Bacheca online

Questa sezione raccoglie le lettere ricevute dai genitori, utili a instaurare dibattiti o semplicemente per testimoniare e rassicurare chi, in questo momento, sta attraversando momenti difficili.

Di seguito troverete le lettere già pubblicate, ma è anche possibile inviare la propria o rispondere ai messaggi presenti in bacheca. Per motivi di riservatezza le e-mail pervenute verranno valutate e successivamente pubblicate.

 

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Messaggio inviato il 31/08/2008

Salve a tutti… ho scoperto questo sito per caso… vorrei lasciare un segno anche io…
Ho 32 anni, anche io nata con una paresi ostetrica, al braccio dx.
Vorrei rivolgermi a quelle madri, giustamente arrabbiate…
Oggi, ringrazio di essere nata con questo handicap, e lo dico a voce alta e senza ipocrisia.
Senza non sarei stata la persona che sono.
Sono cresciuta sfidando la vita in tutte le sue sfaccettature, e questo mi ha dato una grinta e una forza interiore esagerata.
È stupendo per me, pensare a quando ero bambina, e a quanto ero contenta nel momento in cui sono riuscita da sola ad allacciarmi le scarpe…a quando mi concentravo e mi impegnavo per fare qualsiasi cosa meglio degli altri… e a come gioivo nel vedere che ci riuscivo….
Ed il bello è che tutto avveniva in automatico…c’era qualcosa che scattava in me…
Ogni cosa che conquistavo mi entrava dentro…soprattutto le piu’ insignificanti…
Oggi, grazie agli anni passati vissuti intensamente cosi, sono una persona brillante in tutto quello che faccio…e nulla mi spaventa.... ho un animo e un cuore enorme… e degli occhi che guardano sempre al di là di quello che vedono…
Tutti mi definiscono una persona speciale…
E se sono cosi’ speciale lo devo anche ai miei genitori…che non hanno mai interferito in questa mia guerra con la vita… e che nei momenti piu’ brutti hanno avuto la forza di guardarmi a distanza….
Spero che il senso di tutte queste mie parole sia arrivato….

IMMA


SI, IMMA, E' ARRIVATO.. GRAZIE
CONTINUA A FARCI AVERE I TUOI MESSAGGI
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 29/08/2008

ciao a tutti mi chiamo v. e sono di novara. ho 19 anni e sono affetta dalla nascita di paralisi ostetrica.... all'età di 15 anni mia mamma ha deciso di intraprendere un nuovo percorso riabilitativo senza proporci alcuna risoluzione... ormai erano 15 anni che il mio braccio non compieva alcun movimento... arrivando al dunque.. voglio dire che oggi dopo 4 anni di fisioterapia a cui mi sono sottoposta ininterrotamente ho conseguito risultati eccellenti tanmto che ho conseguito una patente normale!!!! i fisiatri si sono sbagliati moltissimo e oggi rimangono a bocca aperta...
loro non lo ammetteranno mai ma hanno sbagliato pienamente...
io ho ormai messo in discussione la loro scienza!!!!!!! basta aver un pò di fiducia....


Brava V. , ti faccio i miei complimenti e mi raccomando tienici informati dei tuoi miglioramenti !
Continua così
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 26/08/2008

Salve,

sono una ragazza di 24 anni, quasi 25 nata da parto gemellare prematuro tuttavia non è stata questa la causa della paralisi ostetrica.La mamma aveva il parto aperto alle 15.30 del 14/09/1983. L'hanno sottoposta a flebo ritardanti delle contrazioni ciò ha causato una Paralisi Cerebrale Infantile. Ha partorito la prima gemella alle 23.45...DOPO QUASI 10 ore di spasmi.Io ho una Paralisi Ostetrica perenne agli arti inferiori. Mia sorella una TETRAPLEGIA COMPLETA con difficoltà di apprendimento.Paralisi cerebrale infantile. (PCI). Sono laureata e il mio corso di studi è stato normale, ma gli arti inferiori presentano un evidente spasticità. E' possibile avere un risarcimento dei danni ricevuti?
Come è possibile rivedere i danni causati? La mia è una vita costretta all'immobilità.
Non posso credere che queste vicende passino inosservate

Vi ringrazio

Y.

Preg.ma Dottoressa Y.,

sono molto addolorata di quanto mi scrivi ma percepisco che hai coraggio e forza per lottare e superare ogni avversità.
Non so se sia possibile avviare una causa per danni dopo un così lungo periodo, ma ti consiglio di sincerartene personalmente contattando l'avvocatessa che gentilmente si è resa disponibile a dare qualche consiglio, e di cui trovi l'indirizzo e-mail scorrendo le pagine precedenti della bacheca.
Hai fatto tanto nella tua vita e sono certa che nulla ti potrà fermare.
Continua a mandarci tue notizie

Ti auguro ogni bene

Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 23/08/2008

Cara F, rispondo alla tua e-mail di qualche giorno fa sulla quale ho deciso di riflettere un pò;
io penso che nessun tipo di male può stare senza un bene e che il male sia solo il parassita che lo corrode, ma che vive dentro il corpo del bene; non può stare per suo conto perché altrimenti non esisterebbe più .
Il fatto che tua figlia abbia un braccio paralizzato è, come tu dici, una privazione ingiusta, ed è cioè un male che va ad intaccare un bene : la vita della tua piccolina.

Ed è un male anche quello che le è stato fatto da un professionista incompetente, un male non solo fisico ma anche morale perché l’uomo mette nei suoi atteggiamenti, nelle sue azioni, una forma di disordine, un pasticciare con le cose, magari pur avendo sempre a che fare con il bene, che inverte l'ordine, e finisce col trattare un bene così importante come quello della vita come fosse un qualunque altro bene.
Io so che stai vivendo un grande dolore, che la tua intelligenza e sensibilità colgono con un’ avvertenza precisa.
Ma so anche che il dolore può diventare esso stesso un male nei casi in cui sia così intenso da togliere la lucidità e quindi anche la capacità di far di quel dolore alcunché, quando cioè toglie all’uomo la capacità relazionale.
Allora se senti che la vostra vita è stata privata di una grande possibilità, grida, non coltivare l sofferenza dentro di te. Gridare è come emettere simbolicamente l'oggetto spiacevole che ci fa star male che ci impedisce le possibilità.
Certo si traduce solo parzialmente in una liberazione ma sicuramente mette in questione, in una oggettiva azione il problema, ed in qualche modo, parlandone, lo si sopporta meglio, se ne è meno vittima, anche perché si è in grado di parteciparlo ad altri.
Partecipare con altri il proprio dolore significa essere nella condizione migliore per sopportarlo più umanamente, come un peso che , se è distribuito non su due ma su quattro spalle, diventa più umano da portare.
Pensa ad uno zaino. Il dolore è come uno zaino, può schiacciarci, ma, se lo mettiamo debitamente sulle spalle, ci accompagna , è pieno di riserve per la nostra vita. Io credo che lo zaino ci bilanci, dia un certo ritmo al nostro passo, un certo respiro, che è quello che ci consente, senza correre, di arrivare dove dobbiamo arrivare.
E, se qualche volta uno scoppia, c’è un amico che ti aiuta portarlo, uno di quegli amici che diventano amici per sempre, che portano il tuo zaino oltre al loro.

Così volevo dirti che la sofferenza è un portare su di sé, un elaborare il dolore sino a trasformarlo in una virtù.
Vedi per me soffrire non è subire passivamente il dolore ma piuttosto elaborarlo : è attività non è passività .
Negli anni mi è stato dato di capire che per me era ragionevole accettare di essere elaborata, cioè lavorata dal dolore, perché attraverso ciò che era accaduto pre-sentivo di essere in buone mani

Il dolore per più aspetti mi ha aperto un cammino, un sentiero di senso, si è annunciato come un'alterità eccedente, non è integrabile nel mio ordinario progetto di vita; sono stata disarcionata da cavallo mentre andavo sicura per la mia strada, sono stata rovesciata per farmi guardare il mondo dall'altra parte .
Essere lavorata dal dolore mi ha fatto capire che è possibile vivere rinunciando a determinati progetti , senza dei quali prima mi era sembrato impossibile vivere.
Tu dici: perché tutte a me? Anche a me è accaduto di pormi spesso questa domanda, ed è stato come se fossi stata presa di mira da qualcuno che mi voleva provocare. Provocare ..questa parola assomiglia molto ad un ‘altra parola : evocare. C’è stato qualcuno che mi ha voluto snidare fuori dalla mia tana. E perché ? E’ un mistero

E’ un mistero…non enigmatico ma talmente intelligibile , talmente ricco che non si finisce più di capirlo; perciò non può essere risolto, può essere solo attraversato e non si finisce di attraversarlo: è un invito a qualche cosa che non ha un termine.

Io credo che questo ci porti oltre i limiti che abbiamo posto al nostro sguardo al nostro orizzonte .

Soffrire il dolore come mistero significa accettare che esso sia la macchia scura di un quadro che per una buona parte sia coperto da un telo. Soffrire il dolore significa accettare la possibilità che, scoprendo quel telo, quella macchia scura, che sembrava disturbare la scena del quadro, si sveli essere magari il mantello del protagonista della scena , figura verso la quale tutti gli altri volti dei personaggi del quadro erano rivolti.
Allora cosa ne faccio di questo dolore ? Lo offro.
Lo metto in mani migliori delle mie perché lo si faccia fruttare .
Del resto subfero- soffrire ed obfero- offrire , si collegano perché sopporto qualcosa per portarlo .
E così la nostra vita diventa spettacolo a noi stessi ed agli altri perché viviamo con uno sguardo più limpido e più luminoso, tanto da essere di fascino per gli altri .

Normalmente accettare questa sfida del dolore, accettare di soffrire, significa trasformare il grido in domanda , in invocazione , diciamo pure in preghiera , chiamando in causa dio, comunque siamo capaci di nominarlo , e pregare, non è affatto un privilegio né una specificità di chi è credente : è una cosa di tutti gli uomini. Aristotele 4 secoli prima di Cristo, dice: “ noi uomini siamo fatti per una cosa più grande rispetto a quella che riusciamo a fare ed allora possiamo attenderla come un dono” .
Pregare significa pensare sino in fondo, pensare sino alle estreme conseguenze alla nostra condizione umana, per cui trasformare il grido in preghiera è qualcosa di profondamente coerente con la nostra natura razionale

Accettare di soffrire il dolore come mistero ci porta ad accettare che, anche la privazione di qualcosa di dovuto per natura, possa indicarci qualcosa di positivo.

Io ti posso dire che per me, accettare di essere disarcionata ha significato allargare il cuore, e mi ha portato a non considerare, a non avvertite più niente come estraneo da me, né persone, né cose, né avvenimenti .
La seconda cosa che mi è accaduta è che ho capito che questa sofferenza non solo allarga il nostro cuore ma lo approfondisce, lo scava, nel senso che scava dentro di noi e ci rende come una tazza d’accoglienza, in cui gli altri, presto o tardi, verranno versati , accolti , custoditi .

Ti abbraccio

Federica Gismondi



 

 

Messaggio inviato il 01/08/2008

Ho 30 anni e alla nascita, durante il parto, ho riportato una frattura alla spalla destra, detta comunemente, dai medici che mi hanno successivamente visitato, paralisi ostretica. ho fatto terapie, massaggi, palestra... anni indietro ho chiesto in zona per sottopormi ad un intervento ma senza avere spiegazioni convincenti e risultati certi. Le mie limitazioni sono nel non poter stendere del tutto il braccio, resta sempre leggermente piegato, e limitazioni di articolazioni varie. Cosa posso fare per migliorare la mia condizione attuale? Ci sono centri specializzati per questa patologia? Grazie


RISPOSTA DEL DOTT. P. RAIMONDI


Gent Sig. F. A.

Gli esiti di paralisi ostetrica, in pazienti già adulti, trovano raramente indicazione a trattamenti chirurgici correttivi.
Da quello che lei mi descrive immagino che lei abbia le classiche limitazioni che residuano in questi casi, difetto della rotazione esterna del braccio, retrazione in flessione del gomito e difetto di supinazione dell’avabraccio (cioè impossibilità di ruotare l’avambraccio in modo che il palmo della mano sia rivolto verso l’alto).
Nei peraltro rarissimi casi di gravissima rotazione interna della spalla è possibile un intervento di osteotomia correttiva dell’omero, così come quando la flessione del gomito è marcata (oltre i 45 gradi) può essere indicato un intervento di artrolisi (liberazione delle retrazioni in flessione). Va tuttavia considerato che questo intervento è a rischio di perdere in termini di gradi di flessione quello che si guadagna in estensione.
Questo in linea generale, perché lei conosca i limiti della chirurgia secondaria in situazioni come la sua.
Se desidera che la valuti clinicamente può contattare il mio studio a Milano Corso Matteotti, 8 (tel. 02 7600 2122) o a Roma (Casa di Cura Quisisana, via Giangiacomo Porro, 5 al tel. 06 80958 342)

Un cordiale saluto

Dr. Raimondi

pieroraimondi@tin.it
raimondi@handsurg.net
www.obstetricalpalsy.net




 

 

Messaggio inviato il 29/07/2008

Salve a tutti mi chiamo Vittoria e sono di Torino. Sono affetta da Paralisi Ostetrica, dalla nascita ed ho 40 anni.
Voglio ringraziare tutti per le loro testimonianze, soprattutto quelle di quei genitori che hanno la fortuna di avere accanto bambini affetti da P.O.
Fortuna non sfortuna!!! E parlo da figlia, da donna affetta da tale disabilità.
I vostri figli hanno le sembianze degli Angeli e la luce delle Stelle!!!
Per me è stato faticoso e duro crescere e convivere con questo problema, a 3 anni ho anche perso papà e fratellino e rimanendo sola con una mamma disperata non sono stata "curata" adeguatamente, ma mi sono sempre sentita una persona estremamente fortunata e con una marcia in più...Gli ostacoli ci sono stati...eccome....nell'infanzia piccoli, già alle elementari non potevo giocare come gli altri e i miei coetanei pensavano fossi infetta, .....e crescendo sempre più grandi!!! Ma nonostante tutto vado avanti e non chiedo miracoli per me, ma di aver sempre quella forza interiore che mi aiuti ad apprezzare la vita e ad amarmi per come sono. Spesso ho incontrato persone che con il loro amore e la loro comprensione sono riuscite a darmi consigli giusti ed utili per affrontare al meglio le difficoltà che incontravo sia a livello fisico che spirituale.
Vorrei dire a tutti i genitori che, comunque, i vostri bambini possiedono una straordinaria forza interiore che li aiuterà ad andare avanti, io ho un bambino bellissimo di 10 anni che mi adora e tra mille difficoltà "tecniche" è diventato un ometto accettando col sorriso le posizioni che, suo malgrado, era costretto a subire dalla mamma che usando un braccio solo non sempre era così "comoda"...
Ho un buon lavoro, anche se i problemi ci sono (ma spesso sono degli altri...di quelli abili...che hanno verso chi abile lo è, ma in modo diverso dal loro, dei pregiudizi), guido l'auto, suono il pianoforte, so cantare scrivere poesie e AMARE!!! Senza aspettare nulla in cambio!!
Ho recentemente subito un intervento alla spalla del "braccio sano", poiché usando sempre e solo quello si è ammalato, ma senza risultati, anzi....
Che dire ancora, vi abbraccio tutti e vi ringrazio intimandovi ad andare avanti col sorriso e se avrete bisogno di consigli pratici o solo di sfogarvi con qualcuno, io ci sarò. 1 Grazie particolare a Federica...di esistere!
Vittoria
Il mio indirizzo di posta elettronica è:
v.mazzeo@arpa.piemonte.it

Vi saluto caramente.

Maria Vittoria Mazzeo

Carissima Vittoria , ti ringrazio molto.
la tua esperienza conforta e sostiene le aspettative di vita dei nostri bambini, sulle quali spesso regna un'incognita: ce la faranno?
Leggendo le tue righe, non posso che restar colpita dalla tua positività, davvero contagiosa, che spero possa rinfrancare chi legge.
Io ho fatto una piccola cosa, forse importante, almeno per me : ho cercato di dare un senso a ciò che era accaduto ed al dolore che soffocava le giornate.
So che la vita di mio figlio sarà difficile, anzi sarà più difficile di quella di un bambino sano.. ma che posso fare?
Lo posso solo accompagnare e chiedere a te di starmi vicino.

Vittoria ci ha trasmesso anche il suo indirizzo ed il suo recapito , pur consentendoci la pubblicazione , si preferisce lasciare solo l'indirizo di posta elettronica; chi volesse contattarla può scriverle.
Grazie
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 12/07/2008

Gent.ma sig.ra Federica,

mi fa davvero piacere che il mio messaggio di solidarietà e di incoraggiamento sia stato ricevuto esattamente come volevo farlo arrivare.
Sembrerà un'osservazione "curiosa" la mia, ma ...
Quando si è colpiti negli affetti più cari, come voi tutti che dialogate su questo sito, non è facile accordare fiducia a figure "esterne" alla famiglia, soprattutto quando fanno parte di una categoria professionale così ampia come la mia, all'interno della quale - purtroppo - non sempre si trova la sensibilità umana e la preparazione tecnica che ci si attenderebbe.
L'ho sperimentato io stessa con alcuni miei assistiti: il dolore è grande e sovrasta tutto; alla giustizia non si crede affatto, oppure si è spaventati dagli oneri economici che si pensa di dover affrontare per avviare il giudizio; i veri responsabili della vicenda si vedono come una "casta" che, alla fine, resta sempre impunita.
Mi hanno colpito molto le parole - pubblicate su questa bacheca - della mamma che racconta l'esperienza del mancato parto cesareo e riferendosi, al medico che l'ha assistita (o meglio - MALassistita) dice : "ha voluto fare l'eroe"...
... Un professionista serio non assiste una donna che sta per dare alla luce un figlio, concepito sano, accettando anche solo di "correre" un certo tipo di "rischio": chi lo accetta, è gravemente incompetente e non si sente un eroe, perchè non mette a rischio la propria vita, ma quella di qualcun altro.
Non è giusto che le conseguenze di certe condotte restino totalmente a carico delle vittime di quell'errore: non si tratta di mettere "alla gogna" nessuno, nè di farsi coinvolgere nei processi-show ai quali ci ha abituato la televisione: esistono processi risarcitori civili che si svolgono nel massimo rispetto della riservatezza delle famiglie e sono lo strumento più rapido ed efficace per ottenere una forma di ristoro - quantomeno economico - attraverso la condanna al pagamento delle Assicurazioni delle strutture ospedaliere, pubbliche o private, all'interno delle quali è avvenuto il fatto.
Per quanto mi riguarda, conti pure su di me per fornire alla Sua apprezzabilissima iniziativa tutto il supporto giuridico che vi risultare utile: in termini di consulenza, di pareri on line, come anche per aprire una rubrica all'interno della quale commentare gli ultimi orientamenti della giurisprudenza nella materia di Vostro interesse.
Per organizzarci sotto il profilo operativo, direi di sentirci telefonicamente, così avrò anche il piacere di parlarle a voce: il mio recapito di studio,viale dei Parioli 124 - Roma , è lo 06.32.36.243,fax 06/45424823 dove sono reperibile dalle ore 15.30 alle ore 19.00, dal lunedì al giovedì.
Sin d'ora, se vorrà, potrà comunque porre il mio recapito telefonico, come anche il mio indirizzo e mail: www.alessandramessina.it.
studiomex@libero.it, a disposizione dei lettori della sua bacheca.
Un saluto cordiale e ... Coraggio, sempre.


Avv. Alessandra Messina


Ringrazio l'Avvocato, Dott.ssa Alessandra Messina, per la disponibilità accordataci, sono sicura che sentiamo la necessità di condividere con lei le nostre problematiche. Ha dato disponibilità ad essere contattata anche telefonicamente ed io lascio il suo recapito, certa che chi la cercherà, prenderà accordi con lei prima per posta elettronica in modo da condividere spazi appositamente individuati.
Grazie, Dottoressa! Abbiamo bisogno di guardare nuovamente la nostra vita con la fiducia di chi si sente protetto e sostenuto dal sistema sociale a cui appartiene, per migliorarlo e cambiarlo, dove possibile. Ci è accaduto di soffrire molto, tutti, noi ed i nostri bimbi, e condividiamo una storia dove siamo vittime ma anche protagonisti.
Chiedere ragioni di gustizia ci aiuta a sollevare lo sguardo e ci dà la forza per curare i nostri bambini con coraggio e serenità. Io vorrei portare avanti un discorso già iniziato alcuni anni fa sulla prevenzione a livello nazionale, che si era... non dico spento, ma, come dire, rassegnato all'indifferenza; spero si possano creare le condizioni e si aprano degli spazi per tornare a bussare alla commisssione sanità del senato per presentare il progetto che avevo preparato. Vorrei proprio riprovare a bussare...
A presto.
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 11/07/2008

Gentile sig.ra Federica,

sono Alessandra Messina, avvocato del Foro di Roma.
Ho scoperto il Vostro sito qualche anno fa, mentre mi aggiornavo su internet, in merito ai profili medico-legali del caso che stavo seguendo: assistevo una coppia di genitori con un bambino fatto nascere tramite parto naturale anziché cesareo, nonostante il peso di kg. 5.920....
Ovviamente, paralisi totale dell'arto superiore destro e tutta la serie di problemi che Lei ben conosce.
La vicenda mi ha coinvolto notevolmente, sia sotto il profilo professionale, che, soprattutto, sotto il profilo umano, tanto da indurmi ad impegnarmi anche - già 34enne, a frequentare il master biennale di specializzazione su "La responsabilità professionale del medico".
Parallelamente alla causa, dunque, ho seguito un percorso personale di formazione, che mi ha sensibilizzato in modo particolare verso determinate tematiche: mi ero, dunque, ripromessa di scriverLe all'esito del giudizio, sperando di poter rendere a tutti i genitori che leggono una testimonianza di incoraggiamento e di conforto.
Il giudizio si è svolto nell'arco di quattro anni, tempo durante il quale i miei assistiti hanno dovuto sperimentare, in tutta la sua crudezza, la distanza tra la realtà processuale, fatta di adempimenti burocratici, di rinvii e di ritardi ed il dramma umano della realtà vissuta: alla fine, però, ce l'abbiamo fatta!
Oggi il piccolo che ha subito quell'ignobile menomazione, anche se non potrà recuperare mai l'integrità fisica, potrà almeno contare su una significativa riserva finanziaria, da utilizzare sia per qualsiasi intervento chirurgico e/o terapie utili ad alleviare l'handicap, sia come rendita, sostitutiva del reddito da lavoro.
Le scrivo, dunque, ora che si è conclusa la vicenda giudiziaria, per infondere un po' di coraggio a tutti coloro che hanno vissuto situazioni simili a quella dei genitori dei quali ho raccontato sopra, ma che ancora non riescono a credere di poter ottenere una qualche forma di riparazione del torto subito: da quello che mi capita di sentire in ragione della mia attività, mi sembra che siano davvero tanti.... Troppi.
Ove Lei ritenga di pubblicare questa mia, resto disponibile per qualsiasi contatto via e-mail al seguente indirizzo: studiomex@libero.it
Vivissimi auguri a tutti, di un futuro più luminoso!

Alessandra Messina.


GRAZIE AVVOCATO, DAVVERO GRAZIE.
Se possibile, vorremmo poter pubblicare la sentenza, con le dovute accortezze nel rispetto della privacy, in modo da indirizzare le famiglie e renderle più consapevoli dei loro diritti.
Mi fa piacere sapere che il nostro sito ha avuto la sua attenzione, mi pare sia necessario che venga inserita una pagina speciale sugli aspetti normativi e giudiziari. Ci vuole aiutare ? Grazie
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 09/07/2008

Cara Federica sono A. la mamma di un magnifico bambino di nome R. che ha quasi 7 anni ed è affetto da paralisi ostetrica totale al braccio destro.
La nostra storia è comune a quella di tutti: un bambino grande alla nascita(4 Kg)un travaglio che sembrava normale ma poi c'è stato "l'intoppo" ed il ginecologo che ha voluto fare l'eroe e non procedere con un taglio cesareo d'urgenza che avrebbe salvato mio figlio e noi da questo dolore che riviviamo ogni giorno.
Si, perchè si cerca di vivere la vita nella maniera piu' normale possibile ma c'è sempre qualcosa che ti riporta alla realtà: la nascita desiderata di un fratellino che "quando inizierà anche lui la terapia?", il pacchetto di biscotti che non riesce ad aprire, il nuovo amico che chiede spiegazioni per la mano cosi'"moscia", il caldo che costringe a portare le tanto odiate cannottiere. E poi i continui viaggi, i soldi da mettere da parte, gli avvocati, le udienze e poi contemporaneamente ci sei tu genitore con i tuoi bisogni, gli altri familiari e il lavoro.
Mai avrei immaginato che mi sarei trovata ad affrontare tale situazione eppure è successo.
La mia forza è vedere quanto sia bello ed intelligente R. , a scuola è bravissimo cosi' come nel nuoto la sua grande passione ed è un bambino di una sensibilità unica.
Abbiamo una marea di amici e familiari che ci sono vicini e molte volte ci sentiamo a disagio perchè quasi ci invidiano di avere un bambino cosi'amato e benvoluto da tutti.
Quando la sera io e mio marito finalmente possiamo parlare e spesso le lacrime e la rabbia prendono il posto delle parole non possiamo far altro che ringraziare Dio per come è andata, per aver preservato R. da problemi piu' gravi.
C'è un intervento in programma a Rovigo dal Dott. Ferraresi .
Ti scrivero' ancora, a presto. Un caro abbraccio a tutti
P.S. Qui nel Molise ci sono tante famiglie di bambini affetti da paralisi ostetrica, perchè non un convegno al centro-sud? La "manodopera" per organizzare non mancherebbe. A presto

A.

Grazie A. , ci racconti cose bellissime di tuo figlio, e molti di noi percepiscono le tue stese sensazioni.
Vivere questa vita con coraggio ed eroismo nel quotidiano non è stata la scelta che avremmo voluto per noi ed i nostri bambini, ma ci è stata data così...cruda e ricca allo stesso tempo. Siete stati dei buoni genitori, preziosi per il vostro piccolo che è cresciuto e si è fortificato seguendo i vostri passi. Non lasciate che la nostalgia di una "qualsiasi" vita mancata possa impedirvi di godere della bellezza e completezza così splendida ed imperfetta del vostro bambino.
Offrite quella sofferenza,che spesso traborda dal cuore, per la serenità vostra ed il destino del vostro ragazzo.

Non so quanti bambini affetti da paralisi ostetrica ci sono in Molise, so che è una bellissima regione e che la gente è davvero gente italiana, amabile e cordiale. Per il Congresso non si può mai sapere ma è necessario che siano le persone del luogo a organizzarlo.
Fammi sapere per l'intervento, e telefonami se ti va che ne parliamo 0131 772371-3408963170
Ciao
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 18/06/2008

Ciao a tutti, sono P. che vi scrive da Reggio Calabria, sono affetto da paresi ostetrica all'arto __, ho __ anni una moglie ed un bimbo di __ anni che sono tutta la mi vita.
Fino ad oggi non mi sono fattio molti problemi(forse anche inconsciamente), mi sentivo uguale agli altri e non desideravo essere diverso da quello che sono.
Arrivo al dunque, purtroppo da un po di tempo a questa parte mi sento inadeguato nei confronti del mio piccolo bimbo.
lui esuberante, giocoso con gli zii e la mamma mi fa sentire un po messo da parte. Mi spiego. Quando gioca con gli zii fa delle acrobazie particolari che se non si usano due braccia non possono essere fatte, lo invitano spesso a guardarli giocare alla Play Station o al pc. Io molte di queste cose che lui ama fare non riesco a farle, anche con tutta la buona volontà.
cerco di sviarlo con altri giochi, ma niente.
Non credevo di sentirmi così inadeguato...ki mi consiglia come superare questi momenti di sconforto e come posso fare a strappare qlc sorriso in più al mio cucciolo, non potendo giocare come vorrebbe lui.
Purtroppo, da piccolo i miei genitori hanno sempre cercato di "nascondere il problema" facendo finta che non ci fosse mai stato.
Adesso sono coscente, amo fare molte cose, ma quella che + mi preme è stare e giocare con mio figlio.
grazie a tutti

 

 

Messaggio inviato il 15/06/2008

Salve Sig.Gismondi sono contenta che lei mi abbia contattata,noi ci siamo gia' sentite circa 2 mesi fa per tel e grazie al suo consiglio ci siamo rivolti al dott.Senes, prima in consulenza a Reggio Calabria e poi al Gaslini a Genova dove il dott mi ha fatto ricoverare il bambino per 3 gg per eseguire una serie di accertamenti dove valutare l'ipotesi o meno di un eventuale intervento rivelatosi poi inopportuno,visto che solo con la fisioterapia che sta facendo sta avendo degli ottimi risultati.In ogni caso lo vuole ricontrollare fra 3 mesi per verificare se la fisioterapia continua ad essere efficiente,altrimenti poi si valutera' per un eventuale intervento.Intanto mi farebbe molto piacere se lei mi mettesse in contatto con altre famiglie che come noi stanno vivendo lo stesso problema.Nell'attesa di una sua risposta le porgo i miei piu' cordiali saluti

 

 

Messaggio inviato il 15/06/2008

sapere che qualcuno sa cosa si vive ogni giorno anche se non è un dolore fisico ma di mente mi rincuora un po.
come ho gia' scritto questa mia diversità la sto vivendo male più ora che quando ero piccola.
ora mi guardo nelle vetrine di riflesso e non posso non vedere la diversità, quando qualcunodella mia famiglia oramai abituato mi scatta una foto scatto immediatamente al controllo di essa per vedere se si nota.
sono un po stanca e sto cedendo a una sorta di depressione anche se lieve.
comunque grazie

Carissima amica, io so di cosa parli.
Le ferite si rimarginano sempre tutte, ma quelle dell'inconscio sanguinano tutta la vita. Forse perchè sono inconscie, le conoscono tutti, tutti sanno cosa fare ...tranne l'interessato. Solo l'amore può lenire le ferite, l'amore dato e ricevuto; ti devi amare più di prima e devi imparare a sorridere per rivelare l'apertura del tuo animo capace e generoso .
Che cos'è normale ? Chi è normale ? Nessuno!
Le ferite che fanno sentire diversi portano a negare la normalità . Ma il bisogno della norma si riaffaccia immancabilmente . Non è negando le differenze che le si combatte ma modificando l'immagine della norma.
Quando Einstein rispose alla domanda fatta per il rilascio del passaporto " razza umana", non ignorava le differenze: le ometteva in un orizzonte più ampio che, includendole, le superava. Questo è il panorama che deve aprirsi nel tuo cuore : questo permette di fare un passo avanti sia a chi sente la differenza come una discriminazione sia a chi, per evitare la discriminazione, nega la differenza.
Spesso per me ricordo l'imprecazione di un personaggio di Salgari "vecchia carcassa !" , che rivolgeva indifferentemente a se stesso od alla barca che affondava.
Lo trovo un buon antidoto piratesco al culto del corpo che esaurisce lo spirito tra diete salutistiche e regimi ormonali
La sfida ad accettare i limiti nasce dalla paura di accettarli.

Puoi immaginare tante vite ma non rinunciare alla tua...

Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 08/06/2008

Ciao, allora, F. ,....quando il cielo sarà più limpido, scrivimi.
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 06/06/2008

Cara F. , confermo il rispetto verso la tua decisione di non mettere le e-mail che mi invii in bacheca.
So che portare il proprio figlio a fare fisioterapia è un impegno molto importante, dove ti devi giocare, dove impari a conoscere e a conoscerti.
Io ho fatto molta fatica i primi anni, perché abitavo in quella città da poco tempo e mi sentivo un pesce fuor d’acqua, in un ambiente molto diverso da quello in cui avevo sempre vissuto. Poi c’era il fatto che il centro di fisioterapia era l’unico in città e bisognava restare in contatto con il fisiatra dell’ospedale di rifrimento.
Solo che le fisioterapiste non facevano bene il loro lavoro oppure non volevano seguire le indicazioni terapeutiche del Gaslini.
Andrea aveva una forte contrapposizione muscolare perché non poteva supinare e non aveva la flessione del gomito. Così la terapia prevedeva elettrostimolazione a basso voltaggio per 10 minuti ogni giorno, oltre alla fisioterapia, in modo da rinforzare i muscoli in opposizione e risolvere, o almeno tentare, il blocco che si era creato. Mi ricordo che dopo molte insistenze gli fecero questa elettrostimolazione solo che gli sbagliavano il voltaggio e lo tenevano troppo a lungo attaccato all’apparecchio, così accadeva che le spugne si asciugavano e gli elettrodi gli bruciavano la pelle del braccio . Alla fine di ogni appuntamento, le fisioterapiste me lo riconsegnavano ( mi facevano stare fuori nella sala d’aspetto perché sentivano malgiudicato il loro lavoro) con le ustioni e le bolle sulle braccia mi dicevano che tanto non aveva passaggio nervoso e che non sentiva nulla, ma che piangeva perché era un “mammone”.
Quando mi sono ribellata e ho lamentato le mancanze del servizio ad Andrea hanno sospeso la terapia per 3 mesi . In quel periodo era stato operato per la prima volta e doveva assolutamente essere sottopoto a terapia riabilitativa.
Ma in realtà quella fu la sua salvezza perché dovetti cercare un fisioterapista esterno e privatamente fargli seguire il mio bambino . Questo terapista aveva una grande esperienza e negli anni, poiché gli era calata moltissimo la vista, aveva acquisito quasi un sesto senso , e con le sue mani, i suoi massaggi e gli esercizi fisici riuscì a sbloccare la spalla di mio figlio.
Che cosa ho imparato da questo? Che non mi devo fermare, che le cose non accadono per caso e che spingendo più avanti dell’ostacolo il passo trovi quel qualcosa in più di cui avevi bisogno…
Vai avanti non ti lasciare intimorire da chi dice di sapere tutto ma non sa affrontare i problemi e offende i tuoi sforzi, denigrando il lavoro dei medici più esperti e professionali. Continua e scegli il meglio per la tua piccolina e per te. Cerca spazi in cui puoi trovare conforto, serenità e affetto.
Anche io stò facendo cosìSono molto tesa ed allora cerco di uscire, d’impegnare il cuore e la mente, vado ai concerti, a volte anche da sola se non ho accompagnatori, oppure leggo, leggo molto. Dormo ormai poche ore; cerco di fare cose che mi diano piacere, che mi facciano sollevare lo sguardo dalla pena che stò vivendo ;spesso studio, lavoro, ascolto musica…scrivo e parlo con le persone via internet.
Guarda la vita è preziosa, affronta tutto con coraggio e ce la farai, anzi ce la farete.
Ti sono vicina.
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 04/06/2008

Ciao Federica, sono il papà di A.
.... ti scrivo dalla Sardegna, ci siamo sentiti anche per tel.La mia piccola cresce, e Grazie al Cielo è migliorata notevolmente.Il fisioterapista è molto bravo e attento è riuscito a svegliare ciò che dormiva.Ha recuperato mano,polso ed il gomito il braccino è supinato e adotto leggermente,lo utilizza a modo suo, lo alza a 90° ma ci sono grandi margini di miglioramento.A chi leggerà questa mail, combattete aiutate i bambini a lavorare fate in modo che giochino sempre, loro sono curiosi ed ogni occasione è buona per sviluppare il moto.So che non e facile, e vero si soffre e non poco, ma noi possiamo rimediare a ciò che stato tolto ai nostri angeli.Saluti


GRAZIE

 

 

Messaggio inviato il 04/06/2008

Carissima F., come chiedi, non pubblico la tua e-mail e rispondo in bacheca. Tu mi scrivi : "perchè è accaduto proprio a me ?".
Molte volte mi sono posta questa domanda.
Nel tempo però si è fatta spazio nel mio cuore un'altra questione :
" e perchè non a me?"
Ho iniziato a pensare non a che cosa fare contro la paralisi ostetrica, ma a che cosa potevo fare per la p.o., cosa potevo fare per lei.
In tutti i genitori che hanno affrontato questo grande dolore ho trovato animi così profondi, così generosi... capaci paradossalmente di dare senso alle prove più drammatiche ; e proprio loro, dal deserto di solitudine in cui si trovano a vivere la malattia del loro bambino, nonostante ed attraverso essa, levano voci che confortano, che risanano, che guardano all'avversità come ad una salita da affrontare.
Questi papà e mamme si trasformano, escono fortificati, positivi. Passo dopo passo divengono, come dire, più sicuri che la vita è una cosa preziosa.
Non ascoltare le persone che ti dicono di rassegnarti. Nessuno deve toglierti la speranza.
Guarda alla tua piccolina .
Ciò che mi ha aiutato di più è stato osservare la tenacia di mio figlio Andrea ,vedere con quanta determinazione, forza, solidità affrontava le articolazioni della vita, della sua vita...
La bacheca su cui leggi le e-mail di tanti genitori è un aiuto per molti anche per me.
Ma non serve, come scrivi tu, a far scaricare le persone.
Io non mi devo liberare di niente : questa è la mia vita, e ciò che accade rimane impresso nel mio cuore , fa parte di me .
Ma leggere le storie , incrociare quegli sguardi ansiosi, spaventati, mi permette di riscoprire il significato della vita vissuta. Io mi riconosco, sento mia la loro storia, rivivo le emozioni che non ho dimenticato.
Questo è il motivo per cui si condivide con altri "sconosciuti" compagni di viaggio la strada , il percorso fatto, nella consapevolezza di poter in qualche modo esser d'aiuto a chi stà vivendo la storia di mio figlio e la mia.
Ti chiedo di essere risoluta e decisa, di pensare al futuro di tua figlia con fiducia, di progettare il suo futuro.
Infondile speranza, con la grinta di chi ha voglia di combattere per guarire.
La cura sarà lunga ed il percorso terapeutico potrà prevedere scelte chirurgiche difficili da dimenticare, ma devi resistere . Solo tu puoi tener viva la speranza e non smettere di lottare . Devi essere tenace e forte, orgogliosa di te ,della tua storia, che è anche un pò la nostra storia...
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 19/05/2008

Sono R. ho 45 anni sono affetta da paralisi ostetrica, ma non mi sono mai sentita diversa. La mia infanzia è stata un pò diversa dalle mie coetanee, due interventi tanto nuoto e ginnastica. Sono riuscita a convivere talmente tanto con il mio braccino che nessuno se mai accorto del mio problema. L'unico mio errore è stato quello di non aver studiato abbastanza da poter avere un lavoro tranquillo e adatto a me, quindi mi sono sempre adattata a fare ogni cosa tra cui lavori troppo pesanti per me, e così mi ritrovo a 45 anni con la spalla del braccio sano molto compromessa e già operata una volta. e in più disoccupata per incapacità lavorativa. Quindi dico a voi genitori fate in modo che i vostri figli si costruiscano un futuro lavorativo approppriato( credetemi è molto importante) senza contare troppo su quello che lo stato dice di offrire alle persone con handicap perchè in realtà sono molte di più le porte che si chiudono che quelle che si aprono. Al di là di tutto sono una donna felice con un figlio di 25 anni appena laureato in fisioterapia. Non angosciatevi la paralisi ostetrica, rispetto a tante brutte malattie dei bambini è una vera e propia passeggiata. Un forte abbraccio a tutti.

Ti ringrazio di quanto ci scrivi, è una bella testimonianza, e ci dà il coraggio di sperare.
Mi colpisce anche il fatto che non ti sei mai risparmiata, e son certa che lo spendido risultato che ha avuto tuo figlio è merito tuo...è crescito ammirando il tuo coraggio !
Ed è l'augurio che faccio a tutti.

Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 16/05/2008

Ho letto alcune lettere della vostra bacheca.....ho 43 anni e sono affetta da paralisi ostetrica al braccio destro (invalidità civile riconosciuta al 46%).
La mia famiglia mi ha sempre aiutata, sostenuta e soprattutto considerata uguale agli altri.
Ora a 43 anni, mi sento serena, ho accettato la mia disabilità, mi voglio bene, ho trovato un uomo stupendo che mi ama per quello che sono e per come sono; ho un bimbo di 10 anni che "coccola" e preferisce la mia manina destra...
arrivare a questa serenità d'animo non è stato semplice.....ma ci sono riuscita....
Importante è stato il supporto della famiglia e la fortuna di incontrare persone intellingenti....
Lavoro con soddisfazione, vorrei dire a quelle mamme che hanno bambini con paralisi ostetrica di stare tranquille....Si può essere felici anche se si ha una paralisi ostetrica.
Ora dopo tanti anni trascorsi a sentirmi in colpa - visto che ormai non posso fare altro che tenermi questa disabilità - vorrei rivalermi e quindi chiedo se a distanza di tanti anni, posso ricevere un indennizzo da quanche istituzione!
grazie a chiunque possa aiutarmi.
P.

Grazie P. per ciò che ci scrivi; per quanto riguarda la rivalsa ti invito a contattare un legale; tra le persone che ci scrivono c'è un'avvocatessa, la Dott.ssa Antonini che si è resa disponibile a consigliare chi avesse tali problematiche il suo indirizzo è antonini.laura@tiscali.it
Tieni in contatto con noi.
A presto Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 04/05/2008

Preg.ma Sig.ra ________________,
La ringrazio moltissimo per le graziose cose che mi scrive : in questo momento faccio una grandissima fatica .
Ho lottato 13 anni e adesso mi hanno messo alla sbarra, mi hanno incatenato e non posso più chiedere giustizia per me e per mio figlio.
Un passo del vangelo che ho avuto modo di ascoltare dice :" beati i perseguitati per amore della giustizia, perchè di essi è il regno dei cieli".
Ecco io mi sento così, sento e voglio giustizia, verità, è un bisogno dello spirito. Non lascerò finchè non avrò giustizia e perchè voglio un pezzettino di cielo anche qui, ora, uno squarcio di verità sugli errori che hanno così inciso, segnato la vita del mio bambino e la mia
Per quanto diceva il suo piccolo _____ se non muove il braccio ha lesionati i nervi c5, c6, c7. Per avare certezza deve fare una risonanza particolare che fanno al Gaslini e che ha inventato un medico genovese; mio figlio 13 anni fa fece la mielografia che all'epoca si faceva con un mezzo di
contrasto iniettato nel sangue ed era un esame brutto, che lasciava il bambino intontito per ore, e la sua mamma sbigottita per lo stesso tempo ; adesso questo nuovo esame non è per nulla invasivo e sedano leggermente il bambino perchè stia fermo.
Guardi il bambino non può peggiorare, e, se non si fa qualcosa, lo vedete da voi, neanche migliorare; ricordate che è necessario che ci attivi perchè l'arto riacquisti la funzionalità, cioè acquisisca il movimento ( in modo che il cervello riconosca di avere un arto da poter muovere) e il braccio cresca come l'altro.
Esiste il problema delle cicrattizzazioni : se verrà operato
verranno rimosse, se è il caso.
La paralisi ostetrica è una patologia difficile che ha bisogno della vostra pazienza e della vostra costanza per essere curata .
Non disperate so che è difiicile; so che risulta incomprensibile il fatto di dover combattere battaglie quotidiane ed io posso solo dirvi che
sarà una lotta lunga, piena di risultati, ma anche di fatiche infinite, e sono certa che , per quanto sembri impossibile, ne uscirete migliorati.
Vi auguro ogni bene. Tenetemi aggiornata. Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 18/04/2008

Negli ultimi tempi sono stato travolto dagli eventi, il tempo non basta mai, ho commesso il grave errore di non consultare più la bacheca del sito, perchè il tempo scorre veloce e tu guardi sempre avanti, nel suo futuro nel futuro di un figlio diverso in un mondo così fottutamente uniformato nella perfezione; eppure solo nel leggere le lettere accorate dei nostri amici ho trovato sempre il coraggio di fermare il tempo dedicandomi alla lettura di quelle splendide lettere che mi hanno sempre aiutato nell'affrontare il difficile viaggio verso la presa di coscienza del dramma "Paralisi Ostetrica" ........Aiutare gli altri, magari anche con gesti semplici, ma iutarli a non sentirsi soli....Federica non mollare, quello che hai fatto ha un valore inestimabile, insieme, con l'Associazione APOS, possiamo cambiare anche il futuro dei nostri bambini!
Ti ricordo che sto organizzando il Convegno per Settembre qui a Savona, vedrai, sarà un grande evento!
Con affetto e stima.
Raia Maurizio.

 

 

Messaggio inviato il 16/04/2008

Ciao, ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto testimoniandomi affetto, tanto affetto. Davvero vi ringrazio di cuore, mi siete stati vicino con un calore intenso e significativo.
Stò cercando di riprendermi...l'avvocato ha detto di mandargli una richiesta di risarcimento per aprire una vertenza con la sua assicurazione professionale. Il problema è che io mi sento avvilita perchè mi hanno tolto la capacità di combattere, di lottare per affermare la verità; non è una questione di soldi, per la quale mi volevo comunque battere perchè Andrea avesse il giusto, per curarsi magari, con un nuovo intervento fuori d'Italia, o per avere la prospettiva di un lavoro, cosa assai difficile già per una persona senza handicap, ma soprattutto per la verità, la verità...per affermare che gli anni di dolore e di fatica erano e saranno tanti, perchè ho bisogno che questa cosa qualcuno la riconosca, la compensi almeno un pò.
Stò cercando delle ragioni, delle intuizioni, dei significati,...in questo momento mi stà aiutando molto impegnarmi a capofitto nel lavoro..anche se sono un precario ed a giugno chissà come finisce...
Vi ringrazio tutti di cuore, e, se credete, passate in un qualche santuario o affidatemi ad un vostro amico santo, perchè ho bisogno di una forza che non ho, che non è mia.
Grazie, infinitamente,grazie
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 16/04/2008

Salve,sono un papa' che da poco ha avuto un bambino dal peso di _____kg,nato da parto normale con questa grave conseguenza di paralisi ostetrica.Vorrei anch'io insieme a mia moglie far parte di questa associazione per poter condividere insieme agli altri genitori questo dolore e magari consigliandoci a vicenda delle possibili cure.Nell' attesa di una Vostra risposta vi porgo i miei cordiali saluti

Preg. mo Signore, io sono Federica Gismondi ed ho costituito l'associazione per condividere il terribile evento che ci era accaduto;se desiderate essere messi in contatto con le famiglie della vostra regione comunicatemelo.Per quanto riguarda la terapia del vostro piccolino ricordate di non trascurare visite specialistiche da medici di esperienza che curino la paralisi ostetrica con risultati certi. Sul nostro sito troverete i loro indirizzi e-mail (Dott. Senes - Gaslini di Genova; Dott. Raimondi-Multimedica, Milano; Dott. Ferraresi- Ospedale Rovigo)
Abbiate coraggio e non vi perdete d'animo , la fisioterapia che imparerete a fare a vostro figlio quotidianamente vi consentirà di rapportarvi più intensamente a lui che ha bisogno delle vostre cure e delle vostre certezze; non abbiate paura affrontate, ogni giorno con speranza ed attesa, e non vi attardate a pensare come sarebbe stato senza questo dramma...guardate avanti ed amate il vostro bimbo, certi che potrà migliorare.
Se deiderate il mio n. è 3408963170.
A presto
federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 15/04/2008

Ciao Federica, non trovo parole per confortarti.Non so come sentirmi.Leggere il tuo messaggio mi ha fatto un gran male, mi ha spaventato.Dopo il danno la beffa di un ingrato, come definire.Non so cosa dire la rabbia non mi fa concentrare, non trovo le parole.Devo riorganizzare le idee poi ti scrivero.

 

 

Messaggio inviato il 09/04/2008

Ciao Federica, non avevamo ricevuto nulla riguardo la destinazione del 5 per mille.
Mi dispiace per quanto ti è capitato, non ha un'assicurazione il tuo legale? io ho sentito che tutti gli avvocati hanno un'assicurazione specifica per ciò che ti è successo.
Noi stiamo ancora aspettando la registrazione che tocca alla parte soccombente per poi poter vedere la sentenza. Il mio legale dice che ci vuole un pochino di tempo e noi che abbiamo già aspettato 13 anni abbiamo pazienza.
Ciao slslsl C.

 

 

Messaggio inviato il 09/04/2008

Ciao Federica,
io sono una delle ultime persone ad aver lasciato un messaggio sulla bacheca di APOS. Ad Ottobre quando ho capito, grazie a voi, che la mia bambina appena nata aveva un problema molto grave ero stravolta ma, ripeto, grazie a voi ho preso contatti con i vari dottori, luminari, fisioterapisti che fortunatamente si occupano del plesso brachiale. Se voi non ci foste stati sarei rimasta forse nell'ignoranza nella quale mi aveva lasciato l'ospedale dove ho partorito.
Mi son letta anni e anni di bacheca in un paio d'ore, volevo capire cosa ci aspettava. Ti ho scritto angosciata, e tu mi hai sostenuta. Mi hai detto di non disperare quando ho saputo che l'avrebbero operata entro un paio di mesi, mi hai scritto che poteva ancora recuperare, e cosi e' stato. Ora ____ ha __ mesi e da una paralisi C5/6/7 che le ha tenuto il braccio intraruotato e privo di movimento per 4 lunghissimi mesi, ora lo muove, lo porta alla bocca. C'e' ancora molto lavoro da fare, ma questo recupero insperato mi ha dato la forza di proseguire positivamente, di vedere per lei un futuro migliore e sai cosa ti dico? Ho intrappreso anche io la via legale ma chi se ne frega se non avro' un centesimo, non sono assetata di giustizia, ma solo di serenita' per la mia bimba e la mia famiglia. L'ospedale ha sbagliato, ha persino omesso di informarci circa la patologia, ci ha abbandonati a noi stessi... ma credimi Federica, le mie energie le ripongo totalmente nella guarigione di mia figlia, se Dio mi chiedesse di perdonare in cambio di una vita "normale" o quasi, senza dubbio sceglierei il perdono (ed io non sono poi una gran cristiana, ti dico la verita').
Ricordo che mi hai detto che niente succede per caso, il destino ci pone davanti a grandi prove, ma dobbiamo accettarle ed andare avanti perche' saremo delle persone migliori.
Lo so, forse questo non ti basta piu' perche' fa troppo male non poter difendere tuo figlio, dare una rivalsa al dolore che avete subito, come scrivi tu, ma guardalo giocare come tutti gli altri, guardalo crescere e condurre una vita "normale" in questa societa' dove l'estetica la fa da padrona, dove anche i bimbi san essere innocentemente cattivi e offensivi. Guarda tuo figlio e sii orgogliosa per tutto quello che hai fatto in questi 12 anni, sei stata una Grande MAMMA, pronta a qualsiasi sacrificio per garantirgli una vita nomale e sei stata un grande esempio per tanti genitori.
In fondo sai cosa penso, penso che dietro i silenzi del tuo legale, tu che hai mosso mari e monti per Andrea, avresti potuto recarti da lui personalmente, dargli una smossa, prenderlo anche a calci nel sedere, cambiare legale... ma non l'hai fatto. Era, credo, una collina da superare in confronto alla montagna che avete scalato tu e tuo figlio. Forse anche tu, infondo, pensi che la vita ti abbia gia' fatto un GRANDE DONO.
E questo a noi basta.
B.

SONO DISPONIBILE A DARE UN AIUTO PER NON SEPPELLIRE IL SITO.

Ciao, ti ringrazio moltissimo, mi stai dicendo delle cose che mi aiutano molto; per quel che riguarda il mio legale, ex legale (legale se così lo si può definire), io posso dire che mi fidavo e che si trova a grandissima distanza da dove vivo ora, dove mi sono trasferita per curare mio fglio; che gli ho telefonato tantissime volte e che quest'estate sono andata in quella città per dargli un anticipo per il ricorso ed eventualmnete firmare delle deleghe ma non mi ha ricevuto..
Ho tenuto tutte le e-mail dove gli confermavo il desiderio di fare ricorso e tutte le conferme di lettura, ho i tabulati telefonici dove non risultano sue telefonate in risposta alle mie molteplici chiamate.
Gli avvocati devono essere corretti, hanno un codice di deontologia professionale a cui attenersi ed a questo io mi ri faccio, e se non otterrò risultati inizierò la causa contro un famoso studio legale di quella zona ed a costo di pagare gli spazi sui giornali, ne farò la notizia dell'anno .
Sono molto arrabbiata, molto arrabbiata...MI hanno tolto la possibilità di avere giustizia per mio figlio ..non permetterò che mi facciano altro male costringendomi ad una vita di rimorsi.
Grazie Ciao
Federica

 

 

Messaggio inviato il 07/04/2008

ho appena letto la tua email! Mi sento, forse per il lavoro che faccio,
come se fosse successo a me! Spero che tu continui a seguire
l'associazione, penso che l'unico modo per superare un momento così
difficile, sia quello di continuare a dare speranza ai genitori che
chiedono aiuto. da parte mia sono disposta a collaborare se può servire
il mio aiuto...................... un saluto affettuoso

antonini.laura@tiscali.it

 

 

Messaggio inviato il 07/04/2008

Ciao Federica,
sono ____ e da qualche settimana siamo in contatto per quello che è accaduto a mia figlia _____.
Sono addolorata per quanto ti è accaduto e, ________ mi posso rendere conto dell'enormità di questa gravissima mancanza del tuo avvocato.
Solo una cosa ti chiedo: fai passare del tempo per digerire (almeno parzialmente) quest'ultimo schiaffo e non ci abbandonare, perché, al di là di tutto, stai svolgendo un'opera meritoria ed impagabile che non ha pari. Hai dimostrato nel mio caso (e credo in quello di tutti) un'attenzione ed umanità uniche, che difficilmente si potranno avere con altre persone.
Ti sono vicina.
__

 

 

Messaggio inviato il 07/04/2008

federica,
non puoi lasciarci, ci hai condotto per mano, ci hai supportato, ci hai appogiato, capito, hai sopportato le nostre paure, i nostri pianti, ci conosci uno per uno, conosci i nostri figli, li ami, e ci consoli nei momenti di sconforto, ci hai aiutato quando ne avevamo bisogno, hai dato la tua spalla per piangerci quando ne abbiamo sentito la necessità nn puoi lasciarci soli. hai bisogno di aiuto tu ora, e io spero di parlare a nome di tutti ti supporteremo (fammi sapere se in pratica ti posso aiutare in qualcosa) ma nn lasciarci, nn può un avvocato che nn fa il suo mestiere farci perdere la nostra federica....


nn pensare mai di nn avere fatto abbastanza, l'aiuto che ci hai dato è immenso.

ti abbraccio, spero che ti ricrederai.



s.

 

 

Messaggio inviato il 06/04/2008

Ciao Federica, inutile dirti quanto cispiace, ti siamo vicini.
Non possiamo consigliatri di fare causa all'avvocato , sarebbe un'ulteriore
beffa, ma possiamo dirti che il tuo amore e la tua capacità di infondere
sicurezza e onesta istruzione a tuo figliio, gli sarà di supporto nel suo
futuro. Un abbraccio a te da S., A. e il piccolo ___________ .

S.L.

 

 

Messaggio inviato il 06/04/2008

Ciao Federica

Comprendo il tuo rammarico per la superficialità del legale a cui ti sei
rivolta inconsapevolmente fiduciosa, ma le decisioni importanti,
qualunque esse siano, vanno sempre prese quando è passato il momento
di rabbia, anche dopo mesi non importa, ma ricorda vanno sempre prese a
mente fredda si dice da noi.
Io e mia moglie non ci potremo mai scordare quanto hai fatto per noi e
per nostro figlio, la tua presenza telefonica nel giorno
dell'operazione, la tua bacheca nei giorni prima e dopo l'intervento,
la tua attività instancabile negli anni successivi, sono stati essenziali.
Ti abbiamo conosciuto, abbiamo conosciuto la tua famiglia, siete delle
persone fantastiche, che ti fanno dire, per fortuna esistono ancora
delle persone così.
La tua rabbia è più che giustificata, ma secondo me hai fatto
moltissimo per i tuoi figli, ti sei dedicata anima e corpo a loro ,
sono dei bravissimi ragazzi, sono cresciuti con dei sani valori.
Prenditi una pausa di riflessione e decidi con calma.
Ricordati che quello che hai fatto è encomiabile, non si scorda mai.
Noi ti siamo sempre vicini.

Un bacione a te e alla tua famiglia
con tanto affetto

A_____, M______, G____ e L______

 

 

Messaggio inviato il 06/04/2008

Ciao Federica ho letto la tua dramatica lettera che hai inserito sul sito; non ho parole ed non riesco a telefonarti . Fatti forza e non abbandonarci adesso; come tu mi hai insegnato a lottare contro questi avvocati ipocriti, ed anche contro i politici che non hanno alcuna sensibilita' nei riguardi dei bambini: loro non hanno questo problema, anzi hanno altro a cui pensare a prendere voti ,ed ALLORA NON BISOGNA PIU' VOTARLI QUESTE PERSONE CHE CI CERCANO SOLO QUANDO C'E LA QUESTIONE DEL VOTO. METTILA SUL SITO QUESTA MIA EMAIL P.S. NON ABBANDONARE TUTTO QUELLO CHE HAI FATTO PER NOI. RESISTI E ANDIAMO AVANTI A LOTTARE PER I NOSTRI FIGLI.

 

 

Messaggio inviato il 06/04/2008

Federica,

ho letto la tua amarezza, ho percepito la delusione e la tua stanchezza.



Andrea, come tutti noi, non mollerà. Rimani anche tu con noi e non mollare mai. Se ogni tanto ti sentirai scivolare, aggrappati a noi con più forza....tranquilla, non cadrai.



Un abbraccio.



F.

=

 

 

Messaggio inviato il 03/04/2008

Carissimi amici,
con mio grande rammarico devo raccontare che il legale che segue la causa di mio figlio si è .."dimenticato" di fare ricorso: la causa , dopo 1 anno e 45 gg., è passata in giudicato..
Non riesco ad esprimere come mi sento, non ho potuto difendere mio figlio fino in fondo e non lo potrò più fare perchè mi è stata tolta per sempre la possibilità di lottare, di affermare il giusto, di dare una rivalsa al dolore..
Ho aiutato tante famiglie a tutelare i loro piccoli, inviando loro materiale importante che li ha portati alla vittoria giudiziaria.
Ho riposto fiducia in un legale che ha trascurato la mia causa e che ha evitato continuamente di mettersi in contatto telefonico con me, facendosi negare.
Mi sento tradita : ho riposto fiducia, ho riposto la possibilità di affermazione della verita in una persona che ha vanificato le speranza di giustizia coltivate per tanti anni.
Per tal motivo ho perduto la voglia di continuare a lottare per questa causa, di sostenere i fini che l'Associazione APOS - ONLUS persegue .
Mi farebbe piacere che qualche genitore si prendesse a cuore l'Associazione Bambini Affetti da Paralisi Ostetrica e che continuasse a seguire le storie dei bambini affetti da questa patologia, che li indirizzasse e ne seguisse le fatiche e le gioie.
Io, in questo momento, non me la sento più. Sento un gran vuoto ed anche il silenzio mi sembra un rumore insopportabile
Scusatemi
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 03/03/2008

Mia sorella di ormai __ anni ha riportato alla nascita una paralisi ostetrica molto grave al braccio sinistro, a causa della negligenza dei sanitari intervenuti al parto. i miei genitori hanno accompagnato per tanti anni presso i centri riabilitativi mia sorella con grave dispendio economico e sofferenza. abbiamo inoltre affrontato una causa civile contro la Struttura sanitaria ed i sanitari ed ottenuto il giusto risarcimento. Io e mio padre siamo entrambi avvocati e siamo diventati i più esperti in Italia per questo tipo di cause forse perchè ogni caso che affrontiamo fa riemergere la rabbia che portiamo dentro. siamo disposti a fornire consigli a tutti quei genitori che intendono intrapendere una azione di risarcimento. il nostro studio legale è a Roma il mio cell 3391113264. Noi sconsigliamo di intraprendere una causa penale contro i medici, considerata l'incertezza della pena in Italia. La miglior cosa è intraprendere una causa civile che porterà i genitori e il bambino ad ottenere il giusto risarcimento. Non le nascondo che le cause di questo tipo sono molto difficili, i medici soprattutto appartenenti a Strutture Sanitarie sono molto potenti e faranno di tutto per esimersi dalle loro responsabilità. Noi siamo affiancati da medici legali e ginecologi specializzati in responsabilità medico professionali. come studio legale chiediamo (solo per questo tipo di cause) esclusivamente le spese (circa € 1000,00) per iscrivere la causa, il cliente poi successivamente dovrà sostenere le spese del CTU medico nominato dal Tribunale. La durata di una causa è di circa 3/4 anni, il risarcimento varia a seconda del tipo di paralisi riportata dal bambino, che avrà diritto al risarcimento del danno biologico, morale e patrimoniale, inoltre anche i genitori per giurisprudenza ormai consolidata hanno diritto ad essere risarciti delle sofferenze patite e delle spese mediche presenti e future. Ogni causa è diversa dalle altre, ogni causa è una "lotta" contro il potere dei medici. Questi bambini hanno però subito un danno, danno che poteva essere evitato, preventivamente con taglio cesareo (nei casi di macrosomia fetale o in presenza di fattori di rischio nella mamma) e successivamente al momento del parto attuando delle manovre ostetriche che solo il ginecologo in presenza di una distocia di spalla può per legge eseguire. Tutto questo per superficialità non viene eseguito. I genitori devono chiedere il risarcimento per i figli entro i 10 anni di età del bambino altrimenti il diritto si prescrive. Prima della causa si può sempre provare una transazione con l'assicurazione dell'Ospedale o della Clinica con riduzione dei costi. La prima cosa da fare è comunque richiedere le Cartelle Cliniche della mamma e del bambino. Abbiamo numerose setenze sull'argomento. mi si può contattare sul cellulare 3391113264 .Vi ringrazio e buon lavoro .un saluto
laura antonini


E-Mail: antonini.laura@tiscali.it

 

 

Messaggio inviato il 26/02/2008

La mia idea nasce dalla convinzione di dover ringraziare in qualche modo il destino, che ha dato a mio figlio una capacità di recupero motorio fuori dal comune, tanto che a distanza di tre anni dalla nascita sono appena manifeste le conseguenze di una P.O. con lesione C5 e C6.
Quando è nato il mio piccolo, non potevo crederci, la mia Italia, un paese democratico, garantista cresciuto sotto la stella dell’assistenzialismo non si curava di un suo figlio nato con un dolore lancinante che ti toglie il respiro, rendendo buio quel giorno di sole che nella vita non scorderò mai.
Ero solo, con il dolore di mia moglie, che viveva il dramma di sentirsi madre incapace di partorire un figlio senza problemi e un figlio che aveva un braccio inerme, non capivo come, perché proprio a me; ho imprecato, bestemmiato un Dio che quel giorno era in vacanza abbandonandoci alla mercè di macellai-ragionieri troppo presi a far quadrare i bilanci d’Azienda piuttosto che capire che, quel cesareo chiesto a gran voce non era un capriccio di una primipara ma il grido di dolore di due genitori che si accorgono che c’è qualcosa che non va e temono per il loro piccolo.
Quella rabbia l’ho conservata gelosamente trasformandola nel tempo in voglia di cambiare il Sistema, da dove cominciare……..certo! Dalla Politica! quella sana non malata di individualismi, una politica che si faccia veramente porta voce delle esigenze del cittadino. Così, con alcuni amici, ho fondato l’Associazione “SR- Socialisti Riformisti”, che da almeno due anni opera in campo socio-politico nella speranza che l’ondata di rinnovamento che è in atto nel nostro Paese porti a voltare pagina in campo socio-sanitario, generando una classe politica più attenta e sensibile alle necessità di patologie considerate ,per logica numerica, di scarso interesse.
Nonostante il fondato sentimento di antipolitica che si diffonde in Italia, in sede locale, quindi nella città di Savona, con qualche piccola difficoltà, ho riscontrato negli amministratori e politici locali una spiccata sensibilità alle problematiche socio-sanitarie, tanto che nel mese di Novembre ho potuto partecipare, anche in rappresentanza dell’APOS a un tavolo di lavoro per la creazione nei Distretti Socio-Sanitari di “Centri Integrati”, sotto la direzione dell’Assessorato alla Promozione Sociale.
L’obiettivo dell’Associazione “SR” è quello di esprimere negli anni una grossa capacità di voti, quindi, di conseguenza, avere propri rappresentanti istituzionali che ci diano la possibilità concreta di portare avanti progetti a sfondo sociale, che possano essere tramutati grazie alla gestione politica in realtà tangibili a tutela delle famiglie che coraggiosamente crescono un bimbo diversamente abile.
Abbiamo raccolte ed espresse idee le nella proposta di realizzazione di un centro informativo e operativo che risponda ai quesiti della disabilità nella fase prenatale, infantile, adolescenziale, “centro” che dia soprattutto sostegno alle famiglie che, nell’abbandono da parte delle Istituzioni, vivono un dramma non sempre psicologicamente sostenibile.
Assieme, facciamo sentire la nostra voce, rendiamoci visibili, la Federica ha fatto una cosa splendida fondando l’APOS, quanti di noi hanno letto le lettere della bacheca del sito con gli occhi appannati dalle lacrime, trovandovi conforto, perché anche in questo dramma non siamo soli al Mondo, ci sono altri genitori come noi, altri bimbi come i nostri figli che attendono che si cambi qualcosa….facciamolo assieme, cambiamo le cose che non vanno, facciamo valere i nostri diritti dando la sveglia ai sonnecchianti Ministeri.
Grazie!
Raia Maurizio. Savona

raiamaurizio@live.it

Pubblichiamo la testimonianza di Maurizio che ha deciso di impegnarsi in politica come espressione positivamente costruttiva dell' esperienza di sofferenza che, a seguito della malattia del suo bimbo, è stato chiamato a vivere .
L'associazione APOS, pur non avendo orientamenti politici,
non può che incoraggiare chiunque abbia la capacità, la competenza, l'intelligenza e la disponibilità per impegnarsi politicamente per trovare soluzioni che siano di aiuto e di conforto per tutti coloro che sono colpiti dalla paralisi ostetrica .
Grazie, Maurizio, seguiremo con attenzione e sosterremo, se saremo capaci, i tuoi passi.
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 06/02/2008

sono una ormai signora di 43 anni. sono nata il __-__-65 con parto normale dopo circa 20 ore di travaglio.la mia storia di handicappata l'ho sempre sentita raccontare da mia madre ....il parto si presentava normale per una gravidanza a termine ma dopo circa 20 ore di travaglio l'ostetrica a pensato bene di chiamare un dottore perchè quella signora da stamattina che urla non ce la fa più, il medico entra in sala travaglio vestito in smoking perchè stava andando ad una festa si infila ila camice e visita la donna e si accorge che la bambina è seduta , un parto podalico direbbero oggi ma forse si diceva cosi anche allora solo che nessuno aveva capito .
il feto è sofferente ,la mamma non collabora più e non c'è più tempo nemmeno per un cesareo di urgenza siamo in una clinica di periferia, il dottore si arrabbia e grida cerchiamo almeno di salvare la madre, attraversa una pratica gira il feto definito morto e lo tira praticamente fuori ,è cianotico e irriconoscibile, rianimano la mamma e la piccola cioè io vengo posta sotto l'acqua per essere pulita, emetto un lieve vagito che fa accorrere il medico e finalmente dicono a mia madre che forse ce l'ho fatta.vengo messa in incubatrtice per la gioia di papaà che attende da troppo tempo cuori notizie, ma nessun si accorge che non muovo il braccino destro , se ne accorge papà due giorni dopo quando mi prende in braccio ma quando lo fa notare alla suora che accudiva le partorienti gli dice non è niente , me lo legano con una spilla al camicino e dicono a mamma di farmi i massaggi con il borotalco!!!!
oggi ho 43 anni e solo all'età di 18 anni mi è stata riconosciuta un invalidità che mi è servita solo per sentirmi diversa dagli altri, i medici che mi hanno visitato mi hanno sempre detto che sono fortunata perchè con quello che ho avuto potevo rimanere anche un po ritardata di mente, io so solo che vorrei anche se solo per un giorno alzare tutte e due le braccia al cielo. in casa mi hanno sempre trattato come una persona normale ma questa cosa mi ha penalizzato sto soffrendo più ora per questa differenza che quando ero piccina. grazie per avermi dato la possibilità di raccontarmi non l'ho mai fatto.

Ti ringrazio molto per il coraggio che mostri attraverso le tue parole; penso che la tua vita sia una cosa preziosa che ti fa essere testimone della fatica del vivere con la paralisi ostetrica ma anche della tenacia e della volontà di voler andare avanti. La tua storia è segno per noi di speranza, di voglia di lottare, nonostante la percezione della diversità che ti fa star male. Certo si è diversi...ma tutti si è diversi, con storie differenti, fatte di drammi ma al tempo stesso di conquiste. Non smettere di guardare avanti, di tener desta la percezione di una diversità che ha caratterizzato la tua vita spingendoti ogni giorno a vivere intensamente nella ricerca di un disegno positivo. Io lo vedo.. sei tu..
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 26/01/2008

ciao,
sono una ragazza di 19 anni di P. che ha vissuto in prima persona questa"esperienza".19 anni fa questo problema non era molto conosciuto ,forse perchè era ed è considerato una vergogna da parte dei dottori e quindi si tendeva a nascondere questi problemi che sono tutt'ora inconcepibili. La mia paralisi riguarda il braccio sinistro,era una paralisi totale.Come ho detto quando sono nata non era molto conosciuta e gli interventi che potevano essere fatti davano pochissime possibilità di miglioramenti.I miei genitori hanno iniziato a girare ospedali su ospedali per sentire i vari pareri;non si sono solo fermati in italia ma mi hanno portato anche all'estero come Zurigo,Norimberga e infine Marsiglia.è proprio qui dove ho iniziato una vera e propria fisioterapia durata per ben 9 anni.Mi recavo 2/3 volte l'anno la nel centro ma il lavoro più importante l'ho svolto a casa,facendo tantissima ginnastica,portando apparecchi notte e giorno e facendo tanto nuoto che praticavo già da quando ero nata.Successivamente all'età di nove anni il dottore decise che era meglio praticare la danza...e cosi fino a quest'estate ho fatto danza moderna e classica.Ho fatto ginnastica fino all'età di 15 anni anche perchè quello che avevo raggiunto era già il massimo.Sono una delle poche che ha riacquistato in parte l'uso del braccio attraverso la fisioterapia.Ormai effettuare interventi a quest'età è troppo tardi risulterebbero interventi solo per migliorare l'aspetto estetico che da un mio punto di vista sono inutili.Quello che voglio dire a voi genitori di stare vicino ai vostri bambini soprattutto dal punto di vista psicologico perchè in fondo la parte che aiuta veramente a continuare a lottare, a non considerare gli sguardi degli altri che ti fissano però non hanno il coraggio di chiederti qualcosa,ma in particolare ti aiuta a vivere come tutti gli altri.Voi genitori vi concentrate troppo sul problema fisico perchè è quello che si nota al primo sguardo ma se guardate meglio i vostri bambini nei loro occhioni vi accorgete che il vero problema è un altro.Questa è l'unica cosa della quale incolpo i miei genitori e a volta mi sento cattiva perchè gli rinfaccio di aver fatto sempre quello che dicevano i dottori trascurando come io mi potessi sentire.Soltanto grazie alla forza di volontà si può davvero migliorare.l'anno scorso ho preso la patente e riesco a guidare macchine normali senza nessuna modifica ;certo all'inizio avevo difficoltà a mettere le frecce ma con esercizio questo problema ora non c'è più.Sono una ragazza indipendente in tutto perchè ormai mi sono abituata a vivere cosi...lasciate i vostri figli che imparino a convivere con questo problema, non nascondeteli ma soprattutto non dovete farli vergognare di quello che sono perchè se dio ci ha fatti tutti uguali vuol dire che se ci ha tolto qualcosa dall'aspetto fisico sicuramente questo qualcosa si troverà dentro di noi.GRAZIE,ara

Carissima amica,
ti ringrazio di essere intervenuta sulla nostra bacheca; le tue parole,nel leggere l'intensità della tua vita e delle tue conquiste,ci confortano e ci auguriamo di poter vedere i nostri figli al volante.
Non credo che i genitori non siano attenti a tutti gli aspetti anche a quelli psicologici; anzi io come altri guardiamo alla reltà dei nostri bambini come ad un sentiero pieno di segnali da scorgere, da seguire o meno, spesso da interpretare, per intraprendere insieme la strada migliore, in tutti i sensi; spesso scegliamo percorsi diversi per i nostri bimbi per evitare loro soffrenze inutili o per posticiparle in modo che si sia più forti più capaci di sopportarle.
In ogni caso ogni sforzo per migliorare la funzionalità porterà in se una capacità di movimento in più ed uno stress psicologico in meno. La ricerca della c.d. "guarigione" va in questa direzione. Poi uno fa quello che riesce.. e ti dico questo perchè mi rendo conto che come madre, a volte di più di ciò che faccio non so proprio fare e spesso davanti al mondo, .. mi devo arrendere, devo mediare. Mi piacerebbe avere un mondo fatto di gente comprensiva ed intelligente. Non è così: si deve sempre affermare che si vale, che si è persona piena di risorse e di ricchezze.Ed è proprio come dici tu ..nulla è tolto senza che sia reso centuplicato, in umanità in intelligenza , in fortezza : questo è ciò che percepisco quando guardo mio figlio ed è anche quello che sento leggendo le tue parole.
Ciao
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 16/01/2008

Ciao Federica,
questa mattina siam stati da Raimondi : la opera.
La rivede a Febbraio ma poi ai primi di marzo la opera.
Oggi sono a meta' tra la speranza di vederla gia guarita (anche se so che
l'iter e' lungo) e la tristezza di vedere la mia piccola sotto i ferri.....
Per te sara un ricordo lontano, ma ti prego, dimmi come l'hai affrontato e
quanto ci ha messo il tuo bimbo a riprendersi.

Grazie.
A presto.
B.

Ciao B.,
allora senti siete andati da tutti coloro che vi potevano consigliare bene...ciò vi consente di valutare tutti gli aspetti.
Lo so che è molto forte pensare al proprio figlio in sala operatoria così piccolo.
Ma ti invito a considerare che ora sembra una cosa da poco quel
braccino che non si muove perchè ci siete voi e non ha bisogno d'altro.
Ma tu devi proiettare tutto nel fututo e vedere le cose in prospettiva perchè la verità è che senza questo intervento la sua vita sarà molto condizionata, più di quello che è adesso.
Quando comincerà a giocare e prenderà i giochi con tutte due le mani ti renderai conto della necessità della scelta fatta .
Senza questa operazione non potrebbe abbracciare bene la sua mamma ed il suo papà, la sua bambola preferita, guidare il triciclo con disinvoltura, sicura nella presa oppure mettersi il suo cappello preferito.
Tieni conto che l'intervento di innesto è un pò più lungo perchè è fatto in microchirurgia e quindi ha dei tempi più lunghi sia di preparazione operatoria che post operatoria in quanto sono bimbi piccoli che seguono sino al completo risveglio.
Andrea dopo il primo intervento di innesto del nervo
non lo hanno messo in camera ma lo hanno tenuto in osservazione sedato.
Il secondo intervento è avvenuto a tre anni: è stato più breve ma lui era già più grande ed è uscito dalla sala operatoria sveglio e incazzatissimo.
Per fortuna gli avevo preparato una macchinina nuova da dargli che ha subito afferrato arrabbiato ed ha tenuto per un pò.
La paura non ti lascerà perchè sei la sua mamma e non riesci ad accettare la sua sofferenza; ma guarda la cosa con oggettività : è necessario farlo pechè
migliori la funzionalità, perchè possa essere indipendente e serena nel corso della sua vita.
In ogni caso dopo aver tolto il gesso o tutore il braccio sembra aver perso tutta la mobilità che aveva preso ma è solo una perdita temporanea nel giro di 7/10 giorni riacquista con la fisio la mobilità precedente e si accorge di poter fare di più , sempre di più.
Lo so che sembra una montagna , ma ..passo dopo passo si sale e si scavalca, così, insieme...mano nella mano...

Se ti fa piacere il mio n. è 3408963170
Ciao
Vi sono vicina.
a presto
Federica Gismondi

 

 

Messaggio inviato il 26/12/2007

Ciao Maurizio, hai ragione, dobbiamo fare qualcosa...
Vorrei sapere a distanza di 3 anni come va il braccino del tuo bimbo. Io sono una mamma a cui e' capitato solo 2 mesi e 1/2 fa, lesone C5/6/7.
Grazie. Buone feste a tutti. B.

RISPONDE MAURIZIO che consente di pubblicare il suo indirizzo di posta elettronica : marofra@alice.it

Ciao B., sono lieto che tu abbia scritto, vorrei che in un prossimo futuro si sollevassero tutte le nostre voci per far valere i diritti dei nostri figli e per far riconoscere loro nuovi diritti che siano meno generici e più personalizzati, diritti che s’integrino con le esigenze della patologia che li colpisce e li rende comunque diversi, assuefatti ad una fisioterapia che non li lascerà mai.

Un Angelo è pur sempre un Angelo anche se ha un’ala danneggiata da un Diavolo in camice bianco che per la troppa convinzione di sapere gli ha invaso il futuro di termini medici che non avrebbe mai voluto incontrare; è la convinzione dell’innocenza del mio piccolo angelo che mi porta a non arrendermi a non fermare la mia mente con la certezza che non vi è soddisfazione nella sola positiva risoluzione del proprio caso, se altri ed altri ancora ne sorgono giorno per giorno e nessuno fa niente per cambiare l’immobilismo che caratterizza la nostra politica Socio-Sanitaria Nazionale.

Il mio tempo libero lo dedico volentieri a fare qualcosa…..quello che posso….per aiutarci, così forse ripago in parte il destino che da un lato mi ha tolto tanto, ma dall’altro mi ha dato uno splendido figlio che ha dimostrato un’immensa capacità di recupero tanto che, dopo tre anni di fisioterapia l’unico segno tangibile della P.O. è un lieve scollamento della scapola.

Cara B. la tua bimba è molto piccola, so benissimo che la vostra mente è stretta nella morsa delle domande, so bene che ogni mattino ci si sveglia con l’amaro in bocca e fa paura pensare al futuro….. come sarà in futuro…?

Non disperate nei dubbi, vedrete che anche la vostra piccola con la tenacia e la forza di un guerriero recupererà al meglio quello che sprovveduti e negligenti operatori sanitari le hanno tolto.



Se tutto va bene per il 2008 organizzeremo a Savona il Convegno Nazionale APOS, mi auguro che possiate essere presenti.

 

 

Messaggio inviato il 17/12/2007

Ciao a tutti sono Maurizio, il papà di F. nato a .... nel .... del 200_; dopo un parto difficile e male assistito da parte degli operatori sanitari presenti viene alla luce mio figlio riportando lesione del Plesso Brachiale di C5 e C6 del braccio SX, e qui comincia il calvario tra esami specialistici e lacrime, poi in fine la presa di coscienza del dramma che ci aveva travolto sconvolgendo i nostri progetti.
Adesso dopo tre anni mi rendo conto di quanto mi sia servito il sito sul quale sto scrivendo e di quanto la mia storia sia simile a tante altre forse troppe altre, e mi viene da pensare che probabilmente è il caso di unire le nostre forze, le nostre idee e le nostre esperienze e provare a cambiare qualcosa, perché se il comune denominatore di tutte le nostre storie è il menefreghismo e pressappochismo degli operatori sanitari che in coscienza pur sapendo di aver commesso un danno irreparabile al neonato minimizzano l’evento riducendolo ad un piccolo incidente recuperabile in poco tempo, forse c’è veramente qualcosa che non funziona e non solo nella coscienza degli uomini ma nello stesso sistema Sanitario che dovrebbe tutelare sempre l’assistito e non abbandonarlo mai neanche quando il male è generato da un errore di chi il male dovrebbe curarlo.
Tocca a noi genitori far sì che in futuro altre famiglie non si trovino a gestire il dramma della Paralisi Ostetrica nella nebbia artificiale creata dalla struttura sanitaria dove il bimbo è venuto alla luce, per questo sosteniamo l’Associazione con le nostre idee, facciamo in modo che le nostre idee diventino progetti e poi realtà tangibili a tutela di chi come noi sa cosa vuol dire sentirsi soli e abbandonati…….Collaborando aiutiamo i nostri figli.

 

 

Messaggio inviato il 04/12/2007

Ciao, sono M., il padre di ..., nata da 50 giorni, affetta da paresi ostetrica. Mia figlia e nata con un evidente blocco, ed il pediatra dell'ospedale presente in sala parto si è subito accorto immediatamente del problema. Noi genitori la teniamo molto sotto controllo e ci siamo resi conto che ha avuto un miglioramento notevole : da un deficit quasi totale, ora alza il braccio, ed ha forza nella mano; inizia a piegare il gomito portandolo al petto;in riposo tende a ruotare la mano e l'avanbraccio verso l'interno e questo un pò spaventa.L'ortopedico a rilevato un grande miglioramento, ed ha quindi prescritto la fisioterapia. Speriamo e preghiamo che tutto si risolva Un grande augurio a tutti. E' propio vero, i figli sono la molla della vita.
P.

Caro M. mi fa piacere che il medico abbia rilevato subito il problema; tieni conto che il trauma da parto lo provoca chi fa la manovra sul bambino per aiutarlo ad uscire, cioè non se lo fa da solo e non glielo provoca neppurela mamma che stà partorendo. Da ciò che mi racconti sembra che vada tutto per il meglio, tuttavia ti invito per maggior sicurezza a far vedere la piccolina a chi ha molta esperienza in questi traumi e che può rassicurarti sulle condizioni di recupero future. Non vi fermate al primo confronto: verificate ed aprofondite, cercando il meglio per la cura della vostra piccolina, non vi accontentate . Fate un passaggio in più, non sarà tempo perso,avrete più certezze e sarete più liberi .
Vi auguro ogni bene.
Federica

 

 

Messaggio inviato il 29/11/2007

Ciao a tutti, eccomi, sono un'altra mamma che attraversa come voi questo incubo... ad ... e' nata la mia bimba e siam stati dimessi dall'ospedale senza ricevere alcuna spiegazione in merito alla paralisi ostetrica del braccio dx subita dalla ns bambina, "e' solo uno stiramento, avendo gia' avuto la sua sorellina una frattura alla clavicola durante il parto sapete che nn e' nulla, anzi, questo e' SOLO uno stiramento".
Ok, ci siam detti, non e' nulla. Invece torni a casa ed inserisci quelle parole nel PC "stiramento del plesso brachiale"e ti si apre una realta' alla quale non puoi credere xe' nessuno dei pediatri, dottori, ginecologi, ostetriche dell'ospedale te ne aveva parlato in questi termini.
Ora grazie al vs sito ho preso contatti con un paio di specialisti che mi han prognosticato una possibile operazione a .... se nn c sara' recupero. Cmq stiamo facendo fisio ... volte la settimana.
Ci siam sentiti davvero presi in giro e vorrei che questo non accadesse a nessun altro bambino, vorrei che se capita l'errore umano i medici lo ammettano x il bene delle famiglie, x indirizzarli sul da farsi, x far capire loro che devono agire subito. Per questo vorrei ....andare fino in fondo, anche se in questo momento le mie energie sono tutte indirizzate verso la "guarigione" del mio angelo.
Vi ringrazio tantissimo. B.

 

 

Messaggio inviato il 19/11/2007

Raccolgo l’invito di Federica sperando di non annoiare nessuno e cercando di dare coraggio a tutti quei genitori che sono chiamati a contribuire in maniera determinante, con le loro azioni e il loro atteggiamento mentale, a fare di questo bambini, nonostante le loro limitazioni, degli Uomini e delle Donne “speciali”.

Ho avuto dei genitori splendidi. Specie mia madre, mai arresa nonostante le innumerevoli diagnosi sfavorevoli che mi davano poche settimane di vita, le tante crisi respiratorie (per blocco del diaframma) una delle quali ha portato addirittura mio padre a battezzarmi sotto il rubinetto della cucina. Non alzo il braccio destro oltre i 20 gradi in nessuna direzione (ma se mi aggrappo a qualcosa, non mollo facilmente), mi manca la pronosupinazione e la completa estensione del gomito ma non ho mai visto lacrime nei loro giorni passati tra visite e fisioterapia fino a quando per la prima volta all’età di otto anni, riemergendo dopo venticinque metri fatti in apnea in piscina e con tutti che mi battevano le mani, ho guardato mia madre e l’ho vista piangere, capendo quanto profondamente mi amasse. Ricordo la fisioterapia con mio padre sul tavolo da pranzo fino a quando non ce l’ha più fatta a contrastare la mia forza e il suo abbraccio quando ragazzino corsi la mia prima “maratonina”. Ripenso alle carrucole fissate alle scaffalature di casa con i pesi, i muri crepati e gli infissi rovinati della porta della mia cameretta quando decisi di mettere una barra d’acciaio entro porta per esercitarmi con le trazioni. Sono stato fortunato. Non sono mai stato trattato da disabile, ho preso sempre le mie dosi di sgridate e scapaccioni e sono arrivato a fare cose che neanche i medici pensavano (e alcuni pensano ancora) potessi fare. Mamma e papà mi hanno trasmesso grinta e voglia di vivere. Mi piace giocare a calcio: ho cercato di giocare in porta ma prendevo troppi goals sul lato destro, allora sono passato a fare il terzino e anche se i miei compagni di squadra non mi fanno battere i falli laterali (ovviamente non ci riesco) corro veloce e vanno a prendere tutti i cross che gli faccio per farli segnare. Ho iniziato a nuotare a 2 anni e ho conseguito tutti e 4 i brevetti (magari quello di delfino me lo hanno un po’ regalato) e ho salvato un bambino in mare. Un medico tempo fa mi chiese se avevo la patente: non solo ho la patente ma ho guidato per nove giorni una moto in fuoristrada in Tunisia. Ed ora passiamo ai lati negativi: vabbè, dei lampadari ho già parlato, la testa me la lavo con una mano sola, se devo attaccare un quadro prima devo “arrampicare” il braccio destro per reggere il chiodo. Non potrò mai giocare a pallavolo….. Cosa sono queste cose di fronte a quello che la vita è in grado di regalare? Cari mamme e papà, non arrendetevi mai e contribuite, con il vostro atteggiamento, a formare un carattere nei vostri bambini che sarà molto più utile di un braccio per superare le difficoltà della vita.
Noi bambini colpiti dalla paralisi ostetrica siamo diversi: abbiamo qualcosa in più.
Oggi ringrazio i miei genitori per averlo capito e per avermi fatto diventare un Uomo.
Un abbraccio a tutti.

 

 

Messaggio inviato il 16/11/2007

Ho letto l'ultima lettera e ho rivisto la mia storia. Poche speranze di vita, probabili danni cerebrali, impossibilità di condurre una vita normale...., i miei genitori disperati....ho sì il braccio destro più debole del sinistro ma dall'età di due anni che faccio sport: nuoto, sci, calcio e tanta palestra. Mi avevano pronosticato una vita da disbile. L'anno scorso sono arrivato e tornato da Damasco in moto. L'unico problema è che non riesco ad avvitare le lampadine sui lampadari...pazienza, accendo la piantana!
Forza!!!!!

GRAZIE, SEI FORTE, SCRIVICI ANCORA E RACCONTACI COME SI DIVENTA GRANDI NONOSTANTE IL DOLORE , LA FATICA, NONOSTANTE LA PARALISI OSTETRICA!. FEDERICA

 

 

Messaggio inviato il 19/10/2007

il __ ________ 2007 è nato il mio bimbo a cui hanno provocato una paralisi ostretica piu frattura.
Abbiamo iniziato la fisioterapia al 28 giorno, prima perchè gli ortopedici dello ospedale lo hanno sconsigliato data la frattura e poi perchè nel paese in cui vivo i centri di fisioterapia specifici sono a circa 150 km da me. Per trovare chi ci facesse la fisioterapia è stato un incubo e molto arduo Ora abbiamo trovato una fisioterapista che ci segue dopo aver fatto la visita da una fisiatra del ________di Napoli. Domani andiamo a ______ a visita da uno specialista del Gaslini.
Ho scoperto questo sito solo in questi giorni: anche noi come gli altri siamo stati dimessi dall'ospedale con grande facilità senza che ci informassero seriamente su come stavano le cose. Addirittura ci hanno consigliato di trovare l' ortopedico neonatale nella mia asl (paese sperduto della provincia di ______). E posso dire in tutta tranquillità che c'è stato un comportamento negligente da parte della struttura anche al momento del parto.
E' inutile dirvi che sono angosciata, speriamo bene per tutti noi
C. M

Carissimi non vi perdete d'animo: fate le cose con attenzione senza disperare, pensate a restare calmi ed a trasmettere al bambino tranquillità; la paralisi ostetrica anche nei casi più gravi non toglie ai nostri bambini la possibilità di diventare persone grandi e dalle enormi possibilità.Adesso cercate un ortopedico bravo ( vedete anche il nostro sito );attualmente i medici con grande esperienza in questa specialità sono pochi Fate però riferimento ai centri specializzati . Ricordate che la fisioterapia è importante e deve essere fatta ogni giorno anche da voi, come una cura più amorevole della normate attenzione che si presta ad un bimbino, come una dimensione affettuosa e necessariamente attiva verso di lui .
Vi seguiamo e vi siamo vicini tutti, non abbiate paura e perseverate : avrete grandi risultati.
Federica

risposta di S

Ciao C., mi chiamo S.e sono di C.. Ho ricevuto il tuo appello per il tramite della Dott.ssa Gismondi Federica e voglio dirti che capisco pienamente il tuo sconforto. Tale stato d'animo ha attanagliato tutti noi che abbiamo vissuto in prima persona questo momento, questa fatalità che ci è piovuta addosso e di cui appena accaduto non riusciamo a trovare la strada per uscirne. Ho uno stupendo angelo di __ anni compiuti e il __ _____ del 199_ ci siamo trovati nel tuo stesso identico stato ( frattura a parte ) . Paralisi totale arto superiore dx. Mi sono rivolto alla locale ASL ma senza risultati se non il riscontro di una totale incompetenza. Mi sono affidato immediatamente ( la piccola aveva appena 20 giorni ) al centro S. S. di C. ove mi prenotarono una visita all'Ospedaletto ______ di ______. Ricovero della bambina per tre mesi durante i quali la sua mamma dovette chiudere la sua attività per starle vicino e durante i quali venimmo in contatto per il tramite di questa struttra sanitaria con una persona che ci ridiede un fascio di luce in un tunnel buio. Ci segnalarono un neurochirugo il prof Maurizio Petrolati della clinica di microchirurgia del braccio e della mano di Legnano. Questi senza illuderci ci palesò la gravità del fatto : una sola radice ancora attiva due avulse al' interno della colonna vertebrale (e pertano irrimendiabilmente perse) e tre compromesse. Ci illustrò quale potesse essere il rimedio : Intervento chiururgico per trapianto dei nervi compromessi. Disorienati più che mai e timorosi di un intervento sul nostro cucciolo, ma timorosi che il non far nulla sarebbe stato peggio ci affidammo a lui. Fu la scelta giusta . Oggi il mio angelo usa il braccio per il 65 - 70 % della sua funzionalità granzie anche alle terapiste dell'ex Centro S. _______ che l'hanno seguita non solo fisicamente ma anche psicologicamente dandole una tranquillità ed una serenità insperate. Oggi sono felice insieme con lei che è cosciente ma ha accettato ciò che ha.
Perchè ti ho scritto la mia storia? ( Federica già la conosceva- condividiamo tutti la stessa esperienza) ..... Per dirti che condivido quello che stai passando e che dalla mia esperienza posso comunicarti anzi comunicarvi la mia solidairetà . Mi sono rivolto anche io negli ultimi anni a personale del Gaslini e capisco che comunque è lontano . Le terapiste che hanno seguito la mia piccola hanno anche loro incontrato il personale del Gaslini in più di una circostanza presso l' ospedale MEYER di Firenze dove opera una equipe di fisioterapisti guidati dalla dot.ssa Davidson che hanno prestato particolare attenzione a questo tipo di problematica. Sono tutti punti di riferimento validi ( se vorrai metterti in contatto con me o con le nostre terapiste mandami una mail e ti darò i recapiti) ma e sottolineo ma le cose principali da capire in questo momento sono due :
1) le paralisi ostetriche non sono tutte uguali e pertanto è importante avere la diagnosi giusta sulla gravità delle lesioni;
2) non perdere un giorno perchè tutto ciò che farai nei primi sei mesi sarà quello che potrà dare o meno un valido aiuto al tuo bambino
3) sii forte perchè siamo in tanti a condividere la vita di genitori che hanno affianco angeli speciali come i nostri - speciali perchè tali sono -
Ciao C. - Ciao Federica
P.s. x Federica ....... Mi avevi promesso di farmi un riassunto sul convegno.... aspetto tue notizie. S.

 

 

Messaggio inviato il 12/10/2007

Buongiorno a tutti,
mi chiamo S., ho 25 anni e anch'io sono affetta da paralisi ostetrica al braccio sinistro. Vorrei tranquillizzare genitori e figli, i miglioramenti negli anni ci sono e si vedono:)) Ricordo ancora alle elementari e all'asilo il problema era evidentissimo, adesso invece è diventato quasi come l'altro (quasi perchè manca l'estensione totale) e all'occhio non si vede assolutamente.
Da bimba ero iscritta a ginnastica artistica, recitazione, pianoforte.. mi sono sempre sentita amata e coccolata da tutti e quando i bambini mi chiedevano del mio braccio rispondevo con orgoglio:"E' speciale, me l'hanno rotto quando sono nata, ma i dottori dicono che si aggiusta presto..." oppure li chiamavo e facevo vedere come riuscivo a fare il ponte con una mano, o la ruota sempre con una mano :))..... Non ho ne' rancori ne' rimpianti, e forse non ci crederete ma se dovessi rinascere rinascerei ancora cosi, con lo stesso problema, quel dottore alla nascita mi ha tolto quel poco che è servito ad avere tanto dalla vita...
ho aperto un blog è in costruzione ma se vi va dategli un'occhiata :) http://paralisiostetrica.blogspot.com/

Un saluto a tutti!
S.

 

 

Messaggio inviato il 17/09/2007

Sono M,mamma di Y.di cinque anni e di Z. di tre.
Nella vita lavoro come operatore presso una struttura della nostra ... in un gruppo di disabili adulti. Anche il mio bambino più grande è uno dei casi di paralisi ostetrica. Quando ero incinta di lui,vista la mia professione ho eseguito tutti gli accertamenti possibili per escludere qualsiasi forma di disabilità. Ma ho preso un biglietto per l’Italia e mi sono ritrovata in Olanda… il mio Y. è da considerare un miracolato, me l’avevano messa molto ma molto male… non recupererà mai più la funzionalità del braccio, è possibile che ci sia un ritardo intellettivo vista l’anossia cerebrale,etc. Fin dai primi giorni di vita,dopo essere stato dimesso dalla patologia neonatale,abbiamo seguito cicli di fisioterapia quotidiani ..e poi il "miracolo". All’età di sei sette mesi ha iniziato la sua strada verso il successo . Ha iniziato a muovere il braccio,dapprima in maniera poco evidente e poi giorno dopo giorno ha iniziato a migliorare in maniera sempre più evidente .Nonostante sia ancora in difficoltà riesce comunque a vivere normalmente. Con l’avanzare dell’età si notano maggiormente le limitazioni,ma nessuno si accorge della sua patologia se non lo faccio notare. A livello psicologico sono ancora molto scossa e penso che il vero trauma da parto alla fine lo abbiamo preso tutti e due...e sopratutto io perchè lui al momento dice solo che il suo braccino è solo un pò più debole dell'altro...nonostante siano passati cinque anni ancora adesso mi ritrovo spesso a piangere ma per fortuna lui è molto sereno...Adesso sto intentando una causa legale contro l'ospedale. So di non avere sbagliato nulla ma so anche che qualcuno ha sbagliato e ha infranto il nostro sogno..è giusto che se ne assumano la colpa...anche solo per avere la soddisfazione morale...ho letto che sono stati fatti dei convegni.. nelle prossime edizioni vorrei esserci anch'io!!contattatemi,grazie. In ogni caso adesso che so della vostra esistenza vi leggerò spesso!!

Carissima M. , racconti una parte delle mia stessa storia perché, io come tutti i genitori, conosciuti attraverso l'associazione , abbiamo vissuto il parto come una pesantissima esperienza e riviviamo questa sofferenza continuamente; avere un figlio con problemi di salute così importanti sembra una cosa più grande di noi… eppure hai visto con i tuoi occhi: ce l’avete fatta!
Anch’io come te passo giornate buie e mi domano “perché?”, perché a mio figlio , perché a me.
Non ho risposte da offrirti , vedo però la vita del mio bambino costellata di piccoli –grandi miracoli, di cose che non si riescono a raccontare, che si percepiscono come preziose, nascoste ricchezze.
Spesso mi accade di pensare ai sogni di cristallo di mio figlio, così coraggiosi e fragili, come quelo di fare il pilota da grande, e non sai quante lacrime invisibili verso, lacrime che solo gli angeli possono portare via.
Ma io lo aiuterò ...come potrò, come riuscirò, e gli starò accanto.
Non ho risposte .. solo la forza di lottare…e la speranza, che mi permette di sfidare l'oggettività della realtà.

Io ti aspetto al Convegno sabato 29 settembre ad Alessandria, scarica il modulo ed iscriviti; questo è il 2° convegno; il 1° è stato 2 anni fa, ed è molto impegnativo organizzarli; non so quando ne faremo un altro .
A presto
Federica

 

 

Messaggio inviato il 23/07/2007

ciao mi chiamo I. e sono la mamma di f. 3 anni p.o. sx in trattamento con fkt e nuoto. per curiosità ho letto di voi in internet e sono rimasta sconcertata ! tutte le madri si fanno le mie stesse domande combattono con tribunali e forse si disperano in silenzio quando i propri figli non riescono a togliersi la maglietta!mia figlia è serena ma ora mi chiedo se potrei fare di più portarla ad un livello superiore. non mi illudo nel miraggio della spalla "come se non fosse successo niente".
ancora ora non riesco a capire che cosa mai sia potuto succedere.primipara travaglio brevissimo feto di appena 3,050 kg..... e poi l'inganno dei medici e del neonatologo " é solo uno stiramento in 15 giorni passerà" ed intanto cominciava la fkt a cinque giorni di vita.volete sapere l'ironia della sorte ? anche mio padre ne era affetto e mio fratello è stato in cura al gaslini tanti anni x una asfissia neonatale.
io vorrei sapere perchè lo stato non tutela le donne perchè deve essere il ginecologo a decidere x noi .vorrei tanto dare a mia figlia un fratello o una sorella ma la paura mi congela.
ora che so che ci siete mi sento rincuorata forse tutti i dubbi che ancora ho stanno per sciogliersi.

Carissima I. io sono la mamma di Andrea, terzo figlio, ed il mio doveva essere il parto più facile …peccato che non si fossero accorti che lui era di Kg.4800; tuttavia nascono bambini anche di 5 Kg. senza alcun problema; il punto è che gli uomini sbagliano, ma solo le persone vere hanno il coraggio di parlare e cercano di recuperare ciò che per incapacità, per errore possono avere compiuto, rovinando la vita di una mamma e del suo bambino.
Io ho interrotto gli studi ed ho cominciato a seguire tutti gli istanti di mio figlio imparando giorno dopo giorno ad essere paziente ed a non smettere di lottare, con tenacia, resistenza , sofferenza …senza perdermi d’animo.
Io ti posso solo dire che tutto ciò che tu fai per la tua piccolina ha un valore grandissimo, anche se spesso lo vedono solo gli angeli.. nel tempo potrai vedere con chiarezza i risultati ed in parte la serenità di tua figlia è la prima grande vittoria a fronte di un così grave evento; di fatto state già vincendo.
Ti consiglio di seguire le strade che già conosci come quella del Gaslini dove lavora uno degli specialisti migliori che si occupano di questa patologia.
Vedi la storia di ogni persona è fatta di tanti segni..pensa che quando ero universitaria facevo volontariato in una casa di accoglienza dei parenti dei bambini che venivano curati al Gaslini,e si può dire che, insieme a tanti amici , sono stata una dei fondatori di questa casa che si trova proprio dietro il Gaslini; e poi.. così… mi sono trovata esattamente dall’altra parte della barricata.
Uno potrebbe dire che la vita è strana , ma io credo che quell’esperienza mi abbia preparato ad affrontare il mio destino, mi abbia fornito in qualche modo gli strumenti, la forza d’animo, la capacità di sperare.
Fai tesoro della tua storia, hai un compito importante.
Per la cronaca: Andrea adesso ha 12 anni, fa solo fisio di mantenimento, perché dopo 2 grossi interventi più di così non migliorerà, però è proprio un bel tipo e penso che diventerà una bella persona; io mi sono laureata con una tesi in diritto sanitario sulla responsabilità della amministrazione ospedaliera come prevenzione e gestione del rischio clinico, ed ho messo nella tesi 10 anni di esperienza negli enti ospedalieri italiani e stranieri che io e Andrea abbiamo frequentato.
Non mollare: ti siamo vicini, io e tutti i genitori di quei bambini splendidi che ogni giorno vivono con coraggio cercando il senso della loro storia.

Federica

 

 

Messaggio inviato il 13/06/2007

Carissima M.A.
mi fa davvero piacere sapere che la tua piccolina affronti solo il secondo tipo di intervento ; ciò significa che avrà miglioramenti notevoli con questa operazione.Credo che solo medici specializzati e di grande esperienza e professionalità, come il medico che hai contattato, possano dare risposte certe ed adeguate, offrendoti delle soluzioni terapeutiche per ottenere miglioramenti fun zionali.
Per quanto riguarda gli aspetti giudiziari vorrei dire alcune cose:
- l'OMS, organizzazione mondiale della sanità gia dal 2002 ha raccomandato il cesareo quando il nascituro abbia un peso approssimativo oltre i Kg. 3.500.
E’ bene ricordare che la valutazioe clinica della madre è di fondamentale importanza nella scelta tra parto naturale e parto cesareo ed include la valutazione di molti fattori inerenti la condizione della madre
- La letteratura medica ed intendo qualsiasi testo di ostetricia, di ortopedia infantile/neonatale, di neurologia neonatale, afferma e lo dichiara come un dato assodato che la paralisi da parto è dovuta ad una manovra errata del personale medico .
- mi preme fare alcune osservazioni in termini giuridici:
innanzitutto bisogna dire che la Corte di Cassazione ha costantemente inquadrato la responsabilità dell’ente ospedaliero nella responsabilità contrattuale, sul rilievo che l’accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto ( Cass. 1 settembre 1999, n. 9198; Cass. 11 marzo 2002, n. 3492; 14 luglio 2003, n. 11001;21 luglio 2003, n. 11316, in motiv.).

Ciò significa che l’obbligazione del medico dipendete dall’ente ospedaliero “nei confronti del paziente”, sottolinea la Corte, “ancorché non fondata sul contratto, ma sul contatto sociale, ha natura contrattuale” (Cass. 22 dicembre 1999, n. 589).

Per tale motivo la responsabilità sia del medico sia dell’ente ospedaliero per inesatto adempimento della prestazione ha natura contrattuale ed è quella tipica del professionista, con la conseguenza che trovano applicazione:
- il regime proprio di questo tipo di responsabilità quanto alla ripartizione dell’onere della prova e
- i principi delle obbligazioni da contratto d’opera intellettuale professionale relativamente alla diligenza e al grado della colpa.

Poiché si tratta di obbligazioni inerenti all’esercizio di attività professionali, la diligenza nell’adempimento deve valutarsi, a norma dell’art. 1176, secondo comma, con riguardo alla natura dell’attività esercitata.

L’art. 2236 c.c.dispone poi che se la prestazione implica la soluzione di problemi di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo e colpa grave.

Cosicchè gli artt. 1176 e 2236 c.c. esprimono l’unitario concetto secondo cui il grado di diligenza deve essere valutato con riguardo alla difficoltà della prestazione resa. E la colpa è inosservanza della diligenza richiesta.

L’obbligazione assunta dal professionista consiste in una obbligazione di mezzi, cioè in un’attività indirizzata ad un risultato.

Il mancato raggiungimento del risultato non determina inadempimento (v. Cass. 26 febbraio 2003 n. 2836).

L’inadempimento (o l’inesatto adempimento) consiste nell’aver tenuto un comportamento non conforme alla diligenza richiesta, mentre il mancato raggiungimento del risultato può costituire danno consequenziale alla non diligente prestazione o alla colpevole omissione dell’attività sanitaria.

Ti dico queste cose perchè in tema di onere della prova nelle controversie di responsabilità professionale, la Corte di Cassazione ha più volte enunciato il principio secondo cui quando l’intervento da cui è derivato il danno non è di difficile esecuzione, (come risulta nella maggior parte dei parti in seguito ai quali è derivata la paralisi da parto) la dimostrazione da parte del paziente dell’aggravamento della sua situazione patologica o l’insorgenza di nuove patologie è idonea a fondare una presunzione semplice in ordine all’inadeguata o negligente prestazione, spettando all’obbligato fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile (spesso a questo proposito si cita il giro di funicolo intorno al collo del bambino che di per se non è considerato un evento imprevedibile ed a cui si può porre rimedio con specifiche tecniche ostetriche) (Cass. 21 dicembre 1978, n. 6141; Cass. 16 novembre 1988, n. 6220; 11 marzo 2002, n. 3492).

La Corte di Cassazione afferma che l’onere della prova è stato ripartito tra le parti nel senso che spetta al medico provare che il caso è di particolare difficoltà e al paziente quali siano state le modalità di esecuzione inidonee ovvero a questi spetta provare che l’intervento è di facile esecuzione e al medico che l’insuccesso non sia dipeso da suo difetto di diligenza (Cass. 19 maggio 1999, n. 4852; Cass. 4 febbraio 1998, n. 1127; Cass. 30 maggio 1996, n. 5005; Cass. 16 Febbraio 2001, n. 2335; 16 novembre 1988, n. 6220; altre).

Ti richiamo anche il principio enunciato in termini generali dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza 30 ottobre 2001, n. 13533, in tema di onere della prova dell’inadempimento e dell’inesatto adempimento.

Le Sezioni Unite, nel risolvere un contrasto di giurisprudenza, hanno enunciato il principio, secondo cui il creditore (il paziente) che agisce per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento deve dare la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore (il medico) convenuto è gravato dall’onere della prova di fatto estintivo, costituito dall’avvenuto adempimento.

Analogo principio è stato enunciato con riguardo all’inesatto adempimento, rilevando che al creditore istante è sufficiente la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento (per violazione di doveri accessori, come quello di informazione, ovvero per mancata osservanza dell’obbligo di diligenza, o per difformità quantitative o qualitative dei beni), gravando ancora una volta sul debitore l’onere di dimostrare l’avvenuto, esatto adempimento.

Applicando questo principio all’onere della prova nelle cause di responsabilità professionale del medico deve affermarsi che il paziente che agisce in giudizio deducendo deve provare il contratto e allegare l’inadempimento del sanitario restando a carico del debitore l’onere di provare l’esatto adempimento.

Più precisamente, consistendo l’obbligazione professionale in un’obbligazione di mezzi, il paziente dovrà provare l’esistenza del contratto e l’aggravamento della situazione patologica o l’insorgenza di nuove patologie per effetto dell’intervento,restando a carico del sanitario o dell’ente ospedaliero la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile.

La distinzione tra prestazione di facile esecuzione e prestazione implicante la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà non rileva dunque più quale criterio di distribuzione dell’onere della prova, ma dovrà essere apprezzata per la valutazione del grado di diligenza e del corrispondente grado di colpa, restando comunque a carico del sanitario la prova che la prestazione era di particolare difficoltà.

Porre a carico del sanitario o dell’ente ospedaliero la prova dell’esatto adempimento della prestazione medica soddisfa in pieno a quella linea evolutiva della giurisprudenza in tema di onere della prova che va accentuando il principio della vicinanza della prova, inteso come apprezzamento dell’effettiva possibilità per l’una o per l’altra parte di offrirla.

Infatti, nell’obbligazione di mezzi il mancato o inesatto risultato della prestazione non consiste nell’inadempimento, ma costituisce il danno consequenziale alla non diligente esecuzione della prestazione.

In queste obbligazioni in cui l’oggetto è attività, l’inadempimento coincide con il difetto di diligenza nell’esecuzione della prestazione, cosicché non vi è dubbio che la prova sia vicina a chi ha eseguito la prestazione; tanto più che trattandosi di obbligazione professionale il difetto di diligenza consiste nell’inosservanza delle regole tecniche che governano il tipo di attività alla quale il debitore è tenuto.

Chiedo scusa per la lunghezza ma sento questo problema in modo molto forte; penso che per affrontare le cause sia necessario affidarsi a professionisti capaci che non abbiano timore di contrastare gli enti pubblici e le assicurazioni.
Le ragioni positive ed i punti fermi e condivisi per cercare la verità per i propri figli ci sono, sia dal punto di vista medico che da quello giuridico.
Vi auguro ogni bene : siate sempre coraggiosi ed intelligenti.
Ciao. Federica. 340 8963170- 0131 772371

 

 

Messaggio inviato il 14/05/2007

Ciao a tutti,
scrivo queste due righe (da Bari) un po con una specie di rimorso, un po per dare speranze a chi si affaccia a questo per la prima volta a questo sito per il problema dell P.O.

A novembre dello scorso anno è nata la mia piccola Emanuela con una P.O. Da subito la situazione non è sembrata molto grave, infatti il pediatra della neonatologia ha parlato di paresi ostetrica.

Ho cominciato a girare su iNternet, girare specialisti (piu o meno serie, alcuni truffaldini), perchè purtroppo non c'erano punti di riferimento. Questo sito, purtroppo, non lo avevo trovato.

Niente volevo dirvi che per fortuna, facendo tutt gli scongiuri del caso, a distanza di sei mesi, la situazione sembra recuperata spontaneamente, nel senso che stiamo facendo fisioterapia, ma moloto poca perchè a febbraio scorso al meyer ci hanno detto che potevamo addirittura evitarla.

Quindi almeno inizialmente, non scoraggiatevi, pregate e sperate in un recupero, ovviamente comunque recandovi a Firenze, non prendendo decisioni da soli e senza vergognarvi, si sottolineo, senza vergognarvi.

ciao a tutti e grazie

Ti ringrazio per questa tua mail che da a tutti ancora una volta le ragioni per continuare a seguire i nostri bambini con intelligenza, ci spinge nuovamente a cercare i centri migliori per curare i nostri figli.
Queste testimonianze ci danno la forza per continuare a sperare ed a lottare
Non smettere di darci notizie perchè è importante per tutti sapere come si evolvono le P.O.
Il centro che hai scelto è il migliore in Italia per la cura della P.O. in termini di fisioterapia e gli specialisti che lavorano in questo centro hanno grande professionalità e sono attenti a tutti gli aspetti anche, ma credo che non sia il tuo caso, chirurgici.
Attualmente il sito stà recuperando posizioni sui motori di ricerca perchè abbiamo dovuto interrompere per qualche tempo il collegamento in quanto si è dovuto modificare leggermente l'indirizzo a causa dei virus.
Se desideri avere indicazioni per incontrare altri genitori della tua zona fammelo sapere.
Coraggio
Ciao
Federica

 

 

Messaggio inviato il 26/03/2006

Ciao, mi presento: sono la mamma di C. anche lei con paralisi del plesso brachiale dx. Adesso la bimba ha 4 anni, ha subito due operazioni e si prosegue con la riabilitazione.
Claudia è migliorata, ma non recupererà del tutto. La sua P.O è stata provocata alla nascita; abbiamo presentato denuncia al tribunale dei Diritti del Malato, ed oggi, 26/6/03 abbiamo incassato il primo assegno di risarcimento. Con questo voglio dire ai genitori dei bambini che sanno di aver subito questa cosa, di rivolgersi al tribunale dei Diritti del Malato, che si occuperà con molto scrupolo di voi.
La mia vittoria non è stato l'assegno, ma l'ammissione da parte della A.S.L. dell'errore del medico. Mi sono sentita in dovere di fare questa denuncia per Claudia, per il torto ricevuto appena nata. Voglio dire a tutti quei genitori che hanno il nostro stesso problema di tenere duro e di essere sereni, cosa che io piano piano sto cercando di raggiungere solo ora, 4 anni dopo, ma non è facile.E se avete bisogno, all'occorrenza fatevi aiutare da un esperto, io l'ho fatto e adesso sto meglio.
Volevo chiedere a Voi dell'Apos se sapevate darmi informazioni circa la percentuale di casi di nascite con P.O. a livello nazionale.

Un bacio S.

Carissima S.,sono molto contenta di conoscerti.
Io mi chiamo Federica e sono il presidente del'apos.
La maggior parte dei genitori che ci contattano hanno intrapreso le vie giudiziarie ed anch'io ho ritenuto che il diritto di mio figlio dovesse essere garantito, anche ipotizzando cure all'estero che avrebbero potuto aiutarlo, o magari per consentirgli un domani di intraprendere un'attività lavorativa che gli garantisse un futuro dignitoso.
A tutt'oggi la causa tra rinvii, sospensioni e rinunce dei CTU, non ha ancora avuto una svolta e sono passati ben 8 anni, anni , come tu certamente saprai, pieni di inquietudine, di bisogno di giustizia.
Ma non vengo meno, non rinuncio, ho imparato a lottare, proprio guardando l'impegno di mio figlio, nell'applicarsi alle estenuanti terapie riabilitative, agli sforzi fisici e psichici per esser indipendente e sicuro di se.
L e nostre statistiche, che si basano sul numero di bambini seguiti nei centri pediatrici (perchè molti bambini, per paura o vergogna dei famigliari, arrivano ai centri di cura ad un 'età troppo avanzata e si rivolgono a centri fisioterapici delle Asl locali per adulti), ci ha portato a sommare un numero di bambini che tra il 1996 e il 2001 è andato in crescendo dai 300 bambini del '96, cioè all'anno, si è arrivati a circa 400 del 2001. Questi dati si riferiscono al numero di bambini curati dai centri specializzati, cioè quei bambini che sono sottoposti a intervento chirurgico; ciò significa che il n. è destinato ad aumentare sommando il n. di bambini che nati con un parto distocico, non hanno subito lesioni gravi permanenti, ad es. perchè si è avuta solo la frattura o perchè non si è prodotto uno "strappo" dei nervi ma solo uno stiramento. Di questi casi non è possibile avere indicazione numeriche.
Ti ringrazio per averci scritto continua a farci sapere dei progressi e delle strategie che studiate per la vostra piccolina, suggerimenti che possono essere di grande aiuto ad altri genitori.

A presto
Federica

 

 

Messaggio inviato il 10/11/2005

Ho un figlio di 16 anni affetto da paralisi ostetrica, ha subito due interventi quando era ancora piccolo, è migliorato ma il suo braccio destro la sua spalla hanno comunque un deficit molto evidente, ora che è un adolescente non si piace si guarda allo specchio e mi chiede in continuazione perchè io sono così, non vuole accettarsi e la nostra vita è difficile.

Preg.mo Signor G.,
comprendo le vostre difficoltà, so che la vita per un ragazzo con un braccio non perfetto è davvero faticosa.
Io non ho risposte alla vostra domanda : "perchè è capitato a me ?", perchè è la stessa questione che mi pongo ogni mattina quando mi alzo. L'unica cosa che posso fare è accettare la sfida di riuscire ad essere una persona vera ed a fare cose importanti nonostante anzi attravesro quanto ci è accaduto.E ' una lotta difficile, è anche un compito affidato a noi per rendere diverso e più semplice il cammino degli altri bambini affetti da paralisi ostetrica, o perchè questo non accada più.
A me ed a mio marito è stato utile fare un lavoro con uno psicologo... ci ha dato diverse indicazioni utili per seguire nostro figlio e ci ha aiutato a ripensare al problema in modo differente.
Se vuole parlarmi il mio n. è 0131 772371 , 3408963170

Federica

 

 

Messaggio inviato il 03/11/2005

Salve,
mi chiamo M., ho 28 anni e come tante persone, purtroppo, sono affetta da paralisi ostetrica al braccio dx.
Ho scoperto la vostra associazione recentemente e forse rispetto a tanti altri bimbi sfortunati sono già un pò cresciuta e ho imparato a convivere con tutte le difficoltà che questo problema comporta.
Non so bene cosa chiedervi perchè fino ad oggi no ho fatto molte domande...ero troppo concentrata su come affrontare gli innumerevoli disagi che tutt'ora incontro.
Da quando sono nata la mia vita è sempre stata piena di fisioterapia, sport, esercizi, disagi.. e credo tutto sommato di aver raggiunto dei buoni risultati, grazie sopratutto ai miei genitori che mi hanno seguito tantissimo. Credo di aver fatto tutto quello che potevo ed ho recuperato una buona funzionalità...ma i difetti che rimangono sono comunque tanti. Non so bene come descrivere la situazione, ma ci provo....
La funzionalità della mano per fortuna è perfetta, ho problemi più che altro con il gomito e con la spalla: non riesco a alzare il braccio correttamente per più di 90 gradi rispetto al tronco, non riesco a stringere verso l'interno il gomito, nè a ruotare verso l'esterno l'avambraccio. Inoltre, non riesco ad estendere completamente il braccio, che fa un'angolo di 20 gradi circa.
Come avrete notato non conosco bene nemmeno io la situazione e mi riesce difficoltoso spiegarlo. Vorrei sapere da voi, se è ancora possibile fare qualcosa per la mia situazione e se esistono degli interventi chirurgici che è ancora possibile effettuare alla mia età.
Grazie mille
M.

La chirurgia ha fatto passi da gigante; vai sul sicuro in centri altamente specializzati , leggi la nostra pagina dei centri che si occupano di P.O., ti potrà aiutare
Grazie per la tua lettera
Federica

 

 

Messaggio inviato il 28/09/2005

Buonasera mi chiamo P. e ho 35 anni desidero avere informazioni riguardanti centri di fisioterapia specializzati in questa patologia.Io abito a Trieste.grazie

 

 

Messaggio inviato il 18/09/2005

Ciao Federica mi chiamo G. ho 34 anni sono sposato e ho una bellissima bambina,
sfortunatamente vivo in prima persona questa esperienza.
voglio fare coraggio ai genitori di questi bambini,e leggendo le loro lettere mi sono commosso, pensando ai grandi sacrifici che anno fatto i miei per molti anni.
Anche io ho praticato il VOITA da bambino da 4 a 15 anni ho praticato il nuoto, poi da grande o avuto ottimi risultati facendo
body building naturalmente con esercizi appositi concentrandomi per 80% su un solo sbracio
sotto gli occhi incuriositi della gente che mi vedeva fare strane cose.
Dopo molti anni di esperienza e attività fisica mi sono creato una scheda personale ottenendo ottimi risultati sia a livello di forza e anche per quanto riguarda l' estetica, che dal aspetto psicologico non è una cosa da trascurare, oggi guido benissimo e senza nessuna limitazione sulla patente la macchina e anche la moto.
Qualche anno fa ho partecipato anche qualche gara in mountain bike,
voglio dire ai vostri ragazzi che tutto si può fare basta volerlo, perché é vero che abbiamo qualcosa in meno a confronto con gli altri
ma vi assicuro che tutti noi abbiamo una marcia in più, basta inserirla.

Grazie, G.speriamo che anche per i nostri bimbi sia sperimentabile quanto ci racconti
Federica

 

 

Messaggio inviato il 18/09/2005

Ciao Federica mi chiamo Goffredo ho 34 anni sono sposato e ho una bellissima bambina,
sfortunatamente vivo in prima persona questa esperienza.
voglio fare coraggio ai genitori di questi bambini,e leggendo le loro lettere mi sono commosso, pensando ai grandi sacrifici che anno fatto i miei per molti anni.
Anche io ho praticato il VOITA da bambino da 4 a 15 anni ho praticato il nuoto, poi da grande o avuto ottimi risultati facendo
body building naturalmente con esercizi appositi concentrandomi per 80% su un solo braccio
sotto gli occhi incuriositi della gente che mi vedeva fare strane cose.
Dopo molti anni di esperienza e attività fisica mi sono creato una scheda personale ottenendo ottimi risultati sia a livello di forza e anche per quanto riguarda l' estetica, che dal aspetto psicologico non è una cosa da trascurare, oggi guido benissimo e senza nessuna limitazione sulla patente la macchina e anche la moto.
Qualche anno fa ho partecipato anche qualche gara in mountain bike,
voglio dire ai vostri ragazzi che tutto si può fare basta volerlo, perché é vero che abbiamo qualcosa in meno a confronto con gli altri
ma vi assicuro che tutti noi abbiamo una marcia in più, basta inserirla.
Goffredo

Grazie Goffredo la tua storia davvero ci aiuta ad andare avanti. Scrivici ancora
Federica

 

 

Messaggio inviato il 04/08/2005

grazie Federica,
Grazie per le celeri, sentite ed accorate risposte che mi dai, grazie,
perchè è vero quel che dici ogni piccolo miglioramento.... tutto è un passo
avanti, ma la medaglia ha due facce e ci sono giorni in cui riesci a vedere
solo la fatica di ogni piccola conquista, e l'invidia che si prova a vedere
tutti gli altri bambini "normali" che non devono scegliere se bere o tenere
il gioco in mano.... e allora ti senti cattiva, e dici che sono sentimenti
ingiusti e cerchi di pensare in positivo... ma non sempre ci si riesce per
quel che mi riguarda... quando PAolo era piccolo e mi capitava di vedere gli
altri bambini mi soffermavo a guardare che cosa nei loro movimenti era
strano... il fatto è che al movimento di due braccia non mi ero abituata....
e mi pareva strano che lo potessero fare, oggi mi soffermo a guardare gli
sguardi degli adulti, sguardi compassionevoli e pieni di mille domande
curiose... e guardo divertita aspettando il momento in cui trovino il
coraggio di chiedere ma cosa gli è capitato? e poi mi aspetto il loro
"poveretto" ma di poveretto mio figlio non ha nulla, forse la sua più
grande fatica nella vita sarà quella di dimostrare che può, che può fare, e
forse per questo diventerà migliore...
buone vacanze, a tutti, grazie sempre.
un abbraccio Silvia

Grazie a te delle bellissime parole che mi scrivi e che raccontano con grande efficacia ciò che ho provato e che ancora provo.
Oggi ho portato Andrea in piscina e 1 suo amico giocava con 1 palla piccola in acqua insieme ad altri 2 bambini sconosciuti ; tutti insieme hanno iniziato a giocare e chi sbagliava andava fuori.
Indovina chi era sempre fuori...e siccome lui è un bravo bambino, si accontenta ed aspetta.
Ad un certo punto non ce l'ho fatta più mi sono avvicinata e gli ho detto di non stare ad aspettare ...e di farsi una nuotata. Lui ha capito si è messo a nuotare e dopo 3 minuti giocava con altri bambini. ...Ma domani ci portiano anche noi una palla.
Ciò che racconti mi fa ripensare a quella volta che Andrea aveva il gesso ed ai giardini pubblici una mamma mi ha chiesto come si era fatto male.
Appena le ho finito di spiegare molto sommariamente che cosa gli fosse capitato, lei ha richiamato il proprio figlio che era vicino ad Andrea e si è allontanata velocemente come se fosse un appestato.
La cosa mi ricordo mi fece rimanere molto male. E penso che cose del genere succederanno ancora, magari in altre circostanze, magari per lavoro: però io son convinta che lui è migliore , che io sono diventata migliore , che l'eroicità con cui lui (ed io al suo fianco) vive ed ha vissuto certe giornate merita la lode dei prodi, dei santi, dei migliori .
Forse adesso a quella mamma direi "vai , vai via, deficiente portati via tuo figlio che tanto non imparerebbe niente dal mio".
E' vero che con la sofferenza vivremo sempre o almeno con la nostalgia di una serenità mancata, e devo dire che ancora oggi che Andrea ha 10 anni e che ha 2 sorelle di 13 e 11 anni, se prendo in braccio un neonato sento un senso di estraneità...
Ma se ripenso a tutti i volti che ho guardato , a tutti quei bellissimi occhi che ho incontrato nei centri di fisioterapia , a ciò che ho visto, alla commozione provata per quella sofferenza comunque e sempre amorevole (che ho scoperto sperimentabile anche per me) negli sguardi delle loro mamme, credo di aver avuto un percorso privilegiato , dove mi è stato dato modo di capire e di compatire , (cioè condividere insieme), con una posizione di partenza, un punto di vista migliore.
Per questo motivo sento che questa strada era stata già pensata e son convinta che Andrea abbia di fronte a se un destino grande che lo aspetta, un futuro che farà tesoro del suo vissuto e della sua capacità umana , di questo suo cuore grande , forte e sempre capace di lottare per avere giustizia per se e per gli altri .
La sofferenza devo dire non mi abbandona ma non mi incrina, è una roba che mi tiene attenta e non mi permette di abbassare lo sguardo.
Non perdete la speranza ed amate la verità, perchè la verità vi farà liberi
Vi abbraccio
Federica

 

 

Messaggio inviato il 02/08/2005

Carissima Federica,
era un po' che controllavo la bacheca e non trovavo aggiornamenti, nessuno
si è scordato degli impegni che abbiamo promesso di prenderci, ma la vita
quotidiana e gli impegni e le fisioterapie e le piscine e le rogne varie....
ci assorbono, ci disintegrano ogni istante... cerchiamo di tirare avanti
sorridenti e calmi, anche se ci sono giorni in cui si vede solo quello che
nostro figlio non riesce a fare... andare in bici, spogliarsi, anche solo
abbassarsi le mutandine diventa un problema... e noi dobbiamo essere li ad
ogni pipì, ad ogni bevuta dal bicchiere di vetro di turno troppo grande per
entrare in una manina di bimbo... poi però se prendi la decisione sofferta
di agire contro l'ospedale ...ti senti dire che è immorale, che non è giusto
perchè va contro la rispettabilità e la professionalità... tanto nessun
rimborso gli ridarà il braccio, (grazie per ricordarmelo), quindi? il
tempo, la fatica, i soldi, le possibilità che mio figlio non avrà, quelle
lavorative, affettive (un'abbraccio a due braccia me lo sogno la notte) le
sofferenze, il corpo segnato dalle cicatrici degli interventi, il primo, il
secondo e poi ancora se ci sarà il terzo, tutto questo deve passare sotto
banco? no non credo, e il tempo tolto a mia figlia? alla mia famiglia per
dedicarmi con amore e pazienza ma anche tanta rabbia ad un problema che
avrebbe potuto non esserci?
Ma tanto Paolo è un bambino così buono.... questo mi sento dire come se la bontà d'animo quella si ridia la funzionalità degli arti....
Mah che rabbia, fortunatamente Paolo cresce, e migliora, siamo stati a Firenze al Meyer, ottimo centro, dove hanno fatto un polsino, un piccolo tutore funzionale (grazie al tuo convegno ne siamo venuti a conoscenza)... e va va meglio, ma fisioterapia per ora niente, è stufo e chi non lo sarebbe?
Io poi non ci credo +, questo metotdo (Voita) mi pare solo una tortura... torneremo a Fi per una valutazione fisioterapica per capire cosa fare... a settembre... intanto se mi capita e purtroppo capita, distribuisco indirizzi e nominativi di ospedali e centri che trattano il problema... il non sapere
cosa fare e dove andare è l'angoscia + grande.
Grazie sempre. Silvia

Carissima Silvia grazie a te, per come riesci a raccontare ed a ricomprendere in ciò che
scrivi i pensieri ed i sentimenti di noi tutti.
Non smettere di sperare e di crederci: vedrai Paolo riuscirà a fare cose che mai più avresti
pensato ed immaginato; Andrea, che ha avuto le stesse difficoltà di Paolo (e non riesce ancora a fare certi movimenti)
negli ultimi tempi però è riuscito ad affinare la gestualità della mano e,
seguendo un amico che costruisce modellini, ha tanto desiderato ed insistito per farli che
ha realizzato da solo il modellino di un carroarmato.
Se penso che in 1° elementare non poteva chiudere la chiusura a lampo dell'astuccio da solo ...ne ha fatta tanta di strada. Sicuramente ha fatto sempre tutto con grande sforzo e
non è mai stato indolore. Io però sono sicura che nulla neanche la sua più piccola lacrima e sofferenza andranno perdute;
sono sicura che il suo animo così attento sensibile e premuroso farà tesoro di tutto, anche delle fatiche più insopportabili.
Per la fisioterapia ti dico che il Voita alla sua età non va o meglio ha bisogno di altro. Al Meyer hanno stillato il protocollo
terapeutico più adeguato per ogni fascia di età.
Oggi al centro di Fisioterapia di Alessandria dove è seguito Andrea gli hanno proposto di lavorare
con una specie di elastico che attaccato alla trave della spalliera gli permette, tirandolo sotto sforzo, di sviluppare la muscolatura
del braccio lesionato . Per noi è una cosa utile perchè ha poca forza.
Per quanto riguarda la causa io posso dirti che vado avanti (e sono ormai 9 anni) perchè mi sento incaricata della sua tutela e
voglio crederci ancora che mio figlio avrà giustizi; auguro a chi ha rovinato la vita di mio figlio
di aver il coraggio, di riuscire a guardarsi dentro e di assumersi le proprie responsabilità.
Solo così potrà sentirsi pienamente uomo, pienamente persona ; gli auguro di avere la dignità di dire : quella volta ho sbagliato, non sono stato attento
ho rovinato un bambino.
Per fare ciò occorre avere onestà morale e professionale in assenza della quale è giusto che un terzo, il giudice, intervenga, e faccia valere il diritto di mio figlio .Cioè mio figlio Andrea ha il diritto ad avere una vita sana, ad avere una vita serena, anche se il suo destino è ormai segnato e per questo incerto. Ma desidero ugualmente giustizia , desidero che venga affermato il valore della sua vita, desidero che sia detto chiaramente che ha subito un torto grave rispetto al quale chi ha sbagliato deve rimediare.
Non può passare sotto silenzio il dolore che ha vissuto, che abbiamo vissuto!
Io ci voglio credere, Silvia.
Per gli obiettivi che ci eravamo posti e che ci siamo ripetuti anche al convegno sembra che si sia riaperto uno spiraglio ma per scaramanzia
non ne voglio accennare...incrociamo le dita.
Sentiamoci presto
e ...buone vacanze
Federica

 

 

Messaggio inviato il 22/07/2005

Non devi scusarti di nulla, capisco benissimo come ti devi sentire, ma non devi lasciarti
abbattere prenditi un pò di tempo per elaborare una nuova strategia, non abbandonare
la lotta fallo sia per tuo figlio che per i nostri figli e (purtroppo) per quelli che
verranno. Hai presente quanti errori si commettono in campo medico tutti gli anni?
Per loro 1500 bambini sono niente, ma per noi ogni bambino è importante, non è un numero
ed è a dir poco disgustoso che ci siano persone che non prendano in seria considerazione una
paresi. Qui non si parla solo di costi temporanei (se vogliamo essere un pò cinici), ma
di persone che potevano essere completamente abili, ma che per incuria, da parte del
personale medico, diventano un peso per lo stato.
Ed è per questo che ci potrebbe essere d'aiuto il riconoscimento dell'invalidità permanente
unico modo forse per poter contare qualcosa e per far valere i diritti dei nostri figli.
Credimi, io ti sarò eternamente grata per quello che hai fatto e per quello che farai.
Il tuo lavoro mi è stato utile per andare avanti, per avere contatti con medici competenti,
mi ha fatto capire cosa era successo alla mia piccola, è stato il punto di partenza, io come
penso tanti altri non possiamo far altro che ringraziarti ed incitarti a continuare,
lo so che in alcuni momenti certi ostacoli ti sembreranno invalicabili, e che forse ti
potranno sembrare eccessive le aspettative di tutti noi, ma sono convinta che ci riuscirai,
ti sembra poco quello che hai fatto fino ad ora?
Ti saluto caramente.

Carissima Angela mi scuso per il prolungato silenzio; sono un pò in crisi innanzitutto
perchè non trovo lavoro e per quanto riguarda l'Associazione è successo che dopo aver
preparato con impegno e determinazione il progetto per il bando (che finanziava ass. di
volontariato) per la realizzazione di un testo sulla P.o. proprio ieri mi sono vista
arrivare un diniego secondo me poco motivato.
Oggi sono andata a discutere le ragioni di questo blocco e non ho risolto nulla .
Ora devo scrivere una lettera alla commissione giudicante i progetti facendo presente che
siamo l'unica ass. che dà informazioni su tale patolgia e che la casistica è
di 1500 bimbi all'anno: che responsabilità si prendono !
non tutti hanno internet o la possibilità di trovare le informazioni utili a curare
i loro bambini.
Per l'ospedale ...come centro di riferimento per la P.O. non ho ottenuto nulla perchè
il direttore sanitario non ha intenzione di avviare un bel niente .
Un altro buco nell'acqua.
.... è tutto fermo;... siamo a luglio ...
quindi il risultato è che ho buttato energie , tempo ed impegno.
Sconfortante!
Mi stò prendendo ,(ingiustamente )una pausa di riflessione più che altro perchè mi sento
demotivata non so in che direzione sparare le cartucce.
Dovrei anche aggiornare il sito e cambiare molte cose ma non mi sento.
So che sbaglio : in questo momento non riesco a fare di più.
Ti ringrazio degli auguri che ricambio con affetto
a presto
Federica

 

 

Messaggio inviato il 12/07/2005

Buonasera,
Sono un neopapà di una bimba che purtroppo ha subito durante il parto la "paralisi del plesso brachiale".
Mi figlia è nata lo scorso ../06/2005 e come è comprensibile io e mia moglie siamo molto
preoccupati.
Ci piacerebbe ricevere qualche riferimento a buoni specialisti che operano nella zona di N.


Ringraziamo anticipatamente, cordiali saluti
Vincenzo M.

 

 

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