprecato, bestemmiato un Dio che quel giorno era in vacanza abbandonandoci alla mercè di macellai-ragionieri troppo presi a far quadrare i bilanci d’Azienda piuttosto che capire che, quel cesareo chiesto a gran voce non era un capriccio di una primipara ma il grido di dolore di due genitori che si accorgono che c’è qualcosa che non va e temono per il loro piccolo.
Quella rabbia l’ho conservata gelosamente trasformandola nel tempo in voglia di cambiare il Sistema, da dove cominciare……..certo! Dalla Politica! quella sana non malata di individualismi, una politica che si faccia veramente porta voce delle esigenze del cittadino. Così, con alcuni amici, ho fondato l’Associazione “SR- Socialisti Riformisti”, che da almeno due anni opera in campo socio-politico nella speranza che l’ondata di rinnovamento che è in atto nel nostro Paese porti a voltare pagina in campo socio-sanitario, generando una classe politica più attenta e sensibile alle necessità di patologie considerate ,per logica numerica, di scarso interesse.
Nonostante il fondato sentimento di antipolitica che si diffonde in Italia, in sede locale, quindi nella città di Savona, con qualche piccola difficoltà, ho riscontrato negli amministratori e politici locali una spiccata sensibilità alle problematiche socio-sanitarie, tanto che nel mese di Novembre ho potuto partecipare, anche in rappresentanza dell’APOS a un tavolo di lavoro per la creazione nei Distretti Socio-Sanitari di “Centri Integrati”, sotto la direzione dell’Assessorato alla Promozione Sociale.
L’obiettivo dell’Associazione “SR” è quello di esprimere negli anni una grossa capacità di voti, quindi, di conseguenza, avere propri rappresentanti istituzionali che ci diano la possibilità concreta di portare avanti progetti a sfondo sociale, che possano essere tramutati grazie alla gestione politica in realtà tangibili a tutela delle famiglie che coraggiosamente crescono un bimbo diversamente abile.
Abbiamo raccolte ed espresse idee le nella proposta di realizzazione di un centro informativo e operativo che risponda ai quesiti della disabilità nella fase prenatale, infantile, adolescenziale, “centro” che dia soprattutto sostegno alle famiglie che, nell’abbandono da parte delle Istituzioni, vivono un dramma non sempre psicologicamente sostenibile.
Assieme, facciamo sentire la nostra voce, rendiamoci visibili, la Federica ha fatto una cosa splendida fondando l’APOS, quanti di noi hanno letto le lettere della bacheca del sito con gli occhi appannati dalle lacrime, trovandovi conforto, perché anche in questo dramma non siamo soli al Mondo, ci sono altri genitori come noi, altri bimbi come i nostri figli che attendono che si cambi qualcosa….facciamolo assieme, cambiamo le cose che non vanno, facciamo valere i nostri diritti dando la sveglia ai sonnecchianti Ministeri.
Grazie!
Raia Maurizio. Savona

raiamaurizio@live.it

Pubblichiamo la testimonianza di Maurizio che ha deciso di impegnarsi in politica come espressione positivamente costruttiva dell' esperienza di sofferenza che, a seguito della malattia del suo bimbo, è stato chiamato a vivere .
L'associazione APOS, pur non avendo orientamenti politici,
non può che incoraggiare chiunque abbia la capacità, la competenza, l'intelligenza e la disponibilità per impegnarsi politicamente per trovare soluzioni che siano di aiuto e di conforto per tutti coloro che sono colpiti dalla paralisi ostetrica .
Grazie, Maurizio, seguiremo con attenzione e sosterremo, se saremo capaci, i tuoi passi.
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 06/02/2008

sono una ormai signora di 43 anni. sono nata il __-__-65 con parto normale dopo circa 20 ore di travaglio.la mia storia di handicappata l'ho sempre sentita raccontare da mia madre ....il parto si presentava normale per una gravidanza a termine ma dopo circa 20 ore di travaglio l'ostetrica a pensato bene di chiamare un dottore perchè quella signora da stamattina che urla non ce la fa più, il medico entra in sala travaglio vestito in smoking perchè stava andando ad una festa si infila ila camice e visita la donna e si accorge che la bambina è seduta , un parto podalico direbbero oggi ma forse si diceva cosi anche allora solo che nessuno aveva capito .
il feto è sofferente ,la mamma non collabora più e non c'è più tempo nemmeno per un cesareo di urgenza siamo in una clinica di periferia, il dottore si arrabbia e grida cerchiamo almeno di salvare la madre, attraversa una pratica gira il feto definito morto e lo tira praticamente fuori ,è cianotico e irriconoscibile, rianimano la mamma e la piccola cioè io vengo posta sotto l'acqua per essere pulita, emetto un lieve vagito che fa accorrere il medico e finalmente dicono a mia madre che forse ce l'ho fatta.vengo messa in incubatrtice per la gioia di papaà che attende da troppo tempo cuori notizie, ma nessun si accorge che non muovo il braccino destro , se ne accorge papà due giorni dopo quando mi prende in braccio ma quando lo fa notare alla suora che accudiva le partorienti gli dice non è niente , me lo legano con una spilla al camicino e dicono a mamma di farmi i massaggi con il borotalco!!!!
oggi ho 43 anni e solo all'età di 18 anni mi è stata riconosciuta un invalidità che mi è servita solo per sentirmi diversa dagli altri, i medici che mi hanno visitato mi hanno sempre detto che sono fortunata perchè con quello che ho avuto potevo rimanere anche un po ritardata di mente, io so solo che vorrei anche se solo per un giorno alzare tutte e due le braccia al cielo. in casa mi hanno sempre trattato come una persona normale ma questa cosa mi ha penalizzato sto soffrendo più ora per questa differenza che quando ero piccina. grazie per avermi dato la possibilità di raccontarmi non l'ho mai fatto.

Ti ringrazio molto per il coraggio che mostri attraverso le tue parole; penso che la tua vita sia una cosa preziosa che ti fa essere testimone della fatica del vivere con la paralisi ostetrica ma anche della tenacia e della volontà di voler andare avanti. La tua storia è segno per noi di speranza, di voglia di lottare, nonostante la percezione della diversità che ti fa star male. Certo si è diversi...ma tutti si è diversi, con storie differenti, fatte di drammi ma al tempo stesso di conquiste. Non smettere di guardare avanti, di tener desta la percezione di una diversità che ha caratterizzato la tua vita spingendoti ogni giorno a vivere intensamente nella ricerca di un disegno positivo. Io lo vedo.. sei tu..
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 26/01/2008

ciao,
sono una ragazza di 19 anni di P. che ha vissuto in prima persona questa"esperienza".19 anni fa questo problema non era molto conosciuto ,forse perchè era ed è considerato una vergogna da parte dei dottori e quindi si tendeva a nascondere questi problemi che sono tutt'ora inconcepibili. La mia paralisi riguarda il braccio sinistro,era una paralisi totale.Come ho detto quando sono nata non era molto conosciuta e gli interventi che potevano essere fatti davano pochissime possibilità di miglioramenti.I miei genitori hanno iniziato a girare ospedali su ospedali per sentire i vari pareri;non si sono solo fermati in italia ma mi hanno portato anche all'estero come Zurigo,Norimberga e infine Marsiglia.è proprio qui dove ho iniziato una vera e propria fisioterapia durata per ben 9 anni.Mi recavo 2/3 volte l'anno la nel centro ma il lavoro più importante l'ho svolto a casa,facendo tantissima ginnastica,portando apparecchi notte e giorno e facendo tanto nuoto che praticavo già da quando ero nata.Successivamente all'età di nove anni il dottore decise che era meglio praticare la danza...e cosi fino a quest'estate ho fatto danza moderna e classica.Ho fatto ginnastica fino all'età di 15 anni anche perchè quello che avevo raggiunto era già il massimo.Sono una delle poche che ha riacquistato in parte l'uso del braccio attraverso la fisioterapia.Ormai effettuare interventi a quest'età è troppo tardi risulterebbero interventi solo per migliorare l'aspetto estetico che da un mio punto di vista sono inutili.Quello che voglio dire a voi genitori di stare vicino ai vostri bambini soprattutto dal punto di vista psicologico perchè in fondo la parte che aiuta veramente a continuare a lottare, a non considerare gli sguardi degli altri che ti fissano però non hanno il coraggio di chiederti qualcosa,ma in particolare ti aiuta a vivere come tutti gli altri.Voi genitori vi concentrate troppo sul problema fisico perchè è quello che si nota al primo sguardo ma se guardate meglio i vostri bambini nei loro occhioni vi accorgete che il vero problema è un altro.Questa è l'unica cosa della quale incolpo i miei genitori e a volta mi sento cattiva perchè gli rinfaccio di aver fatto sempre quello che dicevano i dottori trascurando come io mi potessi sentire.Soltanto grazie alla forza di volontà si può davvero migliorare.l'anno scorso ho preso la patente e riesco a guidare macchine normali senza nessuna modifica ;certo all'inizio avevo difficoltà a mettere le frecce ma con esercizio questo problema ora non c'è più.Sono una ragazza indipendente in tutto perchè ormai mi sono abituata a vivere cosi...lasciate i vostri figli che imparino a convivere con questo problema, non nascondeteli ma soprattutto non dovete farli vergognare di quello che sono perchè se dio ci ha fatti tutti uguali vuol dire che se ci ha tolto qualcosa dall'aspetto fisico sicuramente questo qualcosa si troverà dentro di noi.GRAZIE,ara

Carissima amica,
ti ringrazio di essere intervenuta sulla nostra bacheca; le tue parole,nel leggere l'intensità della tua vita e delle tue conquiste,ci confortano e ci auguriamo di poter vedere i nostri figli al volante.
Non credo che i genitori non siano attenti a tutti gli aspetti anche a quelli psicologici; anzi io come altri guardiamo alla reltà dei nostri bambini come ad un sentiero pieno di segnali da scorgere, da seguire o meno, spesso da interpretare, per intraprendere insieme la strada migliore, in tutti i sensi; spesso scegliamo percorsi diversi per i nostri bimbi per evitare loro soffrenze inutili o per posticiparle in modo che si sia più forti più capaci di sopportarle.
In ogni caso ogni sforzo per migliorare la funzionalità porterà in se una capacità di movimento in più ed uno stress psicologico in meno. La ricerca della c.d. "guarigione" va in questa direzione. Poi uno fa quello che riesce.. e ti dico questo perchè mi rendo conto che come madre, a volte di più di ciò che faccio non so proprio fare e spesso davanti al mondo, .. mi devo arrendere, devo mediare. Mi piacerebbe avere un mondo fatto di gente comprensiva ed intelligente. Non è così: si deve sempre affermare che si vale, che si è persona piena di risorse e di ricchezze.Ed è proprio come dici tu ..nulla è tolto senza che sia reso centuplicato, in umanità in intelligenza , in fortezza : questo è ciò che percepisco quando guardo mio figlio ed è anche quello che sento leggendo le tue parole.
Ciao
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 16/01/2008

Ciao Federica,
questa mattina siam stati da Raimondi : la opera.
La rivede a Febbraio ma poi ai primi di marzo la opera.
Oggi sono a meta' tra la speranza di vederla gia guarita (anche se so che
l'iter e' lungo) e la tristezza di vedere la mia piccola sotto i ferri.....
Per te sara un ricordo lontano, ma ti prego, dimmi come l'hai affrontato e
quanto ci ha messo il tuo bimbo a riprendersi.

Grazie.
A presto.
B.

Ciao B.,
allora senti siete andati da tutti coloro che vi potevano consigliare bene...ciò vi consente di valutare tutti gli aspetti.
Lo so che è molto forte pensare al proprio figlio in sala operatoria così piccolo.
Ma ti invito a considerare che ora sembra una cosa da poco quel
braccino che non si muove perchè ci siete voi e non ha bisogno d'altro.
Ma tu devi proiettare tutto nel fututo e vedere le cose in prospettiva perchè la verità è che senza questo intervento la sua vita sarà molto condizionata, più di quello che è adesso.
Quando comincerà a giocare e prenderà i giochi con tutte due le mani ti renderai conto della necessità della scelta fatta .
Senza questa operazione non potrebbe abbracciare bene la sua mamma ed il suo papà, la sua bambola preferita, guidare il triciclo con disinvoltura, sicura nella presa oppure mettersi il suo cappello preferito.
Tieni conto che l'intervento di innesto è un pò più lungo perchè è fatto in microchirurgia e quindi ha dei tempi più lunghi sia di preparazione operatoria che post operatoria in quanto sono bimbi piccoli che seguono sino al completo risveglio.
Andrea dopo il primo intervento di innesto del nervo
non lo hanno messo in camera ma lo hanno tenuto in osservazione sedato.
Il secondo intervento è avvenuto a tre anni: è stato più breve ma lui era già più grande ed è uscito dalla sala operatoria sveglio e incazzatissimo.
Per fortuna gli avevo preparato una macchinina nuova da dargli che ha subito afferrato arrabbiato ed ha tenuto per un pò.
La paura non ti lascerà perchè sei la sua mamma e non riesci ad accettare la sua sofferenza; ma guarda la cosa con oggettività : è necessario farlo pechè
migliori la funzionalità, perchè possa essere indipendente e serena nel corso della sua vita.
In ogni caso dopo aver tolto il gesso o tutore il braccio sembra aver perso tutta la mobilità che aveva preso ma è solo una perdita temporanea nel giro di 7/10 giorni riacquista con la fisio la mobilità precedente e si accorge di poter fare di più , sempre di più.
Lo so che sembra una montagna , ma ..passo dopo passo si sale e si scavalca, così, insieme...mano nella mano...

Se ti fa piacere il mio n. è 3408963170
Ciao
Vi sono vicina.
a presto
Federica Gismondi

 


 

Messaggio inviato il 26/12/2007

Ciao Maurizio, hai ragione, dobbiamo fare qualcosa...
Vorrei sapere a distanza di 3 anni come va il braccino del tuo bimbo. Io sono una mamma a cui e' capitato solo 2 mesi e 1/2 fa, lesone C5/6/7.
Grazie. Buone feste a tutti. B.

RISPONDE MAURIZIO che consente di pubblicare il suo indirizzo di posta elettronica : marofra@alice.it

Ciao B., sono lieto che tu abbia scritto, vorrei che in un prossimo futuro si sollevassero tutte le nostre voci per far valere i diritti dei nostri figli e per far riconoscere loro nuovi diritti che siano meno generici e più personalizzati, diritti che s’integrino con le esigenze della patologia che li colpisce e li rende comunque diversi, assuefatti ad una fisioterapia che non li lascerà mai.

Un Angelo è pur sempre un Angelo anche se ha un’ala danneggiata da un Diavolo in camice bianco che per la troppa convinzione di sapere gli ha invaso il futuro di termini medici che non avrebbe mai voluto incontrare; è la convinzione dell’innocenza del mio piccolo angelo che mi porta a non arrendermi a non fermare la mia mente con la certezza che non vi è soddisfazione nella sola positiva risoluzione del proprio caso, se altri ed altri ancora ne sorgono giorno per giorno e nessuno fa niente per cambiare l’immobilismo che caratterizza la nostra politica Socio-Sanitaria Nazionale.

Il mio tempo libero lo dedico volentieri a fare qualcosa…..quello che posso….per aiutarci, così forse ripago in parte il destino che da un lato mi ha tolto tanto, ma dall’altro mi ha dato uno splendido figlio che ha dimostrato un’immensa capacità di recupero tanto che, dopo tre anni di fisioterapia l’unico segno tangibile della P.O. è un lieve scollamento della scapola.

Cara B. la tua bimba è molto piccola, so benissimo che la vostra mente è stretta nella morsa delle domande, so bene che ogni mattino ci si sveglia con l’amaro in bocca e fa paura pensare al futuro….. come sarà in futuro…?

Non disperate nei dubbi, vedrete che anche la vostra piccola con la tenacia e la forza di un guerriero recupererà al meglio quello che sprovveduti e negligenti operatori sanitari le hanno tolto.



Se tutto va bene per il 2008 organizzeremo a Savona il Convegno Nazionale APOS, mi auguro che possiate essere presenti.

 


 

Messaggio inviato il 17/12/2007

Ciao a tutti sono Maurizio, il papà di F. nato a .... nel .... del 200_; dopo un parto difficile e male assistito da parte degli operatori sanitari presenti viene alla luce mio figlio riportando lesione del Plesso Brachiale di C5 e C6 del braccio SX, e qui comincia il calvario tra esami specialistici e lacrime, poi in fine la presa di coscienza del dramma che ci aveva travolto sconvolgendo i nostri progetti.
Adesso dopo tre anni mi rendo conto di quanto mi sia servito il sito sul quale sto scrivendo e di quanto la mia storia sia simile a tante altre forse troppe altre, e mi viene da pensare che probabilmente è il caso di unire le nostre forze, le nostre idee e le nostre esperienze e provare a cambiare qualcosa, perché se il comune denominatore di tutte le nostre storie è il menefreghismo e pressappochismo degli operatori sanitari che in coscienza pur sapendo di aver commesso un danno irreparabile al neonato minimizzano l’evento riducendolo ad un piccolo incidente recuperabile in poco tempo, forse c’è veramente qualcosa che non funziona e non solo nella coscienza degli uomini ma nello stesso sistema Sanitario che dovrebbe tutelare sempre l’assistito e non abbandonarlo mai neanche quando il male è generato da un errore di chi il male dovrebbe curarlo.
Tocca a noi genitori far sì che in futuro altre famiglie non si trovino a gestire il dramma della Paralisi Ostetrica nella nebbia artificiale creata dalla struttura sanitaria dove il bimbo è venuto alla luce, per questo sosteniamo l’Associazione con le nostre idee, facciamo in modo che le nostre idee diventino progetti e poi realtà tangibili a tutela di chi come noi sa cosa vuol dire sentirsi soli e abbandonati…….Collaborando aiutiamo i nostri figli.

 


 

Messaggio inviato il 04/12/2007

Ciao, sono M., il padre di ..., nata da 50 giorni, affetta da paresi ostetrica. Mia figlia e nata con un evidente blocco, ed il pediatra dell'ospedale presente in sala parto si è subito accorto immediatamente del problema. Noi genitori la teniamo molto sotto controllo e ci siamo resi conto che ha avuto un miglioramento notevole : da un deficit quasi totale, ora alza il braccio, ed ha forza nella mano; inizia a piegare il gomito portandolo al petto;in riposo tende a ruotare la mano e l'avanbraccio verso l'interno e questo un pò spaventa.L'ortopedico a rilevato un grande miglioramento, ed ha quindi prescritto la fisioterapia. Speriamo e preghiamo che tutto si risolva Un grande augurio a tutti. E' propio vero, i figli sono la molla della vita.
P.

Caro M. mi fa piacere che il medico abbia rilevato subito il problema; tieni conto che il trauma da parto lo provoca chi fa la manovra sul bambino per aiutarlo ad uscire, cioè non se lo fa da solo e non glielo provoca neppurela mamma che stà partorendo. Da ciò che mi racconti sembra che vada tutto per il meglio, tuttavia ti invito per maggior sicurezza a far vedere la piccolina a chi ha molta esperienza in questi traumi e che può rassicurarti sulle condizioni di recupero future. Non vi fermate al primo confronto: verificate ed aprofondite, cercando il meglio per la cura della vostra piccolina, non vi accontentate . Fate un passaggio in più, non sarà tempo perso,avrete più certezze e sarete più liberi .
Vi auguro ogni bene.
Federica

 


 

Messaggio inviato il 29/11/2007

Ciao a tutti, eccomi, sono un'altra mamma che attraversa come voi questo incubo... ad ... e' nata la mia bimba e siam stati dimessi dall'ospedale senza ricevere alcuna spiegazione in merito alla paralisi ostetrica del braccio dx subita dalla ns bambina, "e' solo uno stiramento, avendo gia' avuto la sua sorellina una frattura alla clavicola durante il parto sapete che nn e' nulla, anzi, questo e' SOLO uno stiramento".
Ok, ci siam detti, non e' nulla. Invece torni a casa ed inserisci quelle parole nel PC "stiramento del plesso brachiale"e ti si apre una realta' alla quale non puoi credere xe' nessuno dei pediatri, dottori, ginecologi, ostetriche dell'ospedale te ne aveva parlato in questi termini.
Ora grazie al vs sito ho preso contatti con un paio di specialisti che mi han prognosticato una possibile operazione a .... se nn c sara' recupero. Cmq stiamo facendo fisio ... volte la settimana.
Ci siam sentiti davvero presi in giro e vorrei che questo non accadesse a nessun altro bambino, vorrei che se capita l'errore umano i medici lo ammettano x il bene delle famiglie, x indirizzarli sul da farsi, x far capire loro che devono agire subito. Per questo vorrei ....andare fino in fondo, anche se in questo momento le mie energie sono tutte indirizzate verso la "guarigione" del mio angelo.
Vi ringrazio tantissimo. B.

 


 

Messaggio inviato il 19/11/2007

Raccolgo l’invito di Federica sperando di non annoiare nessuno e cercando di dare coraggio a tutti quei genitori che sono chiamati a contribuire in maniera determinante, con le loro azioni e il loro atteggiamento mentale, a fare di questo bambini, nonostante le loro limitazioni, degli Uomini e delle Donne “speciali”.

Ho avuto dei genitori splendidi. Specie mia madre, mai arresa nonostante le innumerevoli diagnosi sfavorevoli che mi davano poche settimane di vita, le tante crisi respiratorie (per blocco del diaframma) una delle quali ha portato addirittura mio padre a battezzarmi sotto il rubinetto della cucina. Non alzo il braccio destro oltre i 20 gradi in nessuna direzione (ma se mi aggrappo a qualcosa, non mollo facilmente), mi manca la pronosupinazione e la completa estensione del gomito ma non ho mai visto lacrime nei loro giorni passati tra visite e fisioterapia fino a quando per la prima volta all’età di otto anni, riemergendo dopo venticinque metri fatti in apnea in piscina e con tutti che mi battevano le mani, ho guardato mia madre e l’ho vista piangere, capendo quanto profondamente mi amasse. Ricordo la fisioterapia con mio padre sul tavolo da pranzo fino a quando non ce l’ha più fatta a contrastare la mia forza e il suo abbraccio quando ragazzino corsi la mia prima “maratonina”. Ripenso alle carrucole fissate alle scaffalature di casa con i pesi, i muri crepati e gli infissi rovinati della porta della mia cameretta quando decisi di mettere una barra d’acciaio entro porta per esercitarmi con le trazioni. Sono stato fortunato. Non sono mai stato trattato da disabile, ho preso sempre le mie dosi di sgridate e scapaccioni e sono arrivato a fare cose che neanche i medici pensavano (e alcuni pensano ancora) potessi fare. Mamma e papà mi hanno trasmesso grinta e voglia di vivere. Mi piace giocare a calcio: ho cercato di giocare in porta ma prendevo troppi goals sul lato destro, allora sono passato a fare il terzino e anche se i miei compagni di squadra non mi fanno battere i falli laterali (ovviamente non ci riesco) corro veloce e vanno a prendere tutti i cross che gli faccio per farli segnare. Ho iniziato a nuotare a 2 anni e ho conseguito tutti e 4 i brevetti (magari quello di delfino me lo hanno un po’ regalato) e ho salvato un bambino in mare. Un medico tempo fa mi chiese se avevo la patente: non solo ho la patente ma ho guidato per nove giorni una moto in fuoristrada in Tunisia. Ed ora passiamo ai lati negativi: vabbè, dei lampadari ho già parlato, la testa me la lavo con una mano sola, se devo attaccare un quadro prima devo “arrampicare” il braccio destro per reggere il chiodo. Non potrò mai giocare a pallavolo….. Cosa sono queste cose di fronte a quello che la vita è in grado di regalare? Cari mamme e papà, non arrendetevi mai e contribuite, con il vostro atteggiamento, a formare un carattere nei vostri bambini che sarà molto più utile di un braccio per superare le difficoltà della vita.
Noi bambini colpiti dalla paralisi ostetrica siamo diversi: abbiamo qualcosa in più.
Oggi ringrazio i miei genitori per averlo capito e per avermi fatto diventare un Uomo.
Un abbraccio a tutti.

 


 

Messaggio inviato il 16/11/2007

Ho letto l'ultima lettera e ho rivisto la mia storia. Poche speranze di vita, probabili danni cerebrali, impossibilità di condurre una vita normale...., i miei genitori disperati....ho sì il braccio destro più debole del sinistro ma dall'età di due anni che faccio sport: nuoto, sci, calcio e tanta palestra. Mi avevano pronosticato una vita da disbile. L'anno scorso sono arrivato e tornato da Damasco in moto. L'unico problema è che non riesco ad avvitare le lampadine sui lampadari...pazienza, accendo la piantana!
Forza!!!!!

GRAZIE, SEI FORTE, SCRIVICI ANCORA E RACCONTACI COME SI DIVENTA GRANDI NONOSTANTE IL DOLORE , LA FATICA, NONOSTANTE LA PARALISI OSTETRICA!. FEDERICA

 


 

Messaggio inviato il 19/10/2007

il __ ________ 2007 è nato il mio bimbo a cui hanno provocato una paralisi ostretica piu frattura.
Abbiamo iniziato la fisioterapia al 28 giorno, prima perchè gli ortopedici dello ospedale lo hanno sconsigliato data la frattura e poi perchè nel paese in cui vivo i centri di fisioterapia specifici sono a circa 150 km da me. Per trovare chi ci facesse la fisioterapia è stato un incubo e molto arduo Ora abbiamo trovato una fisioterapista che ci segue dopo aver fatto la visita da una fisiatra del ________di Napoli. Domani andiamo a ______ a visita da uno specialista del Gaslini.
Ho scoperto questo sito solo in questi giorni: anche noi come gli altri siamo stati dimessi dall'ospedale con grande facilità senza che ci informassero seriamente su come stavano le cose. Addirittura ci hanno consigliato di trovare l' ortopedico neonatale nella mia asl (paese sperduto della provincia di ______). E posso dire in tutta tranquillità che c'è stato un comportamento negligente da parte della struttura anche al momento del parto.
E' inutile dirvi che sono angosciata, speriamo bene per tutti noi
C. M

Carissimi non vi perdete d'animo: fate le cose con attenzione senza disperare, pensate a restare calmi ed a trasmettere al bambino tranquillità; la paralisi ostetrica anche nei casi più gravi non toglie ai nostri bambini la possibilità di diventare persone grandi e dalle enormi possibilità.Adesso cercate un ortopedico bravo ( vedete anche il nostro sito );attualmente i medici con grande esperienza in questa specialità sono pochi Fate però riferimento ai centri specializzati . Ricordate che la fisioterapia è importante e deve essere fatta ogni giorno anche da voi, come una cura più amorevole della normate attenzione che si presta ad un bimbino, come una dimensione affettuosa e necessariamente attiva verso di lui .
Vi seguiamo e vi siamo vicini tutti, non abbiate paura e perseverate : avrete grandi risultati.
Federica

risposta di S

Ciao C., mi chiamo S.e sono di C.. Ho ricevuto il tuo appello per il tramite della Dott.ssa Gismondi Federica e voglio dirti che capisco pienamente il tuo sconforto. Tale stato d'animo ha attanagliato tutti noi che abbiamo vissuto in prima persona questo momento, questa fatalità che ci è piovuta addosso e di cui appena accaduto non riusciamo a trovare la strada per uscirne. Ho uno stupendo angelo di __ anni compiuti e il __ _____ del 199_ ci siamo trovati nel tuo stesso identico stato ( frattura a parte ) . Paralisi totale arto superiore dx. Mi sono rivolto alla locale ASL ma senza risultati se non il riscontro di una totale incompetenza. Mi sono affidato immediatamente ( la piccola aveva appena 20 giorni ) al centro S. S. di C. ove mi prenotarono una visita all'Ospedaletto ______ di ______. Ricovero della bambina per tre mesi durante i quali la sua mamma dovette chiudere la sua attività per starle vicino e durante i quali venimmo in contatto per il tramite di questa struttra sanitaria con una persona che ci ridiede un fascio di luce in un tunnel buio. Ci segnalarono un neurochirugo il prof Maurizio Petrolati della clinica di microchirurgia del braccio e della mano di Legnano. Questi senza illuderci ci palesò la gravità del fatto : una sola radice ancora attiva due avulse al' interno della colonna vertebrale (e pertano irrimendiabilmente perse) e tre compromesse. Ci illustrò quale potesse essere il rimedio : Intervento chiururgico per trapianto dei nervi compromessi. Disorienati più che mai e timorosi di un intervento sul nostro cucciolo, ma timorosi che il non far nulla sarebbe stato peggio ci affidammo a lui. Fu la scelta giusta . Oggi il mio angelo usa il braccio per il 65 - 70 % della sua funzionalità granzie anche alle terapiste dell'ex Centro S. _______ che l'hanno seguita non solo fisicamente ma anche psicologicamente dandole una tranquillità ed una serenità insperate. Oggi sono felice insieme con lei che è cosciente ma ha accettato ciò che ha.
Perchè ti ho scritto la mia storia? ( Federica già la conosceva- condividiamo tutti la stessa esperienza) ..... Per dirti che condivido quello che stai passando e che dalla mia esperienza posso comunicarti anzi comunicarvi la mia solidairetà . Mi sono rivolto anche io negli ultimi anni a personale del Gaslini e capisco che comunque è lontano . Le terapiste che hanno seguito la mia piccola hanno anche loro incontrato il personale del Gaslini in più di una circostanza presso l' ospedale MEYER di Firenze dove opera una equipe di fisioterapisti guidati dalla dot.ssa Davidson che hanno prestato particolare attenzione a questo tipo di problematica. Sono tutti punti di riferimento validi ( se vorrai metterti in contatto con me o con le nostre terapiste mandami una mail e ti darò i recapiti) ma e sottolineo ma le cose principali da capire in questo momento sono due :
1) le paralisi ostetriche non sono tutte uguali e pertanto è importante avere la diagnosi giusta sulla gravità delle lesioni;
2) non perdere un giorno perchè tutto ciò che farai nei primi sei mesi sarà quello che potrà dare o meno un valido aiuto al tuo bambino
3) sii forte perchè siamo in tanti a condividere la vita di genitori che hanno affianco angeli speciali come i nostri - speciali perchè tali sono -
Ciao C. - Ciao Federica
P.s. x Federica ....... Mi avevi promesso di farmi un riassunto sul convegno.... aspetto tue notizie. S.

 


 

Messaggio inviato il 12/10/2007

Buongiorno a tutti,
mi chiamo S., ho 25 anni e anch'io sono affetta da paralisi ostetrica al braccio sinistro. Vorrei tranquillizzare genitori e figli, i miglioramenti negli anni ci sono e si vedono:)) Ricordo ancora alle elementari e all'asilo il problema era evidentissimo, adesso invece è diventato quasi come l'altro (quasi perchè manca l'estensione totale) e all'occhio non si vede assolutamente.
Da bimba ero iscritta a ginnastica artistica, recitazione, pianoforte.. mi sono sempre sentita amata e coccolata da tutti e quando i bambini mi chiedevano del mio braccio rispondevo con orgoglio:"E' speciale, me l'hanno rotto quando sono nata, ma i dottori dicono che si aggiusta presto..." oppure li chiamavo e facevo vedere come riuscivo a fare il ponte con una mano, o la ruota sempre con una mano :))..... Non ho ne' rancori ne' rimpianti, e forse non ci crederete ma se dovessi rinascere rinascerei ancora cosi, con lo stesso problema, quel dottore alla nascita mi ha tolto quel poco che è servito ad avere tanto dalla vita...
ho aperto un blog è in costruzione ma se vi va dategli un'occhiata :) http://paralisiostetrica.blogspot.com/

Un saluto a tutti!
S.

 


 

Messaggio inviato il 17/09/2007

Sono M,mamma di Y.di cinque anni e di Z. di tre.
Nella vita lavoro come operatore presso una struttura della nostra ... in un gruppo di disabili adulti. Anche il mio bambino più grande è uno dei casi di paralisi ostetrica. Quando ero incinta di lui,vista la mia professione ho eseguito tutti gli accertamenti possibili per escludere qualsiasi forma di disabilità. Ma ho preso un biglietto per l’Italia e mi sono ritrovata in Olanda… il mio Y. è da considerare un miracolato, me l’avevano messa molto ma molto male… non recupererà mai più la funzionalità del braccio, è possibile che ci sia un ritardo intellettivo vista l’anossia cerebrale,etc. Fin dai primi giorni di vita,dopo essere stato dimesso dalla patologia neonatale,abbiamo seguito cicli di fisioterapia quotidiani ..e poi il "miracolo". All’età di sei sette mesi ha iniziato la sua strada verso il successo . Ha iniziato a muovere il braccio,dapprima in maniera poco evidente e poi giorno dopo giorno ha iniziato a migliorare in maniera sempre più evidente .Nonostante sia ancora in difficoltà riesce comunque a vivere normalmente. Con l’avanzare dell’età si notano maggiormente le limitazioni,ma nessuno si accorge della sua patologia se non lo faccio notare. A livello psicologico sono ancora molto scossa e penso che il vero trauma da parto alla fine lo abbiamo preso tutti e due...e sopratutto io perchè lui al momento dice solo che il suo braccino è solo un pò più debole dell'altro...nonostante siano passati cinque anni ancora adesso mi ritrovo spesso a piangere ma per fortuna lui è molto sereno...Adesso sto intentando una causa legale contro l'ospedale. So di non avere sbagliato nulla ma so anche che qualcuno ha sbagliato e ha infranto il nostro sogno..è giusto che se ne assumano la colpa...anche solo per avere la soddisfazione morale...ho letto che sono stati fatti dei convegni.. nelle prossime edizioni vorrei esserci anch'io!!contattatemi,grazie. In ogni caso adesso che so della vostra esistenza vi leggerò spesso!!

Carissima M. , racconti una parte delle mia stessa storia perché, io come tutti i genitori, conosciuti attraverso l'associazione , abbiamo vissuto il parto come una pesantissima esperienza e riviviamo questa sofferenza continuamente; avere un figlio con problemi di salute così importanti sembra una cosa più grande di noi… eppure hai visto con i tuoi occhi: ce l’avete fatta!
Anch’io come te passo giornate buie e mi domano “perché?”, perché a mio figlio , perché a me.
Non ho risposte da offrirti , vedo però la vita del mio bambino costellata di piccoli –grandi miracoli, di cose che non si riescono a raccontare, che si percepiscono come preziose, nascoste ricchezze.
Spesso mi accade di pensare ai sogni di cristallo di mio figlio, così coraggiosi e fragili, come quelo di fare il pilota da grande, e non sai quante lacrime invisibili verso, lacrime che solo gli angeli possono portare via.
Ma io lo aiuterò ...come potrò, come riuscirò, e gli starò accanto.
Non ho risposte .. solo la forza di lottare…e la speranza, che mi permette di sfidare l'oggettività della realtà.

Io ti aspetto al Convegno sabato 29 settembre ad Alessandria, scarica il modulo ed iscriviti; questo è il 2° convegno; il 1° è stato 2 anni fa, ed è molto impegnativo organizzarli; non so quando ne faremo un altro .
A presto
Federica

 


 

Messaggio inviato il 23/07/2007

ciao mi chiamo I. e sono la mamma di f. 3 anni p.o. sx in trattamento con fkt e nuoto. per curiosità ho letto di voi in internet e sono rimasta sconcertata ! tutte le madri si fanno le mie stesse domande combattono con tribunali e forse si disperano in silenzio quando i propri figli non riescono a togliersi la maglietta!mia figlia è serena ma ora mi chiedo se potrei fare di più portarla ad un livello superiore. non mi illudo nel miraggio della spalla "come se non fosse successo niente".
ancora ora non riesco a capire che cosa mai sia potuto succedere.primipara travaglio brevissimo feto di appena 3,050 kg..... e poi l'inganno dei medici e del neonatologo " é solo uno stiramento in 15 giorni passerà" ed intanto cominciava la fkt a cinque giorni di vita.volete sapere l'ironia della sorte ? anche mio padre ne era affetto e mio fratello è stato in cura al gaslini tanti anni x una asfissia neonatale.
io vorrei sapere perchè lo stato non tutela le donne perchè deve essere il ginecologo a decidere x noi .vorrei tanto dare a mia figlia un fratello o una sorella ma la paura mi congela.
ora che so che ci siete mi sento rincuorata forse tutti i dubbi che ancora ho stanno per sciogliersi.

Carissima I. io sono la mamma di Andrea, terzo figlio, ed il mio doveva essere il parto più facile …peccato che non si fossero accorti che lui era di Kg.4800; tuttavia nascono bambini anche di 5 Kg. senza alcun problema; il punto è che gli uomini sbagliano, ma solo le persone vere hanno il coraggio di parlare e cercano di recuperare ciò che per incapacità, per errore possono avere compiuto, rovinando la vita di una mamma e del suo bambino.
Io ho interrotto gli studi ed ho cominciato a seguire tutti gli istanti di mio figlio imparando giorno dopo giorno ad essere paziente ed a non smettere di lottare, con tenacia, resistenza , sofferenza …senza perdermi d’animo.
Io ti posso solo dire che tutto ciò che tu fai per la tua piccolina ha un valore grandissimo, anche se spesso lo vedono solo gli angeli.. nel tempo potrai vedere con chiarezza i risultati ed in parte la serenità di tua figlia è la prima grande vittoria a fronte di un così grave evento; di fatto state già vincendo.
Ti consiglio di seguire le strade che già conosci come quella del Gaslini dove lavora uno degli specialisti migliori che si occupano di questa patologia.
Vedi la storia di ogni persona è fatta di tanti segni..pensa che quando ero universitaria facevo volontariato in una casa di accoglienza dei parenti dei bambini che venivano curati al Gaslini,e si può dire che, insieme a tanti amici , sono stata una dei fondatori di questa casa che si trova proprio dietro il Gaslini; e poi.. così… mi sono trovata esattamente dall’altra parte della barricata.
Uno potrebbe dire che la vita è strana , ma io credo che quell’esperienza mi abbia preparato ad affrontare il mio destino, mi abbia fornito in qualche modo gli strumenti, la forza d’animo, la capacità di sperare.
Fai tesoro della tua storia, hai un compito importante.
Per la cronaca: Andrea adesso ha 12 anni, fa solo fisio di mantenimento, perché dopo 2 grossi interventi più di così non migliorerà, però è proprio un bel tipo e penso che diventerà una bella persona; io mi sono laureata con una tesi in diritto sanitario sulla responsabilità della amministrazione ospedaliera come prevenzione e gestione del rischio clinico, ed ho messo nella tesi 10 anni di esperienza negli enti ospedalieri italiani e stranieri che io e Andrea abbiamo frequentato.
Non mollare: ti siamo vicini, io e tutti i genitori di quei bambini splendidi che ogni giorno vivono con coraggio cercando il senso della loro storia.

Federica

 


 

Messaggio inviato il 13/06/2007

Carissima M.A.
mi fa davvero piacere sapere che la tua piccolina affronti solo il secondo tipo di intervento ; ciò significa che avrà miglioramenti notevoli con questa operazione.Credo che solo medici specializzati e di grande esperienza e professionalità, come il medico che hai contattato, possano dare risposte certe ed adeguate, offrendoti delle soluzioni terapeutiche per ottenere miglioramenti fun zionali.
Per quanto riguarda gli aspetti giudiziari vorrei dire alcune cose:
- l'OMS, organizzazione mondiale della sanità gia dal 2002 ha raccomandato il cesareo quando il nascituro abbia un peso approssimativo oltre i Kg. 3.500.
E’ bene ricordare che la valutazioe clinica della madre è di fondamentale importanza nella scelta tra parto naturale e parto cesareo ed include la valutazione di molti fattori inerenti la condizione della madre
- La letteratura medica ed intendo qualsiasi testo di ostetricia, di ortopedia infantile/neonatale, di neurologia neonatale, afferma e lo dichiara come un dato assodato che la paralisi da parto è dovuta ad una manovra errata del personale medico .
- mi preme fare alcune osservazioni in termini giuridici:
innanzitutto bisogna dire che la Corte di Cassazione ha costantemente inquadrato la responsabilità dell’ente ospedaliero nella responsabilità contrattuale, sul rilievo che l’accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto ( Cass. 1 settembre 1999, n. 9198; Cass. 11 marzo 2002, n. 3492; 14 luglio 2003, n. 11001;21 luglio 2003, n. 11316, in motiv.).

Ciò significa che l’obbligazione del medico dipendete dall’ente ospedaliero “nei confronti del paziente”, sottolinea la Corte, “ancorché non fondata sul contratto, ma sul contatto sociale, ha natura contrattuale” (Cass. 22 dicembre 1999, n. 589).

Per tale motivo la responsabilità sia del medico sia dell’ente ospedaliero per inesatto adempimento della prestazione ha natura contrattuale ed è quella tipica del professionista, con la conseguenza che trovano applicazione:
- il regime proprio di questo tipo di responsabilità quanto alla ripartizione dell’onere della prova e
- i principi delle obbligazioni da contratto d’opera intellettuale professionale relativamente alla diligenza e al grado della colpa.

Poiché si tratta di obbligazioni inerenti all’esercizio di attività professionali, la diligenza nell’adempimento deve valutarsi, a norma dell’art. 1176, secondo comma, con riguardo alla natura dell’attività esercitata.

L’art. 2236 c.c.dispone poi che se la prestazione implica la soluzione di problemi di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo e colpa grave.

Cosicchè gli artt. 1176 e 2236 c.c. esprimono l’unitario concetto secondo cui il grado di diligenza deve essere valutato con riguardo alla difficoltà della prestazione resa. E la colpa è inosservanza della diligenza richiesta.

L’obbligazione assunta dal professionista consiste in una obbligazione di mezzi, cioè in un’attività indirizzata ad un risultato.

Il mancato raggiungimento del risultato non determina inadempimento (v. Cass. 26 febbraio 2003 n. 2836).

L’inadempimento (o l’inesatto adempimento) consiste nell’aver tenuto un comportamento non conforme alla diligenza richiesta, mentre il mancato raggiungimento del risultato può costituire danno consequenziale alla non diligente prestazione o alla colpevole omissione dell’attività sanitaria.

Ti dico queste cose perchè in tema di onere della prova nelle controversie di responsabilità professionale, la Corte di Cassazione ha più volte enunciato il principio secondo cui quando l’intervento da cui è derivato il danno non è di difficile esecuzione, (come risulta nella maggior parte dei parti in seguito ai quali è derivata la paralisi da parto) la dimostrazione da parte del paziente dell’aggravamento della sua situazione patologica o l’insorgenza di nuove patologie è idonea a fondare una presunzione semplice in ordine all’inadeguata o negligente prestazione, spettando all’obbligato fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile (spesso a questo proposito si cita il giro di funicolo intorno al collo del bambino che di per se non è considerato un evento imprevedibile ed a cui si può porre rimedio con specifiche tecniche ostetriche) (Cass. 21 dicembre 1978, n. 6141; Cass. 16 novembre 1988, n. 6220; 11 marzo 2002, n. 3492).

La Corte di Cassazione afferma che l’onere della prova è stato ripartito tra le parti nel senso che spetta al medico provare che il caso è di particolare difficoltà e al paziente quali siano state le modalità di esecuzione inidonee ovvero a questi spetta provare che l’intervento è di facile esecuzione e al medico che l’insuccesso non sia dipeso da suo difetto di diligenza (Cass. 19 maggio 1999, n. 4852; Cass. 4 febbraio 1998, n. 1127; Cass. 30 maggio 1996, n. 5005; Cass. 16 Febbraio 2001, n. 2335; 16 novembre 1988, n. 6220; altre).

Ti richiamo anche il principio enunciato in termini generali dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza 30 ottobre 2001, n. 13533, in tema di onere della prova dell’inadempimento e dell’inesatto adempimento.

Le Sezioni Unite, nel risolvere un contrasto di giurisprudenza, hanno enunciato il principio, secondo cui il creditore (il paziente) che agisce per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento deve dare la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore (il medico) convenuto è gravato dall’onere della prova di fatto estintivo, costituito dall’avvenuto adempimento.

Analogo principio è stato enunciato con riguardo all’inesatto adempimento, rilevando che al creditore istante è sufficiente la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento (per violazione di doveri accessori, come quello di informazione, ovvero per mancata osservanza dell’obbligo di diligenza, o per difformità quantitative o qualitative dei beni), gravando ancora una volta sul debitore l’onere di dimostrare l’avvenuto, esatto adempimento.

Applicando questo principio all’onere della prova nelle cause di responsabilità professionale del medico deve affermarsi che il paziente che agisce in giudizio deducendo deve provare il contratto e allegare l’inadempimento del sanitario restando a carico del debitore l’onere di provare l’esatto adempimento.

Più precisamente, consistendo l’obbligazione professionale in un’obbligazione di mezzi, il paziente dovrà provare l’esistenza del contratto e l’aggravamento della situazione patologica o l’insorgenza di nuove patologie per effetto dell’intervento,restando a carico del sanitario o dell’ente ospedaliero la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile.

La distinzione tra prestazione di facile esecuzione e prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà non rileva dunque più quale criterio di distribuzione dell’onere della prova, ma dovrà essere apprezzata per la valutazione del grado di diligenza e del corrispondente grado di colpa, restando comunque a carico del sanitario la prova che la prestazione era di particolare difficoltà.

Porre a carico del sanitario o dell’ente ospedaliero la prova dell’esatto adempimento della prestazione medica soddisfa in pieno a quella linea evolutiva della giurisprudenza in tema di onere della prova che va accentuando il principio della vicinanza della prova, inteso come apprezzamento dell’effettiva possibilità per l’una o per l’altra parte di offrirla.

Infatti, nell’obbligazione di mezzi il mancato o inesatto risultato della prestazione non consiste nell’inadempimento, ma costituisce il danno consequenziale alla non diligente esecuzione della prestazione.

In queste obbligazioni in cui l’oggetto è attività, l’inadempimento coincide con il difetto di diligenza nell’esecuzione della prestazione, cosicché non vi è dubbio che la prova sia vicina a chi ha eseguito la prestazione; tanto più che trattandosi di obbligazione professionale il difetto di diligenza consiste nell’inosservanza delle regole tecniche che governano il tipo di attività alla quale il debitore è tenuto.

Chiedo scusa per la lunghezza ma sento questo problema in modo molto forte; penso che per affrontare le cause sia necessario affidarsi a professionisti capaci che non abbiano timore di contrastare gli enti pubblici e le assicurazioni.
Le ragioni positive ed i punti fermi e condivisi per cercare la verità per i propri figli ci sono, sia dal punto di vista medico che da quello giuridico.
Vi auguro ogni bene : siate sempre coraggiosi ed intelligenti.
Ciao. Federica. 340 8963170- 0131 772371

 


 

Messaggio inviato il 14/05/2007

Ciao a tutti,
scrivo queste due righe (da Bari) un po con una specie di rimorso, un po per dare speranze a chi si affaccia a questo per la prima volta a questo sito per il problema dell P.O.

A novembre dello scorso anno è nata la mia piccola Emanuela con una P.O. Da subito la situazione non è sembrata molto grave, infatti il pediatra della neonatologia ha parlato di paresi ostetrica.

Ho cominciato a girare su iNternet, girare specialisti (piu o meno serie, alcuni truffaldini), perchè purtroppo non c'erano punti di riferimento. Questo sito, purtroppo, non lo avevo trovato.

Niente volevo dirvi che per fortuna, facendo tutt gli scongiuri del caso, a distanza di sei mesi, la situazione sembra recuperata spontaneamente, nel senso che stiamo facendo fisioterapia, ma moloto poca perchè a febbraio scorso al meyer ci hanno detto che potevamo addirittura evitarla.

Quindi almeno inizialmente, non scoraggiatevi, pregate e sperate in un recupero, ovviamente comunque recandovi a Firenze, non prendendo decisioni da soli e senza vergognarvi, si sottolineo, senza vergognarvi.

ciao a tutti e grazie

Ti ringrazio per questa tua mail che da a tutti ancora una volta le ragioni per continuare a seguire i nostri bambini con intelligenza, ci spinge nuovamente a cercare i centri migliori per curare i nostri figli.
Queste testimonianze ci danno la forza per continuare a sperare ed a lottare
Non smettere di darci notizie perchè è importante per tutti sapere come si evolvono le P.O.
Il centro che hai scelto è il migliore in Italia per la cura della P.O. in termini di fisioterapia e gli specialisti che lavorano in questo centro hanno grande professionalità e sono attenti a tutti gli aspetti anche, ma credo che non sia il tuo caso, chirurgici.
Attualmente il sito stà recuperando posizioni sui motori di ricerca perchè abbiamo dovuto interrompere per qualche tempo il collegamento in quanto si è dovuto modificare leggermente l'indirizzo a causa dei virus.
Se desideri avere indicazioni per incontrare altri genitori della tua zona fammelo sapere.
Coraggio
Ciao
Federica

 


 

Messaggio inviato il 26/03/2006

Ciao, mi presento: sono la mamma di C. anche lei con paralisi del plesso brachiale dx. Adesso la bimba ha 4 anni, ha subito due operazioni e si prosegue con la riabilitazione.
Claudia è migliorata, ma non recupererà del tutto. La sua P.O è stata provocata alla nascita; abbiamo presentato denuncia al tribunale dei Diritti del Malato, ed oggi, 26/6/03 abbiamo incassato il primo assegno di risarcimento. Con questo voglio dire ai genitori dei bambini che sanno di aver subito questa cosa, di rivolgersi al tribunale dei Diritti del Malato, che si occuperà con molto scrupolo di voi.
La mia vittoria non è stato l'assegno, ma l'ammissione da parte della A.S.L. dell'errore del medico. Mi sono sentita in dovere di fare questa denuncia per Claudia, per il torto ricevuto appena nata. Voglio dire a tutti quei genitori che hanno il nostro stesso problema di tenere duro e di essere sereni, cosa che io piano piano sto cercando di raggiungere solo ora, 4 anni dopo, ma non è facile.E se avete bisogno, all'occorrenza fatevi aiutare da un esperto, io l'ho fatto e adesso sto meglio.
Volevo chiedere a Voi dell'Apos se sapevate darmi informazioni circa la percentuale di casi di nascite con P.O. a livello nazionale.

Un bacio S.

Carissima S.,sono molto contenta di conoscerti.
Io mi chiamo Federica e sono il presidente del'apos.
La maggior parte dei genitori che ci contattano hanno intrapreso le vie giudiziarie ed anch'io ho ritenuto che il diritto di mio figlio dovesse essere garantito, anche ipotizzando cure all'estero che avrebbero potuto aiutarlo, o magari per consentirgli un domani di intraprendere un'attività lavorativa che gli garantisse un futuro dignitoso.
A tutt'oggi la causa tra rinvii, sospensioni e rinunce dei CTU, non ha ancora avuto una svolta e sono passati ben 8 anni, anni , come tu certamente saprai, pieni di inquietudine, di bisogno di giustizia.
Ma non vengo meno, non rinuncio, ho imparato a lottare, proprio guardando l'impegno di mio figlio, nell'applicarsi alle estenuanti terapie riabilitative, agli sforzi fisici e psichici per esser indipendente e sicuro di se.
L e nostre statistiche, che si basano sul numero di bambini seguiti nei centri pediatrici (perchè molti bambini, per paura o vergogna dei famigliari, arrivano ai centri di cura ad un 'età troppo avanzata e si rivolgono a centri fisioterapici delle Asl locali per adulti), ci ha portato a sommare un numero di bambini che tra il 1996 e il 2001 è andato in crescendo dai 300 bambini del '96, cioè all'anno, si è arrivati a circa 400 del 2001. Questi dati si riferiscono al numero di bambini curati dai centri specializzati, cioè quei bambini che sono sottoposti a intervento chirurgico; ciò significa che il n. è destinato ad aumentare sommando il n. di bambini che nati con un parto distocico, non hanno subito lesioni gravi permanenti, ad es. perchè si è avuta solo la frattura o perchè non si è prodotto uno "strappo" dei nervi ma solo uno stiramento. Di questi casi non è possibile avere indicazione numeriche.
Ti ringrazio per averci scritto continua a farci sapere dei progressi e delle strategie che studiate per la vostra piccolina, suggerimenti che possono essere di grande aiuto ad altri genitori.

A presto
Federica

 


 

Messaggio inviato il 10/11/2005

Ho un figlio di 16 anni affetto da paralisi ostetrica, ha subito due interventi quando era ancora piccolo, è migliorato ma il suo braccio destro la sua spalla hanno comunque un deficit molto evidente, ora che è un adolescente non si piace si guarda allo specchio e mi chiede in continuazione perchè io sono così, non vuole accettarsi e la nostra vita è difficile.

Preg.mo Signor G.,
comprendo le vostre difficoltà, so che la vita per un ragazzo con un braccio non perfetto è davvero faticosa.
Io non ho risposte alla vostra domanda : "perchè è capitato a me ?", perchè è la stessa questione che mi pongo ogni mattina quando mi alzo. L'unica cosa che posso fare è accettare la sfida di riuscire ad essere una persona vera ed a fare cose importanti nonostante anzi attravesro quanto ci è accaduto.E ' una lotta difficile, è anche un compito affidato a noi per rendere diverso e più semplice il cammino degli altri bambini affetti da paralisi ostetrica, o perchè questo non accada più.
A me ed a mio marito è stato utile fare un lavoro con uno psicologo... ci ha dato diverse indicazioni utili per seguire nostro figlio e ci ha aiutato a ripensare al problema in modo differente.
Se vuole parlarmi il mio n. è 0131 772371 , 3408963170

Federica

 


 

Messaggio inviato il 03/11/2005

Salve,
mi chiamo M., ho 28 anni e come tante persone, purtroppo, sono affetta da paralisi ostetrica al braccio dx.
Ho scoperto la vostra associazione recentemente e forse rispetto a tanti altri bimbi sfortunati sono già un pò cresciuta e ho imparato a convivere con tutte le difficoltà che questo problema comporta.
Non so bene cosa chiedervi perchè fino ad oggi no ho fatto molte domande...ero troppo concentrata su come affrontare gli innumerevoli disagi che tutt'ora incontro.
Da quando sono nata la mia vita è sempre stata piena di fisioterapia, sport, esercizi, disagi.. e credo tutto sommato di aver raggiunto dei buoni risultati, grazie sopratutto ai miei genitori che mi hanno seguito tantissimo. Credo di aver fatto tutto quello che potevo ed ho recuperato una buona funzionalità...ma i difetti che rimangono sono comunque tanti. Non so bene come descrivere la situazione, ma ci provo....
La funzionalità della mano per fortuna è perfetta, ho problemi più che altro con il gomito e con la spalla: non riesco a alzare il braccio correttamente per più di 90 gradi rispetto al tronco, non riesco a stringere verso l'interno il gomito, nè a ruotare verso l'esterno l'avambraccio. Inoltre, non riesco ad estendere completamente il braccio, che fa un'angolo di 20 gradi circa.
Come avrete notato non conosco bene nemmeno io la situazione e mi riesce difficoltoso spiegarlo. Vorrei sapere da voi, se è ancora possibile fare qualcosa per la mia situazione e se esistono degli interventi chirurgici che è ancora possibile effettuare alla mia età.
Grazie mille
M.

La chirurgia ha fatto passi da gigante; vai sul sicuro in centri altamente specializzati , leggi la nostra pagina dei centri che si occupano di P.O., ti potrà aiutare
Grazie per la tua lettera
Federica

 


 

Messaggio inviato il 28/09/2005

Buonasera mi chiamo P. e ho 35 anni desidero avere informazioni riguardanti centri di fisioterapia specializzati in questa patologia.Io abito a Trieste.grazie

 


 

Messaggio inviato il 18/09/2005

Ciao Federica mi chiamo G. ho 34 anni sono sposato e ho una bellissima bambina,
sfortunatamente vivo in prima persona questa esperienza.
voglio fare coraggio ai genitori di questi bambini,e leggendo le loro lettere mi sono commosso, pensando ai grandi sacrifici che anno fatto i miei per molti anni.
Anche io ho praticato il VOITA da bambino da 4 a 15 anni ho praticato il nuoto, poi da grande o avuto ottimi risultati facendo
body building naturalmente con esercizi appositi concentrandomi per 80% su un solo sbracio
sotto gli occhi incuriositi della gente che mi vedeva fare strane cose.
Dopo molti anni di esperienza e attività fisica mi sono creato una scheda personale ottenendo ottimi risultati sia a livello di forza e anche per quanto riguarda l' estetica, che dal aspetto psicologico non è una cosa da trascurare, oggi guido benissimo e senza nessuna limitazione sulla patente la macchina e anche la moto.
Qualche anno fa ho partecipato anche qualche gara in mountain bike,
voglio dire ai vostri ragazzi che tutto si può fare basta volerlo, perché é vero che abbiamo qualcosa in meno a confronto con gli altri
ma vi assicuro che tutti noi abbiamo una marcia in più, basta inserirla.

Grazie, G.speriamo che anche per i nostri bimbi sia sperimentabile quanto ci racconti
Federica

 


 

Messaggio inviato il 18/09/2005

Ciao Federica mi chiamo Goffredo ho 34 anni sono sposato e ho una bellissima bambina,
sfortunatamente vivo in prima persona questa esperienza.
voglio fare coraggio ai genitori di questi bambini,e leggendo le loro lettere mi sono commosso, pensando ai grandi sacrifici che anno fatto i miei per molti anni.
Anche io ho praticato il VOITA da bambino da 4 a 15 anni ho praticato il nuoto, poi da grande o avuto ottimi risultati facendo
body building naturalmente con esercizi appositi concentrandomi per 80% su un solo braccio
sotto gli occhi incuriositi della gente che mi vedeva fare strane cose.
Dopo molti anni di esperienza e attività fisica mi sono creato una scheda personale ottenendo ottimi risultati sia a livello di forza e anche per quanto riguarda l' estetica, che dal aspetto psicologico non è una cosa da trascurare, oggi guido benissimo e senza nessuna limitazione sulla patente la macchina e anche la moto.
Qualche anno fa ho partecipato anche qualche gara in mountain bike,
voglio dire ai vostri ragazzi che tutto si può fare basta volerlo, perché é vero che abbiamo qualcosa in meno a confronto con gli altri
ma vi assicuro che tutti noi abbiamo una marcia in più, basta inserirla.
Goffredo

Grazie Goffredo la tua storia davvero ci aiuta ad andare avanti. Scrivici ancora
Federica

 


 

Messaggio inviato il 04/08/2005

grazie Federica,
Grazie per le celeri, sentite ed accorate risposte che mi dai, grazie,
perchè è vero quel che dici ogni piccolo miglioramento.... tutto è un passo
avanti, ma la medaglia ha due facce e ci sono giorni in cui riesci a vedere
solo la fatica di ogni piccola conquista, e l'invidia che si prova a vedere
tutti gli altri bambini "normali" che non devono scegliere se bere o tenere
il gioco in mano.... e allora ti senti cattiva, e dici che sono sentimenti
ingiusti e cerchi di pensare in positivo... ma non sempre ci si riesce per
quel che mi riguarda... quando PAolo era piccolo e mi capitava di vedere gli
altri bambini mi soffermavo a guardare che cosa nei loro movimenti era
strano... il fatto è che al movimento di due braccia non mi ero abituata....
e mi pareva strano che lo potessero fare, oggi mi soffermo a guardare gli
sguardi degli adulti, sguardi compassionevoli e pieni di mille domande
curiose... e guardo divertita aspettando il momento in cui trovino il
coraggio di chiedere ma cosa gli è capitato? e poi mi aspetto il loro
"poveretto" ma di poveretto mio figlio non ha nulla, forse la sua più
grande fatica nella vita sarà quella di dimostrare che può, che può fare, e
forse per questo diventerà migliore...
buone vacanze, a tutti, grazie sempre.
un abbraccio Silvia

Grazie a te delle bellissime parole che mi scrivi e che raccontano con grande efficacia ciò che ho provato e che ancora provo.
Oggi ho portato Andrea in piscina e 1 suo amico giocava con 1 palla piccola in acqua insieme ad altri 2 bambini sconosciuti ; tutti insieme hanno iniziato a giocare e chi sbagliava andava fuori.
Indovina chi era sempre fuori...e siccome lui è un bravo bambino, si accontenta ed aspetta.
Ad un certo punto non ce l'ho fatta più mi sono avvicinata e gli ho detto di non stare ad aspettare ...e di farsi una nuotata. Lui ha capito si è messo a nuotare e dopo 3 minuti giocava con altri bambini. ...Ma domani ci portiano anche noi una palla.
Ciò che racconti mi fa ripensare a quella volta che Andrea aveva il gesso ed ai giardini pubblici una mamma mi ha chiesto come si era fatto male.
Appena le ho finito di spiegare molto sommariamente che cosa gli fosse capitato, lei ha richiamato il proprio figlio che era vicino ad Andrea e si è allontanata velocemente come se fosse un appestato.
La cosa mi ricordo mi fece rimanere molto male. E penso che cose del genere succederanno ancora, magari in altre circostanze, magari per lavoro: però io son convinta che lui è migliore , che io sono diventata migliore , che l'eroicità con cui lui (ed io al suo fianco) vive ed ha vissuto certe giornate merita la lode dei prodi, dei santi, dei migliori .
Forse adesso a quella mamma direi "vai , vai via, deficiente portati via tuo figlio che tanto non imparerebbe niente dal mio".
E' vero che con la sofferenza vivremo sempre o almeno con la nostalgia di una serenità mancata, e devo dire che ancora oggi che Andrea ha 10 anni e che ha 2 sorelle di 13 e 11 anni, se prendo in braccio un neonato sento un senso di estraneità...
Ma se ripenso a tutti i volti che ho guardato , a tutti quei bellissimi occhi che ho incontrato nei centri di fisioterapia , a ciò che ho visto, alla commozione provata per quella sofferenza comunque e sempre amorevole (che ho scoperto sperimentabile anche per me) negli sguardi delle loro mamme, credo di aver avuto un percorso privilegiato , dove mi è stato dato modo di capire e di compatire , (cioè condividere insieme), con una posizione di partenza, un punto di vista migliore.
Per questo motivo sento che questa strada era stata già pensata e son convinta che Andrea abbia di fronte a se un destino grande che lo aspetta, un futuro che farà tesoro del suo vissuto e della sua capacità umana , di questo suo cuore grande , forte e sempre capace di lottare per avere giustizia per se e per gli altri .
La sofferenza devo dire non mi abbandona ma non mi incrina, è una roba che mi tiene attenta e non mi permette di abbassare lo sguardo.
Non perdete la speranza ed amate la verità, perchè la verità vi farà liberi
Vi abbraccio
Federica

 


 

Messaggio inviato il 02/08/2005

Carissima Federica,
era un po' che controllavo la bacheca e non trovavo aggiornamenti, nessuno
si è scordato degli impegni che abbiamo promesso di prenderci, ma la vita
quotidiana e gli impegni e le fisioterapie e le piscine e le rogne varie....
ci assorbono, ci disintegrano ogni istante... cerchiamo di tirare avanti
sorridenti e calmi, anche se ci sono giorni in cui si vede solo quello che
nostro figlio non riesce a fare... andare in bici, spogliarsi, anche solo
abbassarsi le mutandine diventa un problema... e noi dobbiamo essere li ad
ogni pipì, ad ogni bevuta dal bicchiere di vetro di turno troppo grande per
entrare in una manina di bimbo... poi però se prendi la decisione sofferta
di agire contro l'ospedale ...ti senti dire che è immorale, che non è giusto
perchè va contro la rispettabilità e la professionalità... tanto nessun
rimborso gli ridarà il braccio, (grazie per ricordarmelo), quindi? il
tempo, la fatica, i soldi, le possibilità che mio figlio non avrà, quelle
lavorative, affettive (un'abbraccio a due braccia me lo sogno la notte) le
sofferenze, il corpo segnato dalle cicatrici degli interventi, il primo, il
secondo e poi ancora se ci sarà il terzo, tutto questo deve passare sotto
banco? no non credo, e il tempo tolto a mia figlia? alla mia famiglia per
dedicarmi con amore e pazienza ma anche tanta rabbia ad un problema che
avrebbe potuto non esserci?
Ma tanto Paolo è un bambino così buono.... questo mi sento dire come se la bontà d'animo quella si ridia la funzionalità degli arti....
Mah che rabbia, fortunatamente Paolo cresce, e migliora, siamo stati a Firenze al Meyer, ottimo centro, dove hanno fatto un polsino, un piccolo tutore funzionale (grazie al tuo convegno ne siamo venuti a conoscenza)... e va va meglio, ma fisioterapia per ora niente, è stufo e chi non lo sarebbe?
Io poi non ci credo +, questo metotdo (Voita) mi pare solo una tortura... torneremo a Fi per una valutazione fisioterapica per capire cosa fare... a settembre... intanto se mi capita e purtroppo capita, distribuisco indirizzi e nominativi di ospedali e centri che trattano il problema... il non sapere
cosa fare e dove andare è l'angoscia + grande.
Grazie sempre. Silvia

Carissima Silvia grazie a te, per come riesci a raccontare ed a ricomprendere in ciò che
scrivi i pensieri ed i sentimenti di noi tutti.
Non smettere di sperare e di crederci: vedrai Paolo riuscirà a fare cose che mai più avresti
pensato ed immaginato; Andrea, che ha avuto le stesse difficoltà di Paolo (e non riesce ancora a fare certi movimenti)
negli ultimi tempi però è riuscito ad affinare la gestualità della mano e,
seguendo un amico che costruisce modellini, ha tanto desiderato ed insistito per farli che
ha realizzato da solo il modellino di un carroarmato.
Se penso che in 1° elementare non poteva chiudere la chiusura a lampo dell'astuccio da solo ...ne ha fatta tanta di strada. Sicuramente ha fatto sempre tutto con grande sforzo e
non è mai stato indolore. Io però sono sicura che nulla neanche la sua più piccola lacrima e sofferenza andranno perdute;
sono sicura che il suo animo così attento sensibile e premuroso farà tesoro di tutto, anche delle fatiche più insopportabili.
Per la fisioterapia ti dico che il Voita alla sua età non va o meglio ha bisogno di altro. Al Meyer hanno stillato il protocollo
terapeutico più adeguato per ogni fascia di età.
Oggi al centro di Fisioterapia di Alessandria dove è seguito Andrea gli hanno proposto di lavorare
con una specie di elastico che attaccato alla trave della spalliera gli permette, tirandolo sotto sforzo, di sviluppare la muscolatura
del braccio lesionato . Per noi è una cosa utile perchè ha poca forza.
Per quanto riguarda la causa io posso dirti che vado avanti (e sono ormai 9 anni) perchè mi sento incaricata della sua tutela e
voglio crederci ancora che mio figlio avrà giustizi; auguro a chi ha rovinato la vita di mio figlio
di aver il coraggio, di riuscire a guardarsi dentro e di assumersi le proprie responsabilità.
Solo così potrà sentirsi pienamente uomo, pienamente persona ; gli auguro di avere la dignità di dire : quella volta ho sbagliato, non sono stato attento
ho rovinato un bambino.
Per fare ciò occorre avere onestà morale e professionale in assenza della quale è giusto che un terzo, il giudice, intervenga, e faccia valere il diritto di mio figlio .Cioè mio figlio Andrea ha il diritto ad avere una vita sana, ad avere una vita serena, anche se il suo destino è ormai segnato e per questo incerto. Ma desidero ugualmente giustizia , desidero che venga affermato il valore della sua vita, desidero che sia detto chiaramente che ha subito un torto grave rispetto al quale chi ha sbagliato deve rimediare.
Non può passare sotto silenzio il dolore che ha vissuto, che abbiamo vissuto!
Io ci voglio credere, Silvia.
Per gli obiettivi che ci eravamo posti e che ci siamo ripetuti anche al convegno sembra che si sia riaperto uno spiraglio ma per scaramanzia
non ne voglio accennare...incrociamo le dita.
Sentiamoci presto
e ...buone vacanze
Federica

 


 

Messaggio inviato il 22/07/2005

Non devi scusarti di nulla, capisco benissimo come ti devi sentire, ma non devi lasciarti
abbattere prenditi un pò di tempo per elaborare una nuova strategia, non abbandonare
la lotta fallo sia per tuo figlio che per i nostri figli e (purtroppo) per quelli che
verranno. Hai presente quanti errori si commettono in campo medico tutti gli anni?
Per loro 1500 bambini sono niente, ma per noi ogni bambino è importante, non è un numero
ed è a dir poco disgustoso che ci siano persone che non prendano in seria considerazione una
paresi. Qui non si parla solo di costi temporanei (se vogliamo essere un pò cinici), ma
di persone che potevano essere completamente abili, ma che per incuria, da parte del
personale medico, diventano un peso per lo stato.
Ed è per questo che ci potrebbe essere d'aiuto il riconoscimento dell'invalidità permanente
unico modo forse per poter contare qualcosa e per far valere i diritti dei nostri figli.
Credimi, io ti sarò eternamente grata per quello che hai fatto e per quello che farai.
Il tuo lavoro mi è stato utile per andare avanti, per avere contatti con medici competenti,
mi ha fatto capire cosa era successo alla mia piccola, è stato il punto di partenza, io come
penso tanti altri non possiamo far altro che ringraziarti ed incitarti a continuare,
lo so che in alcuni momenti certi ostacoli ti sembreranno invalicabili, e che forse ti
potranno sembrare eccessive le aspettative di tutti noi, ma sono convinta che ci riuscirai,
ti sembra poco quello che hai fatto fino ad ora?
Ti saluto caramente.

Carissima Angela mi scuso per il prolungato silenzio; sono un pò in crisi innanzitutto
perchè non trovo lavoro e per quanto riguarda l'Associazione è successo che dopo aver
preparato con impegno e determinazione il progetto per il bando (che finanziava ass. di
volontariato) per la realizzazione di un testo sulla P.o. proprio ieri mi sono vista
arrivare un diniego secondo me poco motivato.
Oggi sono andata a discutere le ragioni di questo blocco e non ho risolto nulla .
Ora devo scrivere una lettera alla commissione giudicante i progetti facendo presente che
siamo l'unica ass. che dà informazioni su tale patolgia e che la casistica è
di 1500 bimbi all'anno: che responsabilità si prendono !
non tutti hanno internet o la possibilità di trovare le informazioni utili a curare
i loro bambini.
Per l'ospedale ...come centro di riferimento per la P.O. non ho ottenuto nulla perchè
il direttore sanitario non ha intenzione di avviare un bel niente .
Un altro buco nell'acqua.
.... è tutto fermo;... siamo a luglio ...
quindi il risultato è che ho buttato energie , tempo ed impegno.
Sconfortante!
Mi stò prendendo ,(ingiustamente )una pausa di riflessione più che altro perchè mi sento
demotivata non so in che direzione sparare le cartucce.
Dovrei anche aggiornare il sito e cambiare molte cose ma non mi sento.
So che sbaglio : in questo momento non riesco a fare di più.
Ti ringrazio degli auguri che ricambio con affetto
a presto
Federica

 


 

Messaggio inviato il 12/07/2005

Buonasera,
Sono un neopapà di una bimba che purtroppo ha subito durante il parto la "paralisi del plesso brachiale".
Mi figlia è nata lo scorso ../06/2005 e come è comprensibile io e mia moglie siamo molto
preoccupati.
Ci piacerebbe ricevere qualche riferimento a buoni specialisti che operano nella zona di N.


Ringraziamo anticipatamente, cordiali saluti
Vincenzo M.

 


 

Messaggio inviato il 18/06/2005

Ciao Federica, Sono sebastiano L. il papà di L.
Ci hai conosciuti a d Alessandra al convegno.
Per quanto riguarda leonardo volevo informarti che in data di ieri è stato operato dal Dott. Raiomondi ed il suo staff presso la multimedica
di Sesto San Giovanni .
Oggi il piccolo è già a casa, un po dolorante, ma in buono stato.
Il mio pensiero ora va alla gestione del post operatorio.
Sono molto fiducioso in quanto il lavoro fatto precedentemente ci ha permesso di portare ad
ora con muscoli e tessuti in genere attivi e non regrediti, il lavoro di Raimondi è stato
a suo dire facilitato dalla presenza inaspettata di radici avulse ma appena fuori dalle
vertebre, che gli ha permesso di attaccare tutte le radici auspicandosi una ripresa
migliore ed ottimale.
Ora dovrò muovermi per ricercare dei fisioterapisti in biella che abbiano voglia di
seguire L. con la collaborazione del centro di milano che darà loro le nozioni per trattare il piccolo.
Se avessi dei nominativi che abbiano esperienza ed umiltà ma soprattutto la possibilità di
insegnare a me ed ai fisioterapisti di Biella mi faresti una cortesia.
Dammi una risposta per cortesia ,ma non ti mettere frettissima in quanto lo sgessano il
giorno 5 luglio.
Se hai altre idee mandami una mail.
Grazie e saluti a te e famiglia.
Sebastiano Angela giulia e L.

 


 

Messaggio inviato il 07/06/2005

Cara Federica, non ho dimenticato l'impegno preso, l'elaborazione del progetto per il libro va avanti anche se il signor D. è molto impegnato e vi si dedica con parsimonia, ha avuto inoltre delle difficoltà tecniche nell'aprire i file che gli avevo scaricato di persona, quindi ho dovuto in un secondo momento rielaborare il tutto e mandargli una cartella allegata ad una mail.
Mi auguro che l'editore riesca ad elaborare un valido progetto e che l'ente erogante il denaro lo accetti così da realizzare questo testo.
Il nostro piccolo Francesco continua ogni giorno con la fisioterapia, migliora ma è dura, il 23 di giugno andremo a Genova dal Dott. Senes dove si deciderà se è il caso di operarlo, speriamo di no!
Al centro A.I.A.S. è arrivato un bimbo di 2 mesi colpito da paresi ostetrica al braccio destro, gli abbiamo ceduto la nostra stanza del dolore dove fanno la prima terapia per la sensibilità, nel sentirlo piangere a squarciagola ritornano in mente i primi giorni di terapia quando non avevamo piena coscienza di quanto accadutoci, passeranno i mesi anche per lui povero piccolo!
Distinti saluti! Famiglia R.
P.S. Mi auguro che abbia ottenuto il posto di lavoro che merita!

 


 

Messaggio inviato il 25/05/2005

Cara Federica, ti ringrazio per la tua esauriente risposta, scusami se non ti ho risposto prima, ma purtroppo dal tuo sito mi è arrivato un virus e mi ha bloccato non poco, ma tutto sembra essersi risolto. Per il momento quella fisioterapista sembra aver abbandonato l'idea di darmi dei problemi, ma poiché non mi fido sto cercando ugualmente di agire anche sulla base di quello che mi hai scritto anche se per il momento solo in via ufficiosa, vedremo. Vorrei ricevere la copia video del convegno scrivimi per dirmi cosa devo fare se preferisci prima il bonifico o se aspetto che tu sia pronta per la spedizione, intanto ti invio il mio indirizzo ...LT. Grazie ancora, Angela.

 


 

Messaggio inviato il 20/05/2005

Salve, sono una fisioterapista di Viterbo, volevo sapere se avevate in programma dei corsi di formazione per fisioterapisti e se potevate mandarmi al mio indirizzo e -mail o per fax allo ... informazioni riguardo i corsi. grazie

 


 

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14/03/2016

Convegno NASCO BENE VIVO MEGLIO

18 Marzo 2016“NASCO BENE, VIVO MEGLIO: ITINERARI E LUOGHI DI PREVENZIONE e DI CURA. Sinergie, Collaborazioni, proposte metodologiche ed operative per la gestione del parto distocico e la cura della...